Un mese dopo aver formalmente acquisito Cephalon attraverso un accordo del valore di 6,6 miliardi di dollari, adesso Teva entra nella fase operativa di integrazione tra le due società. Secondo quanto scrive il giornale israleliano ‘Calcalist’  sono previsti circa 1.000-1.500 esuberi, quasi tutti a carico di Cephalon. Teva non ha commentato i numeri sugli esuberi limitandosi a dire che l’integrazione con Cephalon è iniziata da poco e che essa prevederà anche una riduzione del personale.

A essere più colpita sarà Mepha, una divisione di Cephalon interamente dedicata alla produzione e alla vendita di farmaci generici. Questa società, che ha sede in Svizzera, fu acquisita da Cephalon lo scorso anno, quando aveva un fatturato di circa 400 milioni di euro e 1.000 dipendenti. Oltre a essere la prima azienda svizzera nel settore dei generici, Mepha commercializza i suoi farmaci generici anche in diversi paesi dell’Europa centrale. Adesso questo settore verrà completamente riorganizzato da Teva, che su come si producono e si vendono i farmaci generici oramai ha una expertise formidabile. Il prezzo da pagare saranno però gli esuberi annunciati dal giornale israeliano e per ora non confermati dall’azienda.

In totale, al 31 dicembre del 2010, Cephalon aveva 3.700 dipendenti, la maggior parte dei quali situati negli Stati Uniti. A conti fatti, Teva  lascerà a casa il 27%-40% della forza lavoro di Cephalon, a seconda di quale sarà il numero reale degli esuberi. Se queste voci fossero confermate, si tratterebbe di una percentuale molto elevata. Quando Teva acquisì l’americana Parr, gli esuberi furono solo il 10%.

I dipendenti di Cephalon che non verranno coinvolti nel ridimensionamento del personale saranno quelli impegnati nelle attività sui brand, cioè i farmaci per il sistema nervoso centrale, la cura del dolore e l’oncologia.

Secondo le stime di Teva, la piena integrazione con Cephalon ogni anno darà luogo a circa 500 milioni di risparmi, dei quali 300 proverranno dalla riduzione del personale e dal contenimento dei costi di vendita e marketing, 120-150 milioni da riduzione nei costi di ricerca e sviluppo e altri 50-80 dalla riduzione dei costi di produzione, essendo gli impianti di Teva ad altissima efficienza, visti i grandi volumi.

Attraverso l’emissione di bond, Teva sta raccogliendo sul mercato finanziario 4,5-5 miliardi di dollari. I bond sono classificati da Moody's  in categoria A3, a testimoniare la solidità dell'azienda (ce lo avesse l’Italia un simile rating…). Questi fondi serviranno per ripagare i soldi presi a prestito per comprare Cephalon, evidentemente  a tassi di credito superiori, e per ripagare anche i bond della stessa Cephalon.

Insieme, Teva e Cephalon, avranno una presenza significativa in oltre 60 Paesi . Nei 12 mesi fino a Giugno 2011, le due aziende hanno generato ricavi complessivi pari a circa 20 miliardi di dollari.