Attraverso una serie di acquisti in borsa, l’israeliana Teva ha aumentato la sua quota azionaria di Mylan portandola al 4,61%, e superando la soglia critica che potrebbe consentirle di sfidare legalmente la società rivale nei farmaci generici.

Tale quota azionaria rappresenta la quantità necessaria che l’azienda israeliana deve possedere nel caso il tentativo di scalata della concorrente Mylan dovesse essere discusso davanti a una corte olandese, Paese dove Mylna ha la sede legale.

In aprile Teva aveva messo sul piatto $40 mld per acquisire Mylan, la quale aveva però rifiutato l’offerta e aveva affermato che Teva non aveva fatto pervenire in modo formale la valutazione e invitava la compagnia israeliana ad aprire un processo M&A piú strutturato. Teva non si è fatta pregare e adesso è in possesso della quota necessaria.

Quasi in contemporanea all’offerta di Teva, Mylan aveva tentato l’acquisizione della concorrente Perrigo offrendo $34 mld. Il tentativo di acquisire Perrigo è stato visto dagli esperti del settore come parte della strategia che punta a respingere la scalata di Teva. Nel comunicato emesso oggi da Teva si afferma che la quota di azioni detenuta dal gruppo israeliano non crescerà oltre il 5% se la riunione straordinaria degli azionisti di Teva per discutere l’acquisizione di Perrigo si dovesse tenere prima del 31 agosto.

Gli analisti di Citigroup Liav Abramo e Giovanni Urbanucci prevedono che un'offerta per Mylan da parte di Teva sia oramai imminente. "Un'offerta formale da Teva è importante in vista delle votazioni degli azionisti di Mylan per il merger Mylan-Perrigo al fine di fornire una alternativa vincolante all'offerta di Mylan per Perrigo, e al fine di permettere alle imprese proxy di esprimere la loro opinione in favore di una transazione o dell’altra,  hanno scritto gli analisti.

Mylan, dal canto suo, ha affermato che la quota acquisita di Teva è illegale, indicando le leggi antitrust statunitensi. "Consideriamo che l‘acquisto azionari di Teva come un ulteriore indizio della sua intenzione di immischiarsi con il nostro business, la strategia e la missione, pur rimanendo poco chiaro circa le sue reali intenzioni," ha scritto in una lettera agli azionisti di Mylan Robert Coury il presidente della società.

Ma, come sostiene Teva, che cosa dicono le leggi degli Stati Uniti, non importa abbastanza per una società come Mylan che ha trasferito il suo domicilio all'estero non appena completata l'inversione fiscale. "Prendiamo atto che vi dicono (Mylan) che sono una società olandese quando ciò serve a sostenere che Teva sta cercando di creare strutture di governance senza precedenti, ma si ritengono  una società britannica quando ciò aiuta ad abbassare le tassazione presente negli Stati Uniti e infine sono una società statunitense quando questo serve ad evitare che Teva acquisca le azioni di Mylan "affermano con una certa dose di ironia Erez Vigodman (CEO di Teva) e Yitzhak Peterburg ( presidente).

Nel frattempo, Perrigo, sembra assai poco entusiasta circa le sue prospettive di fungere da esca di questo menage a trois. E finora ha respinto più volte le avances di Mylan, sostenendo che le offerte della società "sostanzialmente" sottovalutano il valore del proprio business.

Chi vincerà? Le scommesse sono aperte.