Virus oncolitici per annientare i tumori, Janssen acquisisce Benevir. Affare da oltre $1 mld

Janssen, l'unità farmaceutica di Johnson & Johnson, ha stipulato un accordo per l'acquisizione della biotech BeneVir Biopharm per espandere ulteriormente il suo potenziale di ricerca in immuno-oncologia, in un affare dal valore potenziale di oltre 1 miliardo di dollari.

Janssen, l'unità farmaceutica di Johnson & Johnson, ha stipulato un accordo per l’acquisizione della biotech BeneVir Biopharm per espandere ulteriormente il suo potenziale di ricerca in immuno-oncologia, in un affare dal valore potenziale di oltre 1 miliardo di dollari.

Janssen pagherà $ 140 mln in anticipo, e fino a un totale di $ 900 mln a raggiungimento di determinati futuri traguardi. L'accordo dovrebbe chiudersi nel secondo trimestre. Una volta finalizzato, Benevir entrerà a far parte dell'unità oncologica di Janssen e continuerà la sua attività di ricerca nel campo dei virus oncolitici nei tumori solidi.

Negli ultimi anni molti investimenti si sono riversati nel settore in rapida crescita dell’immuno-oncologia, catalizzati dal successo clinico e commerciale degli inibitori del checkpoint come pembrolizumab di MSD e nivolumab di BMS. L'interesse crescente ha ampliato gli sforzi di ricerca intorno ad altri tipi di immunoterapie, come i virus oncolitici.

Un settore in forte espansione
L'impiego di virus per eliminare le cellule cancerose ha attirato l'interesse degli scienziati sin dalla fine del 1800, ma gli sforzi di ricerca sono iniziati più seriamente negli anni '60 e poi di nuovo negli anni '90. Originariamente immaginato come un modo per uccidere direttamente le cellule tumorali, i virus oncolitici possono anche agire per innescare e aumentare la risposta immunitaria contro i tumori.

La ricerca ha subìto ultimamente un nuovo impulso, grazie alla maggiore comprensione su come creare virus specifici per il tumore. Nel 2015, il farmaco Imlygic (talimogene laherparepvec) di Amgen è diventato il primo virus oncolitico approvato negli Stati Uniti come monoterapia contro il melanoma. E’ basato sul virus dell’herpes simplex di tipo 1, geneticamente modificato, che si replica all'interno delle cellule del melanoma e rilascia la glicoproteina GM-CSF (Granulocyte-macrophage colony-stimulating factor), che a sua volta innesca la risposta immunitaria contro le cellule tumorali.

Se Imlygic è l’esempio più eclatante, ce ne sono molti altri in fase di sviluppo. Un'analisi del Cancer Research Institute, pubblicata lo scorso dicembre negli Annals of Oncology, ha contato 164 virus oncolitici in fase preclinica e clinica.

Di recente si sono interessate a questo settore molte aziende, e tra queste MSD, che a febbraio ha acquisito l’australiana Viralytics e terapie di immunoterapia oncolitica per 394 milioni di dollari.

Come agiscono i virus oncolitici
Un virus oncolitico è un virus che infetta e uccide preferenzialmente le cellule tumorali. Una volta che le cellule tumorali infettate vengono distrutte tramite oncolisi, rilasciano nuove particelle virali infettive, o virioni, che contribuiscono loro stessi a distruggere le cellule residue del tumore.

I virus oncolitici sono pensati solo per provocare la distruzione delle cellule tumorali, ma anche di stimolare la risposta immunitaria al tumore da parte dell'ospite.
Nei pazienti affetti da cancro il sistema immunitario è bloccato. Il tumore riesce a bloccare l'attività dei linfociti T in modo che l'organismo tolleri le cellule malate mentre dovrebbe normalmente eliminarle. Questo è ciò che permette ai tumori di crescere evadendo la sorveglianza immunitaria.

Ed è qui che entra in scena il virus oncolitico. I ricercatori mostrano che causando il rilascio di frammenti cellulari tumorali dopo aver infettato e distrutto le cellule cancerogene, il virus invia segnali di pericolo al sistema immunitario che inizia a produrre nuovi linfociti T anti-cancerosi.

La piattaforma T-Stealth di Benevir
L'acquisizione fornisce a Janssen l'accesso alla piattaforma tecnologica T-Stealth di BeneVir, che ingegnerizza i virus oncolitici in modo da eludere le barriere del sistema immunitario. L’azienda intende promuovere lo sviluppo dei candidati preclinici di BeneVir sia come monoterapie sia in combinazione, per il trattamento di tumori solidi come quelli polmonari, prostatici e colorettali.

«L'immunoterapia virale oncolitica racchiude un potenziale eccitante nel trattamento dei tumori solidi attraverso l'innesco e l'aumento di una risposta immunitaria antitumorale», ha affermato Peter Lebowitz, responsabile globale dell’oncologia di Janssen. «La piattaforma tecnologica esclusiva di BeneVir integra la nostra ricerca immuno-oncologica, che si propone di portare avanti una serie di nuove immunoterapie e combinazioni che possono migliorare i risultati del trattamento per i pazienti».