Cardiologia, svelati gli studi Hot Line di ESC 2026 destinati a cambiare le cure
I risultati di 59 studi clinici potenzialmente in grado di cambiare la pratica saranno presentati per la prima volta all’ESC Congress 2026, il congresso annuale della European Society of Cardiology, in programma a Monaco di Baviera dal 28 al 31 agosto.
«Gli studi randomizzati e controllati rappresentano il fondamento della medicina cardiovascolare basata sulle evidenze, perché forniscono il più alto livello di prova scientifica per orientare la pratica clinica», ha dichiarato il professor Tomasz Guzik, presidente del Programme Committee dell’ESC Congress.
«Quest’anno abbiamo ricevuto un numero record di proposte relative a studi clinici late-breaking, a conferma dello straordinario ritmo dell’innovazione in tutti gli ambiti della cardiologia. Abbiamo selezionato con grande rigore gli studi caratterizzati dalla più elevata qualità scientifica e dal maggiore potenziale impatto clinico».
I 59 trial, distribuiti in 12 sessioni Hot Line, valuteranno nuovi farmaci, dispositivi medici, tecnologie di imaging, soluzioni digitali e strategie terapeutiche innovative, affrontando alcune delle questioni più rilevanti con cui i cardiologi si confrontano quotidianamente.
«Prevediamo che molti di questi studi potranno influenzare direttamente le linee guida e l’assistenza quotidiana ai pazienti, mentre altri contribuiranno a definire il futuro della cardiologia», ha aggiunto Guzik.
LIBREXIA ACS e PRESC1SE-MI tra gli studi più attesi
Tra i trial potenzialmente più rilevanti figura LIBREXIA ACS, uno dei maggiori studi Hot Line, che ha arruolato oltre 14mila pazienti reduci da un recente infarto miocardico.
«Da anni attendiamo evidenze che chiariscano se gli inibitori del fattore XIa siano in grado di ridurre le recidive ischemiche dopo una sindrome coronarica acuta senza determinare l’aumento del rischio di sanguinamento osservato con gli anticoagulanti tradizionali», ha spiegato Guzik. «Questo studio potrebbe ridefinire la gestione del rischio residuo dopo un infarto miocardico».
Grande attenzione anche per PRESC1SE-MI, che ha valutato una strategia rapida per confermare o escludere la presenza di un infarto. Il trial ha coinvolto quasi 68mila accessi in pronto soccorso per sospetto infarto miocardico presso centri situati in Europa, Stati Uniti, Australia e Asia.
Nuove prospettive nelle cardiomiopatie
Altri due studi potrebbero modificare profondamente la gestione delle cardiomiopatie, un gruppo di malattie progressive del muscolo cardiaco capaci di compromettere gravemente la qualità e l’aspettativa di vita dei pazienti.
Lo studio CARDIO-TTRansform non ha raggiunto l’endpoint primario, non riuscendo a dimostrare un beneficio significativo di eplontersen sugli esiti clinici complessivi nei pazienti con cardiomiopatia amiloide da transtiretina. La presentazione completa dei risultati dovrà chiarire se la terapia antisenso, progettata per ridurre la produzione della transtiretina e la formazione dei depositi di amiloide, abbia comunque mostrato un vantaggio in specifici sottogruppi di pazienti o su alcuni endpoint secondari.
Il trial ACACIA-HCM valuterà invece aficamten, un inibitore della miosina cardiaca che riduce l’eccessiva contrattilità del muscolo cardiaco, nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva.
I risultati potrebbero rappresentare il primo importante passo avanti farmacologico per questa forma comune di cardiomiopatia, per la quale non sono attualmente disponibili terapie approvate capaci di intervenire direttamente sul meccanismo alla base della malattia.
STAREE, statine in prevenzione primaria negli over 70
Guzik ha inoltre richiamato l’attenzione sullo studio STAREE, dedicato a una classe di farmaci ampiamente utilizzata: le statine. «Questo ampio studio affronta un dilemma molto comune nella pratica clinica: è opportuno prescrivere le statine alle persone sane di età superiore ai 70 anni per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari e aumentare la sopravvivenza libera da demenza?», ha osservato.
I risultati dello studio potrebbero avere implicazioni dirette per milioni di persone anziane e per i medici chiamati a decidere se avviare una terapia ipolipemizzante in prevenzione primaria.
Dalle nuove evidenze alla pratica clinica
«Il programma dell’ESC Congress è il luogo nel quale le nuove evidenze incontrano la pratica clinica», ha concluso Guzik. «Le sessioni Hot Line presentano le innovazioni di domani, mentre il resto del programma approfondisce come queste scoperte possano essere tradotte in una migliore assistenza per i pazienti di tutto il mondo e integrate nelle linee guida dell’ESC».
L’ESC Congress 2026 rappresenta quindi un appuntamento imperdibile anche per i giornalisti, che potranno seguire in tempo reale le principali innovazioni nel campo della salute cardiovascolare.
Nell’area stampa saranno organizzate conferenze con i ricercatori responsabili degli studi Hot Line. L’accredito per la stampa è gratuito e le principali sessioni saranno trasmesse in diretta anche per gli iscritti alla modalità online.
La comunità cardiologica internazionale si riunirà dunque a Monaco di Baviera, e online, per condividere nuove conoscenze e spostare ancora più avanti i confini della medicina e della ricerca cardiovascolare.
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