Unione Europea, via libera a Sanofi e Boehringer per scambio di animal health e Otc

L'Unione europea ha dato il semaforo verde a Sanofi per procedere con i suoi piani di scambiare la sua unitÓ Merial specializzata nella sanitÓ animale con l'Otc di Boehringer Ingelheim, a condizione che le due aziende facciano una serie di dismissioni per eliminare possibili preoccupazioni delle autoritÓ antitrust.

L'Unione europea ha dato il semaforo verde a Sanofi per procedere con i suoi piani di scambiare la sua unità Merial specializzata nella sanità animale con l’Otc di Boehringer Ingelheim, a condizione che le due aziende facciano una serie di dismissioni per eliminare possibili preoccupazioni delle autorità antitrust.

Lo scorso mese di giugno Sanofi e Boehringer Ingelheim hanno concluso un accordo (già annunciato a dicembre 2015) che prevede lo scambio delle rispettive attività nell’animal health (che passerà da Sanofi a BI) e nel consumer  healthcare (CHC) (da BI a Sanofi). Lo scopo è rafforzarsi nel settori in cui le due società si ritengono più competitive.

Più precisamente, la transazione prevede lo scambio del business animal health di Sanofi, che fa capo alla società Merial, e che ha un valore di mercato stimato in  €11,4 miliardi e del settore consumer  healthcare di Boehringer Ingelheim che ha un valore stimato in n €6,7 miliardi. Per pareggiare i conti, la transazione prevede anche il pagamento da parte di Boehringer Ingelheim a Sanofi di una somma di €4,7miliardi.

Le più importanti sovrapposizioni identificate dalle autorità antitriust sono in area gastrointestinale, tosse e febbre, dolore, stimolanti cardiovascolari e vitamine. Sanofi si era resa disponibile a cedere le operazioni di entrambe le aziende nei mercati in cui si verificano le concentrazioni anomale.

La Commissione europea ha accettao la proposta di Sanofi e di conseguenza per la finalizzaizone dell’accordo verranno cedute attività nei seguenti Paesi: Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Ungheria, Grecia, Islanda, Polonia e Repubblica Slovaccha.

Una volta finalizzato l’affare, Sanofi avrà la più ampia quota mondiale del mercato dei farmaci Otc mentre  Boehringer sarà la seconda al mondo nell’animal health (dopo Zoetis, la società nata nel 2013 da uno spin off di Pfizer).

Sanofi e Boehringer potranno trarre notevoli benefici dallo swap. Sanofi, in particolare, ha cercato di trovare nuove aree di forza visto che la sua leadership nel diabete è messa in discussione dalla genericazione del   suo campione d'incassi, l’insulina Lantus.

Nel frattempo, Boehringer ha cercato di posizionarsi come uno dei principali attori nella sanità animale: grazie all’accordo con Sanofi diventerà un player di primissimo piano in questo settore che vale quasi $30miliardi l’anno di fatturato.

Gli accordi di asset swap tra le big pharma sono diventati un nuovo modo di fare affari e svilupparsi a partire dal nel 2014, quando Novartis ha scambiato il suo business dei vaccini per l'oncologia di GlaxoSmithKline: Contemporaneamente, Novartis ha anche ceduto a Eli Lilly la propria attività nella salute degli animali in una transazione che complessivamente valeva più di $26 miliardi e che ha profondamente ridisegnato le tre aziende.

Anche se poi non vi sono state altre transazioni di questa entità, l'approccio è stato pubblicizzato come un modo per le grandi società farmaceutiche di riorganizzare le loro attività in modo da riflettere meglio le aree di forza.

Storicamente, le grandi aziende farmaceutiche sono state costruite attraverso la diversificazione attraverso una moltitudine di aree terapeutiche. Questo è stato un modello di business di successo fino a quando i farmaci per la cura primaria di successo hanno cominciato ad andare fuori brevetto ed è diventato più difficile per le aziende avere successo in diversi campi in una sola volta.

Divenne ben presto evidente che essere il numero dominante in alcune aree terapeutiche rende queste grandi aziende più competitive. L’accordo tra Sanofi e Boehringer va esattamente in questa direzione.