ASCVD, bassa aderenza alla terapia con statine associata a maggiore rischio di mortalitÓ. Su "JAMA Cardiology"

I pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) che hanno una scarsa aderenza alla terapia con statine hanno un aumentato rischio di mortalitÓ rispetto ai pazienti con maggiore compliance terapeutica alle statine. ╚ questo il risultato di un'analisi di coorte retrospettiva pubblicata online su "JAMA Cardiology".

I pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) che hanno una scarsa aderenza alla terapia con statine hanno un aumentato rischio di mortalità rispetto ai pazienti con maggiore compliance terapeutica alle statine. È questo il risultato di un’analisi di coorte retrospettiva pubblicata online su “JAMA Cardiology”.

«I nostri risultati completano ed estendono un lavoro precedente che ha dimostrato come l'interruzione del trattamento con statine sia associata a un più alto rischio di eventi cardiovascolari avversi, tra cui ictus ricorrente e infarto del miocardio» scrivono gli autori, guidati da Fatima Rodriguez, docente di Medicina Cardiovascolare allo Stanford University Medical Center.

Dati relativi a quasi 350mila pazienti del Veterans Affairs
I ricercatori hanno analizzato i dati di 347.104 pazienti con ASCVD (età compresa tra 21 e 85 anni; 2% donne) che erano stati trattati nell’ambito del sistema sanitario dei Veterans Affairs tra il 2013 e l’aprile 2014. I pazienti avevano anche utilizzato una prescrizione per statine 6 mesi prima e 6 mesi dopo la data indice.

Le linee guida per il trattamento del colesterolo dell'American College of Cardiology/American Heart Association (ACC/AHA) sono state utilizzate per classificare l'intensità delle statine come bassa (n = 42.010), moderata (n = 217.570) o alta (n = 87.524).

Il rapporto di possesso del farmaco (medication possession ratio, MPR) è stato utilizzato per misurare l'aderenza al farmaco. La letteratura precedente definiva l'aderenza come un MPR pari o superiore all’80%.

I pazienti sono stati classificati per livello di aderenza inteso come MPR inferiore al 50% (n = 19.757, età media 71 anni, 2% donne), tra il 50% e il 69% (n = 30.606, età media 71 anni, 2% donne), tra il 70% e l’89% (n = 76.083, età media 71 anni, 2% donne) e di almeno il 90% (n = 220.658, età media 72 anni, 1% donne).

Altri dati recensiti comprendevano etnia, comorbilità cliniche, livelli di LDL, creatinina sierica, segni vitali, età e caratteristiche ospedaliere. Il principale outcome di interesse era la mortalità per tutte le cause aggiustata per le caratteristiche demografiche e cliniche. Gli outcome secondari includevano la mortalità a 1 anno e l’ospedalizzazione a 1 anno per ictus ischemico o cardiopatia ischemica.

Rispetto ai pazienti che assumevano statine ad alta intensità, quelli che assumevano statine di intensità moderata erano più aderenti alla terapia con statine (OR = 1,18; IC al 95% 1,16-1,2). Le donne avevano meno probabilità di aderire alla terapia con statine rispetto agli uomini (OR = 0,89, IC 95%, 0,84-0,94).

Rispetto ai pazienti di età compresa tra 65 e 74 anni, quelli che erano più giovani e più anziani avevano meno probabilità di essere aderenti alla terapia con statine.

Gli effetti del rapporto di possesso del farmaco (MPR)
La morte è avvenuta nel 24,8% dei pazienti durante un follow-up medio di 2,9 anni. I ricercatori hanno quindi aggiustato i dati per le caratteristiche basali come l'età, l'aderenza ad altri farmaci cardiaci, la diagnosi di ASCVD, l'intensità delle statine e le comorbilità cliniche.

Rispetto ai pazienti che avevano un MPR di almeno il 90%, l'HR per i pazienti con un MPR inferiore al 50% era pari a 1,3 (IC al 95% 1,27-1,34), a 1,21 per quelli con un MPR tra il 50% e il 69% (IC al 95% 1,18-1,24) e a 1,08 per i pazienti con un MPR tra il 70% e l'89% (IC al 95% 1,06-1,09).

«Usando un campione nazionale di pazienti con ASCVD del Veterans Affairs, abbiamo riscontrato che una bassa aderenza alla terapia con statine è associata a una maggiore rischio di mortalità. Le donne, gli adulti più giovani e gli adulti più anziani hanno rivelato di avere minori probabilità di aderire alla terapia con statine» ricapitolano gli autori.

Ancora una volta, concludono Rodriguez e colleghi, «i nostri risultati sottolineano l’importanza di trovare metodi che migliorino l’aderenza».

Giorgio Ottone

Rodriguez F, Maron DJ, Knowles JW, et al. Association of Statin Adherence With Mortality in Patients With Atherosclerotic Cardiovascular Disease. JAMA Cardiol, 2019 Feb 13. doi: 10.1001/jamacardio.2018.4936. [Epub ahead of print]
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