Cardiologia

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Perché troppi trigliceridi danneggiano il cuore


Cardiopatie congenite: come si diagnosticano e si curano i difetti interatriali in età pediatrica?


Rischio cardiovascolare residuo: cos’è e come si riduce


Prevenzione cardiovascolare secondaria: ruolo dello stile di vita e dei farmaci


Un robot per fare l'angioplastica coronarica con impianto di stent: la prima esperienza italiana


Terapia transcatetere delle cardiopatie congenite: come si utilizza e in quali patologie


Quali sono le tecniche di ricostruzione dell’arco aortico nel neonato?


Occlusione coronarica cronica totale: il bypass aorto-coronarico superato da nuove tecniche


Infarto del miocardio, nuovi biomarcatori per una diagnosi precoce


Doppia terapia antiaggregante dopo un infarto, come migliorarla con la de-escalation


Enoxaparina, disponibile il primo biosimilare interamente sviluppato e prodotto in Italia


Enoxaparina, 20 anni e non sentirli


Colesterolo alto, due anni di disponibilità dei farmaci anti PCSK9: che bilancio possiamo fare?


Riparazione transcatetere della valvola mitrale: due studi fanno chiarezza sull'uso della MitraClip


Infarto del miocardio: il rischio aumenta sensibilmente dopo l'influenza


Che ruolo ha l’infiammazione nell’insorgenza della malattia cardiaca?


L’aspirina può essere utile per la prevenzione cardiovascolare primaria?


Ma i grassi saturi fanno veramente male al cuore?


Scompenso cardiaco, al via campagna informativa per riconoscerlo e curarlo bene


Quali sono le novità nella cura dello scompenso cardiaco?


Curare il diabete e le sue conseguenze cardiovascolari: come gestire tanti farmaci?


Se si assumono meno farmaci rispetto a quanto prescritto, il Servizio sanitario risparmia?


ARTICOLI

Ranolazina meglio di amiodarone per la FA dopo by-pass

Ranolazina pare essere superiore a amiodarone nelle prevenzione della fibrillazione atriale dopo un intervento di by-pass, stando ai risultati di uno studio retrospettivo presentato qualche giorno fa a New Orleans, in occasione del congresso dell'Ame[...]

Metabolismo di clopidogrel e variazioni genotipiche

Le informazioni genetiche sul metabolismo del clopidogrel potrebbero fornire informazioni utili per decidere quale strategia terapeutica seguire nei pazienti già sottoposti ai test di funzionalità piastrinica. A metterlo in evidenza è lo studio GIFT [...]

Rivaroxaban, all'ACC presentato lo studio MAGELLAN

Nei pazienti acuti, l'assunzione del nuovo anticoagulante orale rivaroxaban una volta al giorno per 35 giorni sì associa a una riduzione del rischio di tromboembolismo venoso (Tev) rispetto al trattamento standard, cioè la somministrazione di enoxapa[...]

Dronedarone efficace anche nella fibrillazione atriale “Lone”

La terapia con dronedarone in pazienti con Fibrillazione Atriale “Lone” (FAL) riduce il rischio di ospedalizzazione a un anno. È questo il risultato principale di una recente revisione dei dati dei trial principali su questo farmaco pubblicata sul Jo[...]

Conflitto d'interessi e stesura delle linee guida

È sempre accesa la fiamma del dibattito sul conflitto d'interesse in ambito medico. Ad alimentarla è questa volta uno studio appena uscito su Archives of Internal Medicine, in cui si sostiene che più della metà dei medici che negli ultimi anni hanno [...]

ACE-inibitore più ARB

Così come già emerso negli studi clinici, anche nella pratica clinica la combinazione di un ACE-inibitore con un bloccante dei recettori dell'angiotensina (ARB) aumenta il rischio sia di insufficienza renale sia di iperkalemia, più che raddoppiandolo[...]

Acido tranexamico, meglio entro 3 ore dal trauma

Nei pazienti con un sanguinamenti da trauma, l'antifibrinolitico acido tranexamico andrebbe somministrato il più presto possibile. Lo sostengono gli autori di un'analisi esplorativa dello studio randomizzato CRASH-2, appena pubblicata su The Lancet.

Rischio CV con rosiglitazone, studio sul BMJ

Uno studio pubblicato il 18 marzo 2011 sulla rivista British Medical Journal (BMJ) mostra che l'antidiabetico rosiglitazone è associato a un aumento del rischio di eventi avversi cardiovascolari rispetto a pioglitazone. I due medicinali appartengono [...]

Beta-bloccanti aumentano rischio CV dopo paracentesi

Nei pazienti con cirrosi, il trattamento con beta-bloccanti può aumentare il rischio che la paracentesi per ascite causi disfunzioni circolatorie. E’ il risultato di uno studio pubblicato sul Journal of Hepatology. La paracentesi è una procedura medi[...]

Stent medicati sicuri nella malattia dell’arteria coronarica principale di sinistra

I pazienti con malattia dell’arteria coronarica principale di sinistra sottoposti a impianto di stent a rilascio di farmaco mostrano un incidenza del 17,7% di restenosi all’interno dello stent che però sembra avere un decorso clinico benigno. E’ il[...]

Aspirina, più gastrolesiva se associata ad altri farmaci

L'uso prolungato di aspirina a basse dosi è associato a un aumento del rischio di sanguinamenti gastrointestinali gravi (UGIB) e tale rischio aumenta quando l'aspirina è associata ad altri farmaci come clopidogrel, anticoagulanti orali, in particolar[...]

Stop allo studio TRIGGER-PCI, confronto tra antiaggreganti

Fine prematura per lo studio TRIGGER-PCI, che stava valutando l'efficacia di prasugrel rispetto a clopidogrel in pazienti con coronaropatia stabile dopo un impianto di stent (esclusi quelli con sindrome coronarica acuta). Lo stop anticipato arriva do[...]

Cellule staminali midollari promettenti nel post-infarto

Nuovi dati incoraggianti sul possibile utilizzo delle cellule staminali del midollo osseo per riparare i danni arrecati al cuore da un infarto arrivano da un piccolo studio pilota su otto pazienti, appena pubblicato online su Circulation Research. La[...]

Inutile raddoppiare il clopidogrel nei non responder

Raddoppiare la dose di mantenimento di clopidogrel (da 75 a 150 mg/die) sembra non migliorare gli outcome nei pazienti con elevata reattività piastrinica che non rispondono alla dose standard del farmaco dopo un'angioplastica. È questo il risultato d[...]

Abciximab efficace nei diabetici con sindrome coronarica acuta

L'utilizzo di abciximab nei pazienti diabetici che si presentano con una sindrome coronarica acuta riduce la mortalità e la necessità di re intervento sino a livelli simili a quelle di pazienti non diabetici. È questo il risultato principale dello st[...]

Irbesartan non riduce gli eventi CV nella fibrillazione atriale

In pazienti con fibrillazione atriale e per lo più già ben controllati dal punto di vista pressorio, l'aggiunta dell'inibitore del recettore dell'angiotensina II, irbesartan, riduce la pressione sanguigna ma non diminuisce l'incidenza di eventi cardi[...]

Olmesartan frena la nefropatia nei diabetici, sicurezza CV da approfondire

La terapia con olmesartan in pazienti con diabete di tipo 2 rallenta lo sviluppo di microalbuminuria con un aumento relativo del tempo prima dello sviluppo della stessa del 23%. Dal punto di vista cardiovascolare i dati sono contrastanti. Questi risu[...]

Uso precoce degli ACE-inibitori contro la sclerodermia

Pazienti con sclerodermia, in trattamento con ACE-inibitori fin dall'inizio della comparsa delle crisi renali sclerodermiche, non mostrano risultati peggiori di quelli presentati da soggetti che non assumono farmaci antipertensivi prima del peggioram[...]

Statine utili anche negli anziani: risultati dello studio ASCOT-LLA

La terapia con atorvastatina riduce il numero di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti ipertesi in trattamento, e questo avviene sia nei soggetti più anziani (età > 65 anni) che nei più giovani (< 65 anni). Sono questi i risultati principali di[...]

Clopidogrel più PPI: conferme italiane anche dopo lo stent

L'associazione di clopidogrel agli inibitori di pompa protonica dopo l'impianto di uno stent a rilascio di farmaco sembra essere sicura. E' questa la conclusione a cui è giunto uno studio condotto dal Dipartimento Cardiovascolare degli Ospedali Riuni[...]