Daiichi Sankyo e ArQule hanno annunciato l’arruolamento del primo paziente nello studio di  fase 3  METIV HCC (MET-high patients with Tivantinib in HCC) con tivantinib (ARQ 197), inibitore selettivo  del recettore tirosin chinasico MET.

METIV è uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, in cui tivantinib verrà somministrato a pazienti con HCC inoperabile già pretrattati, con MET iperespresso. L’endpoint primario è la sopravvivenza globale (OS), mentre quello  secondario è la sopravvivenza libera da progressione (PFS). Lo studio  prevede l’arruolamento di circa 300 pazienti in 120 centri clinici in tutto il mondo.

“Siamo lieti di annunciare l’inizio dello studio di  fase 3, che ci permetterà di  meglio comprendere il  ruolo potenziale di tivantinib nel trattamento dell’HCC”, ha dichiarato Glenn Gormley, direttore globale della Divisione Ricerca&Sviluppo e Senior Executive Officer di Daiichi Sankyo. “Confidiamo che questo studio in fase avanzata possa  confermare i risultati positivi  riscontrati nella fase 2 in termini di  tempo alla progressione  (TTP) e  sopravvivenza globale  (OS) in  pazienti affetti da tumori con MET iperespresso”.

“Il carcinoma epatocellulare è una malattia devastante e i pazienti affetti da HCC avanzato hanno necessità di nuovi trattamenti, che possano contribuire a prolungare la sopravvivenza”, ha sottolineato Paolo Pucci, CEO di ArQule. “Il trial METIV segue i risultati positivi della fase 2, che hanno dimostrato miglioramenti  nel tempo alla progressione e nella sopravvivenza globale in pazienti  con MET iperespresso”. 

Nell’ottobre 2012 è stata siglata un’intesa con la Food and Drug Administration americana per un Special Protocol Assessment (SPA) per questo studio di fase III; questa è una procedura attraverso la quale  la FDA fornisce una valutazione formale e linee guida sul disegno e la dimensione  dei protocolli proposti, che verranno condotti con l’intento di preparare le basi per la documentazione regolatoria per la registrazione del farmaco (NDA). L’approvazione finale per la commercializzazione dipende dai risultati dello studio.

Il carcinoma epatocellulare
A livello mondiale il tumore del fegato è la sesta malattia oncologica più diffusa (749.000 nuovi casi), la terza causa di mortalità per tumore (692.000 casi) ed il 7% di tutti i tipi di tumore. Il carcinoma epatocellulare rappresenta più del 90% dei tumori primitivi del fegato.

Le epatiti croniche di tipo B e C sono riconosciute a livello mondiale come il maggior fattore di rischio per l’HCC, ancor più se si è in presenza di infezione concomitanti  con queste tipologie di virus. La cirrosi rappresenta un altro fattore di rischio per lo sviluppo di questo tumore.

Tivantinib e il “pathway” del recettore MET
Tivantinib è un inibitore orale selettivo di MET, un recettore della tirosin –chinasi. Nelle cellule adulte sane questo recettore è presente a concentrazioni normali per supportare  alcune  naturali funzioni cellulari, mentre nelle cellule tumorali il recettore MET è costantemente e inappropriatamente attivato per ragioni ancora sconosciute. Quando è attivato in modo anomalo, MET è coinvolto in  molteplici attività quali la proliferazione delle cellule tumorali, la  sopravvivenza, l’angiogenesi (capacità del tumore di sviluppare nuovi vasi sanguigni) invasione e la metastatizzazione  (la diffusione a distanza del tumore). Attualmente  tivantinib è in fase III e non stato ancora approvato in nessun Paese.