Teva, bene vendite e profitti, grazie a Cephalon e copaxone

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Continua inarrestabile la crescita di Teva. Il colosso israeliano ha appena comunicato i risultati del 2011 che evidenziano un aumento del 14% del fatturato, passato dai 16,1 miliardi di dollari del 2010 a 18,3 miliardi.

I ricavi totali registrati nel quarto trimestre ammontano a 5,7 miliardi di dollari, con un aumento del 28% sullo scorso anno. Nello stesso periodo i profitti sono saliti del 23% ($1,4 miliardi). A trainare i risultati sono due fattori: l’acquisizione di Cephalon, comprata lo scorso anno per 6,5 miliardi di dollari, e gli ottimi risultati di copaxone, che nell’ultimo trimestre ha quasi raggiunto i $927 milioni di vendite, con una crescita dell’11%. Il farmaco però adesso dovrà vedersela con fingolimod di Novartis, uscito da poco e  disponibile in formulazione orale. Copaxone potrebbe anche dover fronteggiare la possibile uscita del corrispondente generico, il che per Teva rappresenterebbe una situazione abbastanza ironica. In ogni caso, per l’anno in corso Teva prevede vendite di copaxone per circa 3,8 miliardi, cioè in linea con quelle del 4 trimestre.

I profitti netti del 2011 non classificati secondo i principi contabili americani (GAAP), in quanto non hanno tenuto conto di certi costi legati all’acquisizione di Cephalon, hanno raggiunto i  4,4 miliardi di dollari e sono aumentati del 7% rispetto a 4,1 miliardi di dollari dello scorso anno. Il flusso di cassa per l’intero 2011 è stato di 4,1 miliardi di dollari. I profitti netti classificvati secondo le regole contabili GAAP sono stati pari a $2,8 miliardi, in calo rispetto ai 3,3 miliardi del 2010.

«I nostri risultati, afferma Shlomo Yanai, CEO di Teva, dimostrano la forza del nostro modello di business, che pone l’attenzione alla crescita e all’aumento della diversificazione tra le aree geografiche e le linee di  business. La strategia di Teva è focalizzata alla crescita e all’eliminazione della dipendenza da un particolare mercato o prodotto. Nel 2011, gli obbiettivi raggiunti più importanti sono stati l’acquisizione di Cephalon e Taiyo e la creazione di un’unica joint venture con Procter & Gamble».

La strategia di diversificazione nei farmaci brand e le acquisizioni mirate anche a espanderle la presenza geografica di Teva, sta funzionando. L’acquisizione di Cephalon ha portato diversi nuovi prodotti “di marca” focalizzati nell’area della cura del dolore e dei farmaci anticancro. Parallelamente, sta procedendo lo sviluppo dell’anti sclerosi multipla laquinimod, che dovrà affiancarsi a copaxone, attualmlente il farmaco anti SM più venduto al mondo. Un paio di studi su questo farmaco non hanno dato i risultati sperati ma l’azienda è fiduciosa di poter ottenere l’ok dell’Fda. Il farmaco è un immunomodulante orale, da assumere una volta al giorno.

In Usa, i ricavi per l’intero 2011, pari a 8,8 miliardi di dollari, sono diminuiti del 6% rispetto al 2010 principalmente perché non sono entrati in commercio nuovi farmaci generici importanti e a causa della riduzione dei ricavi provenienti dai farmaci equivalenti già in commercio. La riduzione è stata in parte controbilancia dai ricavi di nuovi prodotti branded provenienti dal listino di Cephalon e dallo stesso copaxone. In usa l’aszienda ha lanciato in esclusiva il genrrico di olanzepina e insieme a Ranbaxy ha messo in commercio la versione generica di atorvastatina.

In Europa, i ricavi per l’intero 2011, pari a 5,7 miliardi di dollari, sono aumentati del 43%, rispetto al 2010. La crescita è dovuta all’acquisizione di Cephalon e Theramex e alle buone vendite dei farmaci branded di Teva.

Nel resto del mondo, i ricavi per l’intero 2011, pari a 3,9 miliardi di dollari, sono aumentati del 39% rispetto al 2010. La crescita è dovuta soprattutto all’aumento delle vendite in Russia, Israele, Sud America e grazie all’acquisizione di Tayo, in Gappone e di Teva-Kowa.

Nel 2011, i ricavi provenienti dalla vendita di prodotti generici sono aumentati del 3% passando da 9,9 miliardi di dollari a 10,2 miliardi. I ricavi dei farmaci branded sono aumentati del 34%, passando da 4,9 miliardi di dollari a 6,5 miliardi del 2010.  Per arrivare a $18,3 miliardi complessivi bisogna contare anche i prodotti OTC, (in Usa venduti in joint venture con Procter and Gamble) e la distribuzione di prodotti ottenuti in concessione da altre società, attività presenti principalmente in Israele e Ungheria.

Per il 2012, l’azienda prevede profitti per azione dell’ordine dei $5,48 - $5,68 mentre i ricavi dovrebbero crescere ancora e raggiungere i 22 miliardi di dollari. Forse non sarà possibile ottenere l’obiettivo dei 31 miliardi di ricavi che l'azienda si era prefissata per il 2015, ma in questi tempi di vacche magre sono pur sempre ottimi risultati.
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