Un tribunale federale americano ha invalidato un brevetto sull’antiepatite B entecavir, un farmaco commercializzato da Bristol-Myers Squibb con il marchio Baraclude.
La decisione è stata presa dopo che nel 2010 Teva aveva cercato di metterne in commercio la versione generica prima della naturale scadenza del brevetto.

Il brevetto giudicato invalido dal tribunale americano appartiene alla categoria dei Composition of Matter Patent che si riferisce a una composizione, ossia ad una combinazione particolare di principi attivi o di diluenti, veicolanti o stabilizzanti che garantiscono un effetto nuovo rispetto al principio attivo da solo.

Il giudice ha deciso che in questo particolare caso il Composition of Matter Patent non era da considerarsi valido in quanto ovvio per chiunque avesse conoscenza della materia. In pratica, secondo Teva e adesso anche secondo i giudici, entecavir è un derivato della 2'-deoxyguanosine, la cui sintesi e le cui proprietà erano “ovvie” per chiunque avesse conoscenza della materia.

Per chi vuole approfondire la difficile materia brevettuale può leggersi il memorandum della causa, diviso in due parti: prima parte e seconda parte

L’azienda si dichiara sorpresa della decisione, facendo sapere che il brevetto sulla natura chimica della molecola non scade prima del 2015,  e sta considerando se appellarsi. Non è ancora chiaro se adesso Teva potrà mettere in commercio il farmaco generico di entecavir.

Nel 2012, le vendite in Usa di Baraclude sono pari a 241 milioni di dollari (+16%). Le azioni di Bristol sono in calo dello 0.,6%.

Il farmaco è indicato per il trattamento dell'infezione cronica da virus dell'epatite B (HBV) in adulti con malattia epatica compensata ed evidenza di replicazione virale attiva, livelli persistentemente elevati dell'alanina aminotransferasi sierica (ALT) ed evidenza istologica di infiammazione attiva e/o fibrosi.