Cardiochirurgia, delirio post-operatorio ridotto nei pi¨ anziani dall'add-on di acetaminofene e un sedativo

In uno studio randomizzato - i cui risultati sono stati pubblicati su "JAMA" - l'aggiunta di acetaminofene per via endovenosa (IV) e di un sedativo ad altri trattamenti del dolore nei primi giorni dopo un intervento cardiochirurgico ha ridotto tra i pazienti pi¨ anziani il delirio postoperatorio.

In uno studio randomizzato – i cui risultati sono stati pubblicati su “JAMA” - l'aggiunta di acetaminofene per via endovenosa (IV) e di un sedativo ad altri trattamenti del dolore nei primi giorni dopo un intervento cardiochirurgico ha ridotto tra i pazienti più anziani il delirio postoperatorio.

Più precisamente, l’acetaminofene IV più la dexmedetomidina IV o il propofol riducono la probabilità di delirio intraospedaliero di 2,8 volte rispetto al placebo più sedativo (10% vs 28%, P = 0,01), riportano Balachundhar Subramaniam, del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, e colleghi.

Anche l'acetaminofene ha ridotto significativamente l'analgesia del dolore intenso (mediana 322,5 vs 405,3 mcg di morfina equivalenti), la durata della degenza in terapia intensiva (mediana 29,5 vs 46,7 ore) e la durata del delirio (mediana 1 vs 2 giorni).

Il disegno fattoriale due-per-due ha anche confrontato i due sedativi ma non ha rilevato differenze significative nel delirio tra il propofol e la dexmedetomidina (21% vs 17%, P = 0,54).

Il delirio postoperatorio è una complicanza comune ma devastante dopo la chirurgia cardiaca tra i pazienti anziani, osservano Subramaniam e colleghi. «Finora non abbiamo avuto alcun trattamento efficace in termini di profilassi. Quindi pensiamo che, per la prima volta, abbiamo trovato un farmaco di uso comune, che viene utilizzato di routine per 48 ore dopo l'intervento e che può ridurre efficacemente l'incidenza del delirio».

Nell’ambito della pratica clinica, gli autori ritengono che «altre istituti inizieranno a usare il paracetamolo postoperatorio come farmaco di routine dopo un intervento chirurgico nei loro pazienti per 2 giorni e che ridurranno efficacemente l'uso di oppioidi e inoltre forniranno un'analgesia efficace».

Il disegno dello studio
Il gruppo di Subramaniam ha valutato 120 pazienti di età pari o superiore a 60 anni sottoposti a chirurgia con bypass aorto-coronarico (CABG), con o senza sostituzione di una valvola, che richiedevano bypass cardiopolmonare presso una struttura medica degli Stati Uniti. L'età media era di 69 anni e il 15,8% era costituito da donne.

I pazienti sono stati randomizzati a placebo e propofol (n = 30), placebo e dexmedetomidina (n = 30), paracetamolo e dexmedetomidina (n = 29) o acetaminofene e propofol (n = 31).

I partecipanti hanno ricevuto la sedazione postoperatoria con propofol o dexmedetomidina a partire dalla chiusura del torace, sedazione che è stata utilizzata per un massimo di 6 ore; l'analgesia postoperatoria con placebo o acetaminofene IV è stata somministrata ogni 6 ore per 48 ore.

Quando si è fatto il confronto con propofol e dexmedetomidina, l’analgesia del dolore intenso è stato l'unico outcome significativamente diverso (mediana 397,5 vs 328,8 mcg). L’ipotensione era simile tra i gruppi in entrambi i confronti di farmaci.

«È uno studio monocentrico, quindi occorre condurre uno studio multicentrico e verificare i risultati» riconoscono Subramaniam e colleghi. "Naturalmente, ci sono persone che sostengono che il paracetamolo può avere gli stessi effetti, ma a seguito di un intervento di cardiochirurgia da almeno 24 a 36 ore, c'è un problema in termini di assorbimento gastrico».

«Ulteriore ricerca, incluso un confronto tra acetaminofene IV e altri analgesici potenzialmente risparmiatori di oppioidi sull'incidenza del delirio postoperatorio, è giustificata» concludono i ricercatori.

G.O.

Subramaniam B, Shankar P, Shaefi S, et al. Effect of Intravenous Acetaminophen vs Placebo Combined With Propofol or Dexmedetomidine on Postoperative Delirium Among Older Patients Following Cardiac Surgery: The DEXACET Randomized Clinical Trial. JAMA, 2019 Feb 19;321(7):686-696. doi: 10.1001/jama.2019.0234.
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