Vaccini antitumorali basati su mRNA, MSD e Moderna espandono la collaborazione

MSD e Moderna Therapeutics hanno annunciato l'ampliamento della partnership avviata nel 2016, focalizzata sullo sviluppo di nuovi vaccini personalizzati per il cancro basati sull'RNA messaggero (mRNA).
Nell'ambito del nuovo accordo, MSD pagherà a Moderna 125 milioni di dollari per avviare congiuntamente gli studi sull'uomo per il vaccino sperimentale mRNA-5671, che ha come bersaglio le mutazioni KRAS.

MSD e Moderna Therapeutics hanno annunciato l’ampliamento della partnership avviata nel 2016, focalizzata sullo sviluppo di nuovi vaccini personalizzati per il cancro basati sull’RNA messaggero (mRNA).
Nell'ambito del nuovo accordo, MSD pagherà a Moderna 125 milioni di dollari per avviare congiuntamente gli studi sull’uomo per il vaccino sperimentale mRNA-5671, che ha come bersaglio le mutazioni KRAS.

Il KRAS è uno degli oncogeni più frequentemente mutati nel cancro umano, che si verifica in circa il 90% dei tumori pancreatici e nel 30% dei tumori polmonari non a piccole cellule (NSCLC), a cui sono associati gli esiti più infausti. La presentazione al sistema immunitario di determinanti antigenici contenenti mutazioni KRAS può provocare una risposta antitumorale.

Il candidato mRNA-5671 codifica per le quattro mutazioni KRAS più diffuse ed è progettato per colpire la maggior parte delle mutazioni che si verificano nel NSCLC, nel cancro del colon-retto e in quello del pancreas.

Il sistema immunitario come arma anticancro
Le due compagnie erano entrate in collaborazione due anni fa per sviluppare vaccini antitumorali utilizzando la tecnologia mRNA di Moderna, in grado di codificare i neoantigeni, cioè mutazioni uniche, presenti nel tumore di uno specifico paziente. Il vaccino viene progettato per scatenare una risposta immunitaria paziente-specifica, capace di riconoscere e distruggere le cellule tumorali.
Le aziende ritengono che i vaccini personalizzati siano potenzialmente sinergici con le terapie inibitorie del checkpoint, tra cui il farmaco anti-PD-1 di MSD, Keytruda (pembrolizumab), un anticorpo monoclonale che agisce aumentando la capacità del nostro sistema immunitario di rilevare e combattere le cellule tumorali.

Con l’ulteriore vantaggio che Moderna ha sviluppato una tecnica di produzione a ciclo ridotto, in piccola serie, che consente di fornire vaccini su misura per singoli pazienti nel giro di poche settimane.
Il presidente dei laboratori di ricerca di MSD, Roger Perlmutter, ha dichiarato che «l'aumento delle risposte immunitarie offre grandi promesse nella terapia del cancro», aggiungendo «non vediamo l'ora di espandere la nostra esplorazione dei vaccini mRNA contro il cancro, lavorando di concerto con i nostri colleghi di Moderna».

In base all’accordo, MSD sarà responsabile dello sviluppo clinico di mRNA-5671, mentre Moderna si occuperà dell'approvvigionamento clinico e dei relativi costi. Sulla base dei risultati di studi proof-of-concept sull'uomo, Merck avrà un'opzione per l’ulteriore sviluppo e la commercializzazione di mRNA-5671, per una cifra non ancora resa nota. Nel momento in cui l’opzione venisse esercitata, le due società condivideranno sia i costi di sviluppo che i profitti associati al trattamento.

Un vaccino specifico per le mutazioni KRAS
I farmaci di Moderna mirano a sfruttare il sistema di messaggistica genetica essenziale per la vita, l'RNA, che viene utilizzato in organismi multicellulari per trasmettere le informazioni codificate nel DNA al di fuori del nucleo della cellula. Sfruttare l'RNA messaggero come una farmaco potrebbe trasformare le cellule del corpo in fabbriche di vaccini, capaci di insegnare al sistema immunitario ad attaccare una particolare proteina, in questo caso la KRAS.

Il vicepresidente dell'oncologia clinica di MSD, Eric Rubin, ha osservato che i progetti di studio iniziali utilizzeranno studi a braccio singolo per testare mRNA-5671 in combinazione con pembrolizumab in condizioni come il cancro del pancreas o del colon-retto.

«Siamo entusiasti del potenziale di targeting per KRAS», ha commentato Rubin, «per molti è un bersaglio in oncologia da molto tempo, e sembra il momento giusto. Ci sono dati validi per sostenere che un approccio vaccinale potrebbe funzionare».

I tumori legati alle mutazioni KRAS
Il gene KRAS codifica per una proteina G che partecipa alla trasduzione del segnale cellulare indotto dal recettore del fattore di crescita dell’epidermide (EGFR).
Le proteine della famiglia RAS come le K-RAS, normalmente oscillano tra una conformazione attiva e una inattiva. In condizioni fisiologiche i livelli delle proteine RAS sono strettamente controllati tramite una rapida inattivazione.

In presenza di mutazioni del gene KRAS, le proteine RAS possono rimanere nella forma attiva in modo permanente, continuando a promuovere i meccanismi di trasduzione del segnale, anche in assenza di una stimolazione a monte dei recettori EGFR/HER. Questo fenomeno, tipico dell’attivazione oncogenica, porta a crescita cellulare, proliferazione incontrollata e differenziazione cellulare anomala.
Le mutazioni del gene KRAS, nella maggior parte dei casi, sono un evento precoce nello sviluppo e nella progressione dei tumori del colon-retto. Su questo presupposto molti studi hanno dimostrato che la presenza di queste mutazioni costituisce un importante fattore prognostico in questo tipo di tumore.