A Firenze i cardiologi affrontano a 360° i progressi terapeutici e le patologie emergenti

Cardio

Il crescente perfezionamento dell'uso della tomografia a coerenza ottica (OCT) in prevenzione secondaria. La crescente rilevanza - soprattutto tra le donne - delle cardiomiopatie da stress (sindrome di Tako-Tsubo), lo sviluppo (legato ai dati genomici) della "precision and personalised medicine". Sono solo alcuni dei molti temi trattati a Firenze, dove č in corso il XXIII Congresso "Conoscere e curare il cuore", organizzato ogni anno dal Centro Lotta contro l'infarto - Fondazione Onlus.

Il crescente perfezionamento dell’uso della tomografia a coerenza ottica (OCT) in prevenzione secondaria. La crescente rilevanza - soprattutto tra le donne - delle cardiomiopatie da stress (sindrome di Tako-Tsubo), lo sviluppo (legato ai dati genomici) della “precision and personalised medicine”. Sono solo alcuni dei molti temi trattati a Firenze, dove è in corso il XXIII Congresso “Conoscere e curare il cuore”, organizzato ogni anno dal Centro Lotta contro l’infarto – Fondazione Onlus.

Tra gli spunti affrontati in un incontro di presentazione dei principali temi del congresso, ampio risalto è stato dato alla tecnica OCT come strumento per predire con apprezzabile certezza il manifestarsi di eventi cardiaci nell’ambito della prevenzione secondaria.

Viaggio nelle coronarie alla ricerca di placche a rischio di infarto
«In un paziente studiato che ha già avuto un evento cardiovascolare o mostra un’angina da sforzo, dopo l’esecuzione di un esame angiografico si può ricorrere a questa tecnica per indagare l’aterosclerosi coronarica potendo predire il rischio di re-infarto o recidiva» sottolinea Francesco Prati, Presidente della Fondazione “Centro Lotta contro l’Infarto”.

«L’OCT, sfruttando la luce nell’ambito degli infrarossi, consente di studiare la parete del vaso e l’aterosclerosi» prosegue. «È simile all’ecografia intracoronarica (IVUS) con la differenza di una visione da 10 a 20 volte migliore e una risoluzione perfetta degli strati superficiali che sono quelli più pericolosi dell’arteria e della placca aterosclerotica. L’OTC inoltre è utilissima per studiare gli stent».

Nel “viaggio” nel lume intracoronarico – illustra Prati - è possibile distinguere lesioni più pericolose da altre non preoccupanti: si notano trombi su placche lipidiche, placche vulnerabili con componente superficiale più predisposta all’esposizione ematica, crateri vuoti residui di placche rotte senza aver causato danno, placche fibrose prive di componenti lipidiche e quindi non pericolose, noduli calcifici (spuntoni di calcio che entrano nelle coronarie e responsabili di infarto nel 5% dei casi).

In particolare «lo studio prospettico Clima, condotto su 500 pazienti e 786 placche aterosclerotiche, con 17 soggetti colpiti da morte cardiaca o infarto miocardico a un follow up di 12 mesi - dimostra che un’attenta valutazione dell’aterosclerosi coronarica con l’OCT, e soprattutto la ricerca di placche a rischio, permette di individuare i pazienti con un rischio di morte o infarto 24 volte superiore rispetto ai pazienti che non presentano placche a rischio» afferma Prati.

Arresto cardiaco da forte condizione di stress: la sindrome di Tako-Tsubo
Grande interesse ha suscitato anche la miocardiopatia da stress, prevalente nel genere femminile. «Definita anche in inglese come “apical balloning” perché il cuore assume all’apice un aspetto sferico come un pallone, ha come nome più noto quello giapponese di Tako-Tsubo perché il cuore assume una morfologia simile a quella di un vassoio usato dai pescatori per catturare i polipi» spiega Giancarlo Piovaccari, della Cardiologia degli Ospedale degli Infermi di Rimini.

La patologia – continua Piovaccari –si contraddistingue per l’assenza di lesioni coronariche ed è determinata da una forte condizione di tensione: la notizia di un lutto, l’aver subito una violenza o un dolore fisico, per esempio. Ciò comporta una forte condizione di stress con sviluppo di shock cardiogeno che può anche essere mortale (i tassi si attestano al 5,6%).
Altre gravi complicanze descritte in fase acuta sono forme avanzate di scompenso cardiaco di tipo congestizio, aritmie complesse, la transitoria ostruzione al tratto di efflusso ventricolare sinistro, fibrillazione atriale e morte improvvisa (nel 3.,2% dei casi).

Del resto, specifica Piovaccari, rivolgendosi immediatamente al 118 si hanno ampie possibilità di recupero completo nel giro di 4 settimane. La terapia, empirica, si fonda sulla somministrazione di avido acetilsalicilico e beta-bloccanti. La diagnosi differenziale rispetto all’infarto è data inizialmente dal dato elettrocardiografico e poi dalla coronarografia che, per l’appunto, esclude occlusioni coronariche.

La cardiologia basata sul profilo genomico del paziente
Si chiama ‘precision and personalised medicine’ ed è una delle più avanzate frontiere della terapia cardiologica. Come ha spiegato Prati, si tratta di istituire strategie di trattamento mirate sulle necessità individuali di cura, determinate dalle caratteristiche genomiche della persona. Con la disponibilità di nuovi strumenti biotecnologici, si possono caratterizzare a livello molecolare le malattie a livello individuale, identificando la precisa eziologia e i target per ciascuna patologia così da sviluppare trattamenti specifici.

Alcune patologie cardiache raggruppano elementi eziopatogenetici differenti sui quali possono influire le caratteristiche genomiche del paziente: identificare le esatte cause sottostanti è la precondizione per un trattamento appropriato. Sotto questo profilo Prati ha citato come esempi varie cardiomiopatie, l’ischemia e gli infarti NSTEMI (senza sopraslivellamento dl tratto ST), specie nei giovani.

Tra gli altri temi di rilievo trattati
Giancarlo Piovaccari ha inoltre evidenziato lo sviluppo di nuovi approcci meno invasivi per pazienti con insufficienza tricuspidale attraverso approccio percutaneo: si prevede un aumento degli interventi periferici dell’8% all’anno nei prossimi 4 anni. Il cardiologo ha poi citato un’altra sfida di crescente importanza: la gestione specifica da dedicare ai pazienti adulti con cardiopatia congenita, la cui prevalenza si i suppone raddoppierà nei prossimi 15 anni.

All’arma poi la crescente prevalenza delle apnee notturne correlata a quella dell’obesità, soprattutto per la frequente comorbilità con scompenso cardiaco, cardiopatia ischemica, ipertensione arteriosa, sindrome metabolica, diabete mellito, fibrillazione atriale, ictus e morte improvvisa.

Sottolineato da Prati, infine, come in base ai risultati di recenti trial clinici lo sport sia stato classificato come vero e proprio farmaco, avendo conseguito outcomes simili a quelli ottenuti dalle cure farmacologiche. Tanto che la prescrizione di un’attività fisica ‘moderata’ (e su questo aggettivo Prati ha posto l’accento) viene oggi regolarmente prescritta sia in prevenzione primaria sia in prevenzione secondaria o dopo interventi diagnostico-chirurgici.


Conoscere e curare il cuore, Firenze 11-13 marzo 2016