Alla fine Teva ha puntato sulla soluzione interna e sulla continuità e oggi ha annunciato che Erez Vigodman, 54 anni, è stato nominato Presidente e Chief Executive Officer con decorrenza dall’11 febbraio 2014. Vigodman sostituirà il Presidente e CEO ad interim Eyal Desheh che tornerà a ricoprire la sua precedente carica di Chief Financial Officer e Group EVP.

La decisione era indispensabile viste le dimissioni del precedente capo dell’esecutivo di Teva, Jeremy Levin, che aveva lasciato l’azienda alla fine di ottobre dello scorso anno. Nei commenti degli analisti, le dimissioni di Levin sono state fatte risalire alle divergenze con il presidente Phillip Frost circa il recente piano di ristrutturazione su scala globale che prevede la perdita di 5mila posti di lavoro.

Phillip Frost, Presidente del Consiglio di Amministrazione, ha dichiarato “Do il mio benvenuto a Erez quale nuovo CEO di Teva. In qualità di membro del Board aziendale sin dal 2009, Erez ha una profonda conoscenza di Teva e del settore in cui opera, ed è per questo la persona giusta in grado di partire con slancio e portare valore agli azionisti. Vorrei ringraziare Eyal per aver guidato l’azienda in questo momento importante, mantenendo il focus sull’esecuzione della nostra strategia. Allo stesso modo, vorrei ringraziare tutti i membri del Consiglio di Amministrazione che hanno coscienziosamente lavorato al difficile processo di selezione”.

Vigodman è attualmente Presidente e Chief Executive Officer della Makhteshim Agan Industries (MAI), la più importante azienda agrochimica del mondo. Manterrà questa posizione fino al 6 febbraio 2014. A differenza di Levin, Vigodman, non ha una specifica esperienza nel settore farmaceutico e dovrà quindi farsela in fretta e conquistare la fiducia degli investitori. Il manager però ha fatto parte del board di Teva a partire dal 2009 e quindi la società la conosce molto bene.

Vigodman, israeliano, nel 1987 ha conseguito una laurea in Economia e Commercio all’Università di Tel Aviv e in seguito un attestato del programma di Management Development presso la Harvard Graduate School of Business Administration presso l’Università di Harvard. È membro dell’Advisory Committee dell’Israel National Economic Council, e ha prestato servizio presso l’Advisory Board del governatore della Banca di Israele tra il 2005 e il 2009.

Il suo compito adesso sarà quello di rilanciare Teva, per molti anni sulla cresta dell’onda e cresciuta a dismisura grazie a una politica di acquisizioni gestite sempre in maniera perfetta. Probabilmente quella meno riuscita è stata quella con Cephalon, dalla quale Teva si aspettava maggiori risultati.

Adesso l’azienda israeliana deve gestire la imminente genericazione in Usa di copaxone, il farmaco per la sclerosi multipla più venduto al mondo e fonte di larga parte dei profitti aziendali. Il farmaco sta anche subendo la competizione dei nuovi farmaci orali per la sclerosi multipla, come Tecfidera, Aubagio e Gylenia. Per questa patologia, la stessa Teva sta però per lanciare un farmaco orale che prende il nome di laquinimod, con un meccanismo d’azione un po’ diverso dai farmaci già esistenti e buoni dati a supporto.

In ogni caso, è una situazione diversa dagli anni passati nei quali, per crescita interna e per acquisizioni, Teva è sempre crescita a due cifre. Nei mesi scorsi era persino girata la voce che Teva potesse essere acquisita da altre società. Il compito del nuovo manager non sarà quindi facile ma ha alle spalle un’azienda ben organizzata.

“È un grande onore per me essere stato nominato Presidente e CEO di Teva, un’azienda pionieristica del suo settore” ha detto Vigodman “Sono entusiasta all’idea di poter collaborare con il management team e i dipendenti di Teva per costruire sulle grandi tradizioni dell’azienda per rafforzare la nostra leadership globale e sfruttare al meglio il suo grande potenziale per fornire farmaci e soluzioni ai pazienti in tutto il mondo. Sono consapevole delle sfide che in questo momento Teva deve affrontare e sono certo che, insieme al management team, saremo in grado di affrontare queste sfide e di mantenere il nostro impegno nel creare valore per i nostri azionisti attraverso l’espansione del business di Teva, assicurando una crescita a lungo termine”.

Vigodman ha diretto MAI a partire dal 2010. In questo lasso di tempo ha rilanciato la profittabilità di questa azienda migliorando l’operatività quotidiana e investendo in aree che destinate a portare una crescita organica. Dal 2009 al 2012, MAI ha assistito a un incremento delle proprie vendite del 9% in termini di CAGR (Compounded Annual Growth Rate), con un utile operativo del 33% e un utile netto del 55%. Questo trend positivo è proseguito anche nel corso dei primi 9 mesi del 2013.

Vigodman ha trasformato il business di MAI attraverso un piano strategico completo che ha messo in gioco mosse audaci e un’eccezionale crescita nell’ambito dei mercati chiave, significative efficienze operative, un miglioramento del portfolio dei prodotti e un balzo in avanti delle infrastrutture di R&D. Vigodman ha guidato l’espansione di MAI nei mercati emergenti attraverso l’Asia e l’America Latina e ha progettato una fusione inversa con ChemChina, dando così a MAI accesso al mercato cinese e gettando le fondamenta per piattaforme operative in Cina.

Prima di MAI, Vigodman ha ricoperto il ruolo di presidente e Chief Executive Officer per il gruppo Strauss, un’azienda globale che produce alimenti e bevande. In quella posizione ha reso Strauss un player mondiale, con uno specifico orientamento verso i mercati emergenti, e verso il Brasile in particolare. Nell’ambito di Strauss, ha portato avanti collaborazioni con aziende leader sul mercato globale quali Danone e PepsiCo. Nel corso del suo mandato, Strauss ha più che raddoppiato le proprie vendite da 2,9 milioni di NIS nel 2002 a 6,2 milioni di NIS nel 2008.

Adesso la sfida è più impegnativa. Il nuovo manager dovrà gestire la ristrutturazione imminente, ma anche rilanciare Teva, rendendola meno dipendente dal business dei generici. Dovrà difendere il business nella sclerosi multipla e far partire quello delle cosiddette nuove entità terapeutiche (NET) che potrebbero generare un fatturato di 1-1,5 miliardi di dollari entro il 2018.

Le NET si basano su molecole già conosciute che vengono formulate, somministrate o utilizzate secondo nuove modalità per rispondere ai bisogni insoddisfatti dei pazienti. Il programma NET, lanciato un anno fa, è un elemento importante nella strategia di Teva e l’azienda conta 15 prodotti di questo tipo nella propria pipeline.

Un buon modello cui ispirarsi, secondo alcuni analisti è quello di Valeant, azienda canadese impegnata nei generici ma anche nei prodotti di marca e presente in settori dove il paziente compra direttamente i farmaci che gli sono utili, come la dermatologia e l’oftalmologia, evitando all'azienda i problemi legati alla contrattazione dei prezzi con le autorità regolatorie.

Sapremo presto la strada intrapresa dal nuovo manager.