Warner Chilcott sarebbe in vendita: lo rende noto l’azienda americana  in un comunicato nel quale fa sapere che il management sta esplorando diverse alternative strategiche tra cui la dismissione della società. Alla diffusione della notizia, il valore delle azioni è salito del 18%.

La scorsa settimana era circolata la voce sul mercato che Warner Chilcott fosse nel mirino di Bayer. La divisione dell’azienda tedesca dedicata alla women’s health registra vendite per 1,5 miliardi di dollari e si potrebbe integrare molto bene con il listino di Warner Chilcott, dal quale però mancano del tutto farmaci innovativi. Anche la pipeline dell'azienda americana non brilla per innovatività.

Warner Chilcott è una società con sede in Irlanda ma attività concentrate soprattutto in Usa e focalizzata nei farmaci per la salute della donna (antiosteoporosi e contraccettivi orali), gastroenterologia (colite ulcerosa)  e in dermatologia (farmaci per la psoriasi). Nel 2011 ha generato un giro d'affari di $2,7 miliardi ma si prevede che nel 2012 il fatturato scenda a 2,54 a causa della scadenza del brevetto di risedronato.

Uno dei possibili motivi di interesse per l’azienda è anche la sua favorevole posizione fiscale: la sede a Dublino garantisce una tassazione molto ridotta, anche se l’86% del fatturato aziendale proviene dal Nord America.

Nel mese di agosto del 2009, la multinazionale Procter & Gamble per una somma in cash di 3,1 miliardi di dollari aveva ceduto  il proprio business farmaceutico a  Warner Chilcott. La vendita aveva riguardato i farmaci per cui è necessaria la prescrizione del medico, come Actonel  (osteoporosi), Asacol (colite ulcerosa) ed Enablex (vescica iperattiva), che allora avevano un giro d'affari annuo di circa 2,3 miliardi di dollari. 

Nel 2011, alla scadenza del brevetto di risedronato, ampiamente previsto, la società aveva deciso di chiudere le filiali europee, tra cui anche quella italiana. La ristrutturazione ha richiesto l'eliminazione complessiva di 500 posti di lavoro. di cui 151 italiani, tra informatori e personale di sede, più 6 dirigenti.

La proprietà della società è per il 30% di grandi gruppi finanziari che l’hanno accompagnata in questi anni, dalla quotazione in borsa (2006) all’acquisto dei farmaci da prescrizione di Procter & Gamble. Si tratta delle società Thomas H. Lee Partners LP, Bain Capital LLC,  JPMorgan Chase & Co. (JPM). Evidentement,  hanno deciso che è giunta l’ora di monetizzare il proprio investimento iniziale.