La biotech californiana Portola Pharmaceuticals ha annunciato oggi di aver siglato un accordo di collaborazione con Bayer HealthCare e Janssen Pharmaceuticals per uno condurre assieme uno studio di fase II mirato a  valutare sicurezza e efficacia di PRT4445, il suo antidoto universale per gli inibitori del fattore Xa della coagulazione. Il trial sarà fatto su volontari sani ai quali sarà somministrato il nuovo anticoagulante rivaroxaban.

PRT4445 è stato progettato per bloccare l'attività anticoagulante degli inibitori del fattore Xa in pazienti che hanno manifestato un episodio sanguinamento incontrollato o che devono sottoporsi a un intervento chirurgico d'urgenza. Attualmente non esiste nessun farmaco approvato per fermare l'attività degli inibitori orali del fattore Xa e PRT4445 è l'unico antidoto universale contro gli inibitori del fattore Xa in fase di sviluppo clinico.

Lo studio oggetto dell’accordo è stato progettato per dimostrare la sicurezza di PRT4445 a diversi dosaggi e la sua capacità di bloccare l'attività dell’anticoagulante rivaroxaban. La collaborazione riguarderà tutta la durata dello studio, che dovrebbe essere completato nella seconda metà del 2013. Bayer e Janssen pagheranno un tot in contanti a Portola e quest’ultima, che mantiene i diritti di sviluppo e commercializzazione di PRT4445 in tutto il mondo, fornirà gli indirizzi per lo sviluppo e l’iter regolatorio.

"Gli inibitori orali del fattore Xa rappresentano un grosso passo avanti rispetto alle terapie anticoagulanti standard, come warfarin ed enoxaparina, ma vi è un urgente bisogno, al momento non soddisfatto, di un antidoto per gestire i pazienti necessitano un stop immediato dell'anticoagulazione" ha detto William Lis, Ceo di Portola.

Infatti, i risultati di vari studi clinici suggeriscono che, ogni anno, tra dall’1 al 4% dei pazienti trattati con gli inibitori del fattore Xa vanno incontro a un sanguinamento incontrollato e un ulteriore 1% avrà bisogno di un intervento chirurgico d'urgenza, a seconda della condizione di base del paziente. Attualmente, per gestire questi eventi si ricorre a misure cliniche standard.

Al momento sono già disponibili sul mercato alcuni agenti emostatici non specifici come i concentrati del complesso protrombinico (PCC) e i concentrati del complesso protrombinico attivati (aPCC). Tali agenti si sono dimostrati efficaci in uno studio ex-vivo nell’invertire gli effetti del nuovo anticoagulante apixaban e nel ripristinare la produzione di trombina.

Finora, tuttavia, nessuno studio ha mai dimostrato che questi prodotti possono effettivamente trattare in modo efficace le complicanze emorragiche acute associate ai nuovi anticoagulanti orali come apixaban, dabigatran e rivaroxaban in ambito clinico.
Lo sviluppo di un agente progettato specificamente per antagonizzare l'attività degli inibitori del fattore Xa può dunque fornire una importante opzione terapeutica a questi paziente.

Che cos’è PRT4445
PRT4445 è una nuova proteina ricombinante progettata per antagonizzare l'attività anticoagulante degli inibitori del fattore Xa trattati nei pazienti che vanno incontro a un episodio emorragico non controllato o sottoposti a una chirurgia d'urgenza.
Il potenziale antidoto ha una struttura simile al Fattore Xa nativo ma è stato sottoposto a modifiche strutturali volte a limitare la sua attività biologica per contrastare gli effetti degli inibitori del fattore Xa. In particolare, PRT4445 funge da ‘esca’ per gli inibitori del fattore Xa in circolo, impedendo così loro di inibire il fattore Xa nativo. Come risultato, quest’ultimo può partecipare al processo di coagulazione e ripristinare di conseguenza una coagulazione normale.
I risultati di una singola studio di fase I che ha testato sicurezza e tollerabilità di dosaggi crescenti dell’antidoto, condotto da Portola su 32 volontari sani negli Stati Uniti, ha mostrato che PRT4445 stato generalmente ben tollerato, senza apparenti segnali preoccupanti di sicurezza.