Tornano timori sulle CAR-T cells, un decesso in studio di Kite Pharma

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Le azioni della biotech americana Kite Pharma oggi sono scese del 13% dopo che la società ha reso noto che un paziente che era in trattamento con una terapia sperimentale a base di CAR-T cell è deceduto per edema cerebrale. Questo grave evento ha fatto riemergere le preoccupazioni per gli effetti collaterali fatali legati a questa promettente nuova classe di trattamenti anti cancro, per ora ancora tutti in fase sperimentale.

Le azioni della biotech americana Kite Pharma oggi sono scese del 13% dopo che la società ha reso noto che un paziente che era in trattamento con una terapia sperimentale a base di CAR-T cell è deceduto per edema cerebrale. Questo grave evento ha fatto riemergere le preoccupazioni per gli effetti collaterali fatali legati a questa promettente nuova classe di trattamenti anti cancro, per ora ancora tutti in fase sperimentale.

Kite ha informato la Food and Drug Administration del decesso che si è verificato alla fine del mese di aprile.  Non è stata presa alcuna decisione di interrompere o fermare lo studio ZUMA-1 attualmente in corso.

Noto in precedenza col nome in codice di KTE-10, in attesa della decisione circa il suo brand, adesso il farmaco viene citato come axicabtagene ciloleucel.Si tratta di una terapia sperimentale in cui le cellule T del paziente sono progettate per esprimere un recettore antigenico chimerico (CAR) che ha come target l'antigene CD19, una proteina espressa sulla superficie cellulare dei linfomi e leucemie delle cellule B e serve per reindirizzare le cellule T per uccidere le cellule tumorali. Ad axicabtagene ciloleucel è stato riconosciuto lo status di Breakthrough Therapy per il trattamento del linfoma diffuso di grandi cellule B (DLBCL), del linfoma follicolare trasformato (TFL) e del linfoma primario mediastinale delle cellule B (PMBCL).

L'edema cerebrale è diventato il fondamentale problema di sicurezza (ma non l’unico) che circonda le terapie a base di CAR-T cell dopo che la stessa condizione ha portato al decesso di cinque pazienti nello studio condotto dalla rivale Juno Therapeutics con il suo candidato farmaco JCAR015. Juno ha chiuso definitivamente quel programma clinico, rimanendo indietro rispetto a Kite e Novartis nella corsa per ottenere la prima approvazione dell’Fda per una terapia con cellule CAR-T.

Il decesso del paziente trattato col farmaco di Kite Pharma ha riportato a galla le preoccupazioni di clinici e investitori circa la  sicurezza delle terapia a base di cellule CAR-T - che ha abbagliato tutti con impressionanti risultati clinici ma che potrebbe anche innescare effetti collaterali molto gravi, neurologici e immunitari.

Mentre Juno è stata costretta a interrompere lo sviluppo del programma JCAR015 dopo aver modificato senza successo il suo regime di trattamento, Kite aveva finora potuto evitare qualsiasi problema di edema nei test clinici finora condotti.

"Questo è stato il primo caso di edema cerebrale di grado 5 [morte] che si è verificato in circa 200 pazienti trattati negli studi clinici ZUMA", ha dichiarato Kite in un documento depositato alla Security and Exchange Commission.

Il paziente in questione, all’arruolamento presentava un linfoma non-Hodgkin refrattario che stava rapidamente avanzando, con sintomi febbrili e vi era timore di infezioni sottostanti, ha dichiarato David Chang, Chief Medical Officer di Kite. Chang ha anche dichiarato che il paziente al basale presentava livelli "estremamente elevati" di marcatori infiammatori. Prima del decesso del paziente erano trascorsi circa due giorni di progressivo peggioramento degli eventi neurologici.

Il decesso si è verificata in una coorte di pazienti nella quale dal settembre 2016 si stanno valutando nuove modalità per aumentare la sicurezza della terapia. In questo gruppo, i pazienti sono trattati preventivamente con levetiracetam e tocilizumab (anti IL-6). Finora, trenta pazienti sono stati trattati nel braccio americano della coorte. Nell'analisi primaria del trial ZUMA-1, sono state finora registrate altre tre morti non dovute alla progressione della malattia, di cui due giudicate correlate al trattamento sperimentale. Finora, non c’erano ancora stati casi di edema cerebrale.

Va fatto notare che l’incidenza della sindrome da rilascio di citochine e gli eventi neurologici avversi associati alla terapia - due altri problemi di sicurezza attentamente monitorati - sono diminuiti da quando i dati iniziali di ZUMA-1 erano stati rilasciati lo scorso settembre. Gli investigatori dello studio hanno attribuito il declino di questi problemi a una migliore gestione del trattamento CAR-T e dei suoi effetti collaterali.