Aggiunta di farmaci anti-aldosterone può aumentare la sopravvivenza nei pazienti con STEMI

Alcuni pazienti colpiti da infarto miocardico, quelli con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), hanno significativamente più chance di sopravvivere se vengono trattati precocemente con farmaci anti-aldosterone, oltre alla terapia standard. A rivelarlo è un'analisi di due studi randomizzati combinati, presentata al congresso della European Society of Cardiology (ESC), a Barcellona.

Alcuni pazienti colpiti da infarto miocardico, quelli con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), hanno significativamente più chance di sopravvivere se vengono trattati precocemente con farmaci anti-aldosterone, oltre alla terapia standard. A rivelarlo è un’analisi di due studi randomizzati combinati, presentata al congresso della European Society of Cardiology (ESC), a Barcellona.

Gli antagonisti dei recettori del mineralocorticoidi (MRA), considerati in precedenza diuretici, "sono ancora poco utilizzati nella pratica clinica di routine, ma speriamo che i nostri dati possano contribuire a un impiego più ampio di questi farmaci salvavita e a basso costo", ha affermato il professor Farzin Beygui, del Centre Hospitalier Universitaire de Caen, in Francia, in rappresentanza del gruppo di studio ACTION, autore dell’analisi.

Gli MRA come lo spironolattone e l’eplerenone, ha spiegato il cardiologo, possono controbilanciare l'effetto dannoso di livelli elevati di aldosterone, che aumentano immediatamente dopo un infarto, aumentando i benefici della terapia standard ottimale, che comprende il trattamento di riperfusione, i betabloccanti, la doppia terapia antiaggregante (DAPT), le statine e gli ACE-inibitori.

Nell’analisi presentata a Barcellona, Beygui e i colleghi hanno combinato i dati di due studi già pubblicati – ALBATROSS, pubblicato nel 2016 sull’American Journal of Cardiology, e REMINDER, uscito nel 2014 sullo European Heart Journal – ognuno dei quali, preso singolarmente, non aveva la potenza sufficiente per valutare appieno l'impatto degli MRA.

Lo studio ALBATROSS ((Aldosterone Lethal effects Blockade in Acute myocardial infarction Treated with or without Reperfusion to improve Outcome and Survival at Six months follow-up) è stato considerato in sé uno studio negativo, perché non è riuscito a evidenziare un beneficio di un trattamento con MRA a base di spironolattone rispetto alla sola terapia standard in un gruppo di pazienti non scompensati che avevano appena avuto un infarto, sia STEMI sia non STEMI.

Tuttavia, già quando lo studio era stato presentato al congresso ESC del 2015, in un’analisi sui sottogruppi specificata dal protocollo gli autori avevano evidenziato una riduzione significativa della mortalità nei 1229 pazienti con STEMI trattati con il regime sperimentale.

In quell’occasione, Gilles Montalescot, del Centre Hospitalier Universitaire Pitie Salpetriere di Parigi, disse che questo dato lasciava un barlume di speranza per questo trattamento e che servivano nuovi studi focalizzati specificamente su questo sottogruppo di pazienti.

Lo studio REMINDER (Randomized, Placebo-Controlled Trial Evaluating The Safety And Efficacy Of Early Treatment With Eplerenone In Patients With Acute Myocardial Infarction), invece, ha coinvolto solo pazienti con STEMI e ha mostrato che l'eplerenone aggiunto alla terapia standard nelle prime 24 ore è risultato più efficace rispetto alla sola terapia standard nel ridurre l'endpoint clinico-biologico.

Per l'analisi attuale, Beygui e i colleghi hanno combinato i risultati dell’intero campione dello studio REMINDER e del sottogruppo di pazienti con STEMI dello studio ALBATROSS.

In totale, nei due trial, 2241 pazienti sono stati assegnati in modo casuale e in rapporto 1:1 all'aggiunta di un MRA alla terapia standard (1118 pazienti) o alla sola terapia standard (1123 controlli).

Dopo un follow-up mediano di 190 giorni, la mortalità è risultata significativamente inferiore nei pazienti trattati con MRA rispetto ai controlli: 0,4% contro 1,6% (OR stratificato 0,22; IC al 95% 0,07-0,65; P = 0,006).

"Le prove fornite dalla nostra analisi non sono forti come quelle di un trial randomizzato specificamente progettato, ma la riduzione della mortalità da noi osservata nei pazienti con STEMI supporta l'uso degli MRA in questa indicazione" ha concluso Beygui.

Inoltre, ha sottolineato il professore, "questi risultati evidenziano la necessità di ulteriori studi di dimensioni adeguate e progettati specificamente per confermare il vantaggio clinico potenzialmente importante associato a questi trattamenti a basso costo".

F. Beygui, et al. Aldosterone Lethal Effects Blocked in Acute Myocardial Infarction Treated With or Without Reperfusion to Improve Outcome and Survival at Six Months Follow-up. ESC 2016; abstract 3833.