Teva Pharmaceutical ha deciso di acquisire la società di biotecnologia Labrys Biologics specializzata nello sviluppo di nuovi farmaci anti emicrania attraverso un accordo del valore massimo di 825 milioni dollari. L'accordo in sé comprende un pagamento anticipato di 200 milioni dollari in contanti, e fino a 625 milioni dollari in pagamenti basati sul raggiungimento di determinati traguardi pre-lancio per un farmaco sperimentale per l’emicrania episodica e cronica.

L'acquisizione amplia il portafoglio di Teva di farmaci per la cura del dolore, che comprende una vasta gamma di prodotti in sperimentazione o già approvati e commercializzati per l'emicrania, il dolore oncologico e il dolore cronico.

La società biotech ha attualmente in sviluppo il farmaco LBR-101, che è attualmente in sperimentazione clinica di Fase IIb e potrebbe raggiungere un picco di vendite di $2 - 3 miliardi. Il farmaco è un anticorpo monoclonale diretto contro il peptide correlato al gene della calcitonina. Il composto, somministrabile per via sottocutanea, ha una lunga emivita (40-48 giorni) che potrebbe permettere una somministrazione mensile.

Il peptide correlato al gene della calcitonina (Calcitonine Gene Related Peptide, CGRP) è il più potente vasodilatatore conosciuto che viene rilasciato dal cosiddetto sistema trigeminale, il complesso di fibre nervose sensitive e motorie raccolte nel nervo trigemino.

Durante l’attacco emicranico questo sistema si attiva, svolgendo un ruolo chiave nella modulazione del dolore e nella vasodilatazione cranica che accompagna l’emicrania: una volta che il CGRP viene rilasciato dalle cellule nervose (durante l’attacco i suoi livelli nel sangue aumentano improvvisamente) va a legarsi ai suoi recettori disposti in molte aree importanti per la trasmissione del dolore (ad esempio il nucleo talamico postero-ventrale mediale) che vengono così innescati, contribuendo all’aumento del calibro delle arterie e all’invio degli impulsi dolorosi ai centri superiori.

Pertanto, antagonisti del recettore CGRP potrebbero risultare utili come agenti antiemicranici che presentano un’efficacia pari a quella di altri farmaci di uso comune, i triptani, non producendo però vasocostrizione o effetti vascolari avversi caratteristici di questa classe.

Già diverse aziende come Merck, Lilly ed Amgen stanno sviluppando farmaci diretti contro il CGRP. Adesso entra il lizza anche Teva. Una speranza in più per chi soffre di emicrania.