Secondo fonti non confermate, l’americana Watson, società di primo piano nella produzione di farmaci generici, sarebbe intenzionata ad acquisire l’islandese Actavis. L’affare, che potrebbe valere tra i 5,9 e I 7,3 miliardi di dollari, dovrebbe essere ufficializzato nelle prossime settimane.

Se questo accordo andasse in porto andasse in porto, Watson raggiungerebbe due obiettivi: avrebbe una dimensione più vicina alle grandi società di generici - Teva, Sandoz e Mylan- e amplierebbe la sua presenza in Europa.

Lo scorso mese il CEO di Watson, Paul Bisaro, aveva affermato di essere interessato a un’acquisizione dell’ordine dei 6 miliardi di dollari per poter crescere la sua presenza nel settore dei generici oppure in quello dei farmaci brand, per i quali la società ha un’apposita divisione. L’ultima società acquista da Watson fu il Gruppo Arrow, specializzato nei generici e con una buona presenza in Europa, comprato nel 2009 per 1,75 miliardi di dollari. Watson è la quinta in Usa per numero di confezioni prescritte e  nel 2010 ha generato un fatturato di 3,567 miliardi di dollari, di cui 2,34 ottenuti con farmaci generici. Tuttavia, solo il 20% delle vendite dei generici di Watson proviene da Paesi che non sono gli Usa e questa sarebbe una buona ragione per cercare una maggiore internazionalizzazione.

Actavis è una società islandese che nel 2007 è stata acquistata dal miliardario Bjorgolfur Thor Bjorgolfsson, attraverso la società di investimenti Novator. A causa della grave crisi economica di qualche anno fa che ha colpito l'Islanda in maniera particolare, nel 2009 la società era stata messa in vendita e il proprietario pensava di ricavarne una somma di circa 5 miliardi di euro. Poi, per la scarsità di credito, non se ne fece nulla. Actavis è presente in 40 paesi e occupa circa 10mila persone. La società non è quotata in borsa e i dati finanziari non sono pubblici.