Nel corso di una presentazione agli analisti finanziari svoltasi pochi giorni fa a San Francisco (J.P. Morgan Healthcare Conference) l'amministratore delegato di Teva ha dichiarato che entro il 2015 i ricavi dell'azienda israeliana dovrebbero raddoppiare, passando dagli attuali 13,9 miliardi (dato di chiusura del 2009) a 31 miliardi di dollari. Secondo l'agenzia Thomson Reuters, in questo stesso questo periodo, i ricavi netti dovrebbero passare da 3 a 6,8 miliardi di dollari.

In questa crescita, l'Europa giocherà un ruolo molto importante perché il fatturato passerà dagli attuali 3,3 miliardi a 9,2.  In questo sviluppo, il nostro paese gioca un ruolo di primo piano essendo la filiale italiana di Teva la prima società del nostro mercato dei generici.

La capitalizzazione di borsa di Teva, pari a 50 miliardi di dollari,  già riconosce le prospettive di crescita della società ed è superiore a quella di aziende ben più conosciute, come Eli Lilly, ed è paragonabile a quella di Bristol Myers Squibb.

Questi dati sono in contrasto con lo stereotipo dell'azienda di generici, come di piccole società che cercano di erodere spazio ai grandi brand. Il grande sviluppo dei prodotti a brevetto scaduto sta creando dei colossi che dedicano un parte delle loro risorse anche allo sviluppo di nuove molecole.
Già oggi Teva non va più considerato un genericista "puro" in quanto una parte significativa dei ricavi proviene da Copaxone, un farmaco di grande successo indicato per la cura della sclerosi multipla che in Europa è commercializzato da sanofi aventis. In futuro, l'azienda intende realizzare il 70% dei propri ricavi dai farmaci generici e il restante 30% da farmaci branded come Copaxone.

E' una strada che anche altre aziende di generici, come ad esempio Dr Reddy stanno seguendo. Al contrario, molte aziende "research based" come Pfizer e Sanofi aventis stanno creando forti divisioni dedicate allo sviluppo e commercializzazione di farmaci generici. Novartis l'ha fatto da tempo e Merck sta appena entrando in questo settore.

Nel corso dell'incontro sono state anche fornite una serie di previsioni sull'evoluzione del mercato mondiale dei generici che di qui al 2015 dovrebbe passare dagli attuali 80 miliardi di dollari a circa 135-150 miliardi.
Tra i fattori trainanti di questa crescita vi è una crescente attenzione dei governi dei vari paesi al risparmio reso possibile dai generici. Inoltre, nei prossimi 5 scadranno i brevetti per farmaci branded che oggi generano un fatturato complessivo di circa 150 miliardi di dollari.