A partire dal 24 gennaio diventa ufficialmente operativa la nuova società che ha preso il via dalla fusione di Watson con Actavis. Nasce così la nuova Actavis, terzo gruppo al mondo nel settore dei generici, dopo l’israeliana Teva e Sandoz, la divisione di Novartis dedicata ai generici.

Alla nuova società si è preferito dare il nome dell’azienda islandese (pur essendo Watson il compratore) perché Actavis è un marchio più noto a livello mondiale ed è anche libero da problemi di copertura brevettuale, che invece Watson evidentemente aveva. L’azienda ha anche un nuovo logo, che contiene lo stilema del DNA, a significare che punta sull’innovazione a tutto tondo.

Nel 2012 le vendite della nuova società, cioè l’aggregato di Watson e Actavis, hanno superato gli 8 miliardi di dollari. La società è presente in 60 paesi e in 33 di questi occupa una delle prime 10 posizioni. Per il 2013 l’azienda si attende profitti in crescita del 30%, un dato molto positivo anche se al di sotto delle aspettative degli analisti.

Grazie a una serie di sinergie interne, a livello produttivo e commerciale, nei prossimi tre anni l’azienda conta di risparmiare costi per circa 300 milioni di dollari.

L’amministratore delegato  Paul Bosaro (ritratto nella foto) ha detto che la nuova Actavis si dovrà espandere a livello internazionale, specie nei mercati emergenti ma si dovrà anche dedicare al business dei farmaci “branded”, a margine più elevato rispetto ai generici. Una strategia molto simile a quella di Teva. Avrà lo stesso successo?