Apple Watch pu˛ rilevare la fibrillazione atriale, siamo all'inizio di una rivoluzione?

Una nuova app per smartwatch ha consentito di rilevare con una discreta precisione le anormalitÓ del ritmo cardiaco, compresa la fibrillazione atriale, in persone che non avevano diagnosi di questa patologia.I risultati dell'Apple Heart Study sono stati presentati al congresso dell'American College of Cardiology (ACC) 2019 che si Ŕ appena concluso a New Orleans, in Luisiana, Usa.

Una nuova app per smartwatch ha consentito di rilevare con una discreta precisione le anormalità del ritmo cardiaco, compresa la fibrillazione atriale, in  persone che non avevano diagnosi di questa patologia. Unica nel suo genere, la app è in grado di sfruttare il cardiofrequenzimetro dell’Apple Watch per raccogliere dati sul battito irregolare, allertando l’utente che potrebbe soffrire di qualche forma di fibrillazione atriale in modo che si possa sottoporre ad esami clinici più accurati..

La notizia ha suscitato reazioni positive tra i clinici, ma anche qualche dubbio sulla sua possibilità di applicazione in medicina. I risultati dell’Apple Heart Study sono stati presentati al congresso dell’American College of Cardiology (ACC) 2019 che si è appena concluso a New Orleans, in Luisiana, Usa.

La fibrillazione atriale è il disturbo più comune del ritmo cardiaco. Causa il 20-30% di tutti gli ictus e aumenta il rischio di morte prematura. I sintomi includono palpitazioni, mancanza di respiro, stanchezza e difficoltà nell'esercizio, anche se alcune persone non presentano alcun sintomo. Gli ictus possono essere prevenuti con anticoagulanti orali, ma non ci sono prove che il trattamento sia di beneficio in persone sane di età inferiore ai 65 anni.

«Questi risultati potrebbero arricchire la valutazione clinica dopo che un soggetto ha ricevuto una notifica di aritmia, prendendo in considerazione aspetti come la storia clinica, l'esame obiettivo e altre osservazioni cliniche» ha affermato Marco Perez, della Stanford Medicine a Palo Alto, California, che ha co-presentato i risultati dello studio. «Abbiamo bisogno di un'analisi rigorosa di questa tecnologia e del suo potenziale utilizzo in ambito clinico. Riteniamo che l'Apple Heart Study fornisca solide basi su cui condurre ulteriori ricerche in merito alla salute digitale».

L’Apple Heart Study
Tra novembre 2017 e febbraio 2019, il team di ricerca ha arruolato 419.297 persone dotate di Apple Watch che sono state monitorate tramite una app dotata di un algoritmo di notifica delle irregolarità delle pulsazioni, rilevate al polso (che non è la funzione ECG fornita con l'orologio).

In totale 2161 partecipanti (0,52%) hanno ricevuto una notifica di aritmia, attivata quando il sensore rilevava una serie di impulsi irregolari nel giro di 48 ore. Di questi soggetti, 658 hanno ricevuto un cerotto ECG approvato dalla Fda per registrare il tracciato cardiaco dopo una consultazione di telemedicina con un medico dello studio e in 450 lo hanno restituito perché fosse analizzato. Nel 34% dei cerotti ECG è stata rilevata una fibrillazione atriale, principalmente nei partecipanti più anziani, bianchi e maschi.

Nella coorte complessiva sono stati registrati 1.038 eventi avversi, ma la maggior parte non erano gravi e solo 16 erano ritenuti correlati all'app. Uno dei principali era l’ansia, facilmente prevedibile, e non a caso inclusa tra gli eventi avversi chiave documentati nello studio.

Perez ha sottolineato che in questa fase servono ulteriori informazioni, soprattutto relative al costo-efficacia, prima di raccomandare l'uso di questa tecnologia a tutti. «Questo studio è stato davvero progettato per aiutare i medici a sapere cosa fare quando qualcuno si presenta con una notifica di aritmia», ha detto Perez. «Sapendo che nella popolazione generale i tassi di notifica sono molto bassi, sapendo che se qualcuno ha ricevuto una notifica probabilmente ha la fibrillazione atriale e sapendo che se l’interessato riceve il cerotto ECG sarà in grado di identificare il disturbo nel 34% dei casi, allora il clinico è in grado di prendere una decisione a sua discrezione».

Per l’elettrofisiologo non coinvolto nello studio Rajat Deo, del The Hospital Of The University Of Pennsylvania, a Filadelfia, questo studio è «un primo passo molto rilevante. Lo studio ha portato alla luce il potenziale di questa tecnologia nel valutare i ritmi cardiaci della popolazione generale», ha detto. «È importante sottolineare che offre anche l'opportunità di valutare altri tipi di ritmi cardiaci. Al momento stiamo parlando solo di fibrillazione atriale, ma chiaramente ci sono altri ritmi cardiaci che riguardano i nostri pazienti».

Le reazioni dei partecipanti al congresso HERA
I potenziali vantaggi di questa tecnologia sono stati discussi anche all'European Heart Rhythm Association (EHRA) 2019, un congresso scientifico della European Society of Cardiology (ESC) che si è tenuto a Lisbona, in Portogallo.

«Possiamo presumere che molte persone che indossano un Apple Watch siano abbastanza giovani. Anche se hanno realmente la fibrillazione atriale, dobbiamo ammettere che, come medici, non sappiamo esattamente che significato abbia per questi pazienti», ha affermato il presidente dell’EHRA Hein Heidbuchel. «È una questione che dovremo risolvere prima di applicare veramente questo tipo di tecnologia su vasta scala in medicina».

«Lo studio è l'inizio di una nuova era. In medicina siamo sempre stati abituati a prescrivere degli esami. In questo caso è il paziente stesso a eseguire un test, per poi presentarlo al medico. Dobbiamo trovare un modo per integrarlo positivamente nel modo in cui trattiamo i pazienti e le loro informazioni».

Per Isabelle Van Gelder, presidente del National Cardiac Societies Committee dell’HERA «la preoccupazione principale è che rischia di rendere molto ansiose le persone che indossano questi dispositivi».

«Questo dispositivo non sostituisce le tecniche standard per la diagnosi di aritmie», ha detto Haran Burri, presidente scientifico di EHRA 2019. «Se siamo in grado di identificare una fibrillazione atriale, uno dei potenziali benefici è che potremmo iniziare una terapia che potrebbe prevenire l'ictus, per esempio usando gli anticoagulanti. Ma se il soggetto ha effettivamente un'aritmia che non viene rilevata dal dispositivo, il rischio è che possa essere falsamente rassicurato. O, al contrario, se riceve una notifica ma non c’è nessuna aritmia, allora potrebbe preoccuparsi senza motivo».

Secondo Gerhard Hindricks, redattore capo della rivista scientifica EP Europace e ex presidente dell’EHRA «da un punto di vista dell’innovazione tecnologica, questo nuovo approccio è fantastico. Ma siamo pronti per questa novità? I cittadini sono pronti? Il sistema sanitario è pronto? Ho i miei dubbi sul fatto che al momento siamo davvero pronti per adottarlo».
 
«Il tasso di rilevamento della fibrillazione atriale nella popolazione studiata era intorno allo 0,2%. Questo risultato dovrebbe essere confrontato a quelli di altri studi di screening su popolazioni anziane di durata molto più breve, in cui hanno trovato circa 15 volte più fibrillazione atriale, con numeri che si avvicinano al 3%», ha commentato Emma Svennberg, coordinatrice per la salute di EHRA. «La fibrillazione atriale non è una condizione benigna negli anziani e nei soggetti con fattori di rischio cardiovascolare. Ma in questo studio che ha coinvolto più di 400mila persone, solo il 6% aveva superato i 65 anni».

Turakhia M, Perez M. Results of a large-scale, app-based study to identify atrial fibrillation using a smartwatch: the Apple Heart Study. Presented at: ACC 2019. March 16, 2019. New Orleans, LA.