Cardio

Anche i TIA, non solo l'ictus, sono associati alla fibrillazione atriale. Anticoagulazione da rivedere

La fibrillazione atriale (AF) ha un'elevata prevalenza non soltanto nei pazienti colpiti da ictus ischemico (IS) ma anche da attacco ischemico transitorio, in proporzione rapidamente crescente con l'etą. Questo dato comporta che l'AF sia consistentemente sottotrattata con anticoagulanti orali nei pazienti a rischio di Tia, soprattutto nel caso di donne e soggetti pił anziani. Lo rivela uno studio pubblicato su Stroke.

La fibrillazione atriale (AF) ha un’elevata prevalenza non soltanto nei pazienti colpiti da ictus ischemico (IS) ma anche da attacco ischemico transitorio, in proporzione rapidamente crescente con l’età. Questo dato comporta che l’AF sia consistentemente sottotrattata con anticoagulanti orali nei pazienti a rischio di Tia, soprattutto nel caso di donne e soggetti più anziani. Lo rivela uno studio pubblicato su Stroke.

«Rispetto all’associazione con l’IS, quella dell’AF con i TIA è molto meno definita» premettono gli autori della ricerca, guidati da Fredrik Buchwald, del Dipartimento di Scienze Cliniche dell’Università di Lund (Svezia). La quota di AF tra i pazienti colpiti da IS è stata stimata in un range compreso tra il 19% e il 38%, a seconda dell’età, dell’etnia e dei metodi di rilevazione, spiegano gli autori. Quote consistentemente inferiori di AF sono state riportate nei pazienti con TIA, comprese tra il 6,7% e il 17,2%.

Dati che assumono valore in prevenzione sia primaria sia secondaria
«Lo scopo del nostro studio» riprendono Buchwald e colleghi «è stato quello di valutare la quota di AF in pazienti con TIA e, di questi pazienti, approfondire le caratteristiche e il trattamento preventivo secondario adottato rispetto ai pazienti con IS».

A tale scopo, gli autori hanno ricavato dati ospedalieri su eventi TIA ed IS, registrati dal luglio del 2011 al giugno del 2013, dallo Swedish Stroke Register (Riksstroke). È stata adottata una definizione di TIA basata sul tempo (durata dei sintomo <24 ore). L’AF è stata registrata come presente quando precedentemente nota o quando diagnosticata al momento della visita.

L’AF è risultata presente in 2.779 pazienti su 14.980 (18,6%) con TIA e in 13.258 pazienti su 44.173 (30,0%) con IS. La proporzione di AF è aumentata con l’età, raggiungendo il 32,9% e il 46,6% rispettivamente nei pazienti con TIA o con IS di età =/>85 anni.

Identificati i principali fattori di rischio
«Nel caso sia del TIA sia dell’IS, l’età, l’ipertensione, una storia di ictus o di TIA e il non essere un fumatore sono fattori risultati associati alla presenza di AF» osservano Buchwald e colleghi. Inoltre, «al contrario dell’IS, l’AF era meno comune nelle donne rispetto agli uomini con TIA. Alla dimissione ospedaliera, sono risultati trattati con anticoagulanti orali il 64,2% dei pazienti con AF colpiti da Tia e il 50,0% di quelli con AF che avevano subito un IS. La quota di pazienti con AF trattati con anticoagulanti orali è diminuita sensibilmente con l’avanzare dell’età».

«Sulla base dei dati di un ampio registro nazionale svedese su IS e TIA, abbiamo dimostrato che la quota di AF nota o di recente diagnosi in pazienti con TIA è di 18,6%, una percentuale più elevata rispetto a quanto riportato in precedenza» affermano i ricercatori.

«Contrariamente alla predominanza femminile dell’IS associato all’AF, le donne con TIA hanno una quota significativamente inferiore di AF rispetto agli uomini» osservano gli autori. «Questo risultato è apparso inatteso e ulteriori studi saranno necessari per chiarire questa differenza di genere tra IS e TIA».

«Nonostante la quota di AF nei pazienti con TIA e IS sia aumentata molto con l’età, abbiamo riscontrato una notevole riduzione del trattamento con anticoagulanti orali nei soggetti più anziani» proseguono. «Le pazienti di genere femminile con AF sono meno spesso anticoagulate rispetto agli uomini, che siano dimesse per IS o per TIA».

«Nell’IS non è raccomandato iniziare un trattamento anticoagulante subito dopo l’evento. Nel TIA, peraltro, un inizio diretto di farmaci antitrombotici e anticoagulanti è raccomandato» ricordano gli autori. «Dai nostri risultati si è visto che, tra i pazienti TIA con AF, circa il 30% di quelli di età compresa tra 75 e 84 anni e >50% di quelli di età =/>85 anni sono stati dimessi senza anticoagulazione orale».

Buchwald F, Norrving B, Petersson J. Atrial Fibrillation in Transient Ischemic Attack Versus Ischemic Stroke: A Swedish Stroke Register (Riksstroke) Study. Stroke, 2016; 47(10):2456-61.
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