Chirurgia dell'aneurisma aortico addominale, più ombre che luci sui benefici antinfiammatori della curcumina

Nei pazienti sottoposti a riparazione elettiva dell'aneurisma dell'aorta addominale, l'uso perioperatorio di alte dosi di curcumina somministrata per via orale non ha mostrato effetti antiinfiammatori e può essere addirittura dannosa per i reni, secondo i risultati di uno studio appena pubblicato sul Canadian Medical Association Journal (CMAJ).

Nei pazienti sottoposti a riparazione elettiva dell'aneurisma dell'aorta addominale, l’uso perioperatorio di alte dosi di curcumina somministrata per via orale non ha mostrato effetti antiinfiammatori e può essere addirittura dannosa per i reni, secondo i risultati di uno studio appena pubblicato sul Canadian Medical Association Journal (CMAJ).

«La curcumina, come il placebo, non ha cambiato in misura significativa nessuno dei quattro biomarcatori di lesione e infiammazione e non ha mostrato alcun beneficio sulla percentuale di complicanze perioperatorie o sulla durata della degenza ospedaliera. Abbiamo anzi rilevato una potenziale indicazione di un maggior rischio di danno renale» ha riferito l’autore dello studio Amit Garg, del Lawson Health Research Institute, London, Ontario, Canada. «I nostri risultati – ha aggiunto - sottolineano l'importanza di testare sia la curcuma che la curcumina in studi clinici rigorosi sull'uomo prima di attribuire loro qualsiasi beneficio per la salute, come avviene oggigiorno nei media popolari».

L’aneurisma dell’aorta addominale è più frequente rispetto a quello dell’aorta toracica e la sua localizzazione più frequente (85%) è al di sotto dell’origine delle arterie renali. La sua incidenza è aumentata negli ultimi 10 anni sia per il progressivo invecchiamento della popolazione che per il continuo miglioramento dei percorsi di screening e di diagnosi. Il diametro dell'aorta, che normalmente è compreso tra 2 e 2,6 cm, in caso di aneurisma può superare di diverse volte le dimensioni normali. Se non trattata, questa condizione può causare la rottura dell'aorta con potenziali esiti fatali. Il rischio di rottura aumenta con le dimensioni dell'aneurisma e con lo scarso controllo della pressione arteriosa.

La curcuma, una pianta della famiglia dello zenzero originaria dell'Asia meridionale, è stata usata per secoli come spezia e nella medicina tradizionale. Il suo principio attivo, la curcumina, è un polifenolo che costituisce circa il 3% in peso della curcuma. Le vendite di curcumina orale come prodotto naturale per la salute continuano a crescere in tutto il mondo, supportate da numerosi studi biologici che ne mostrano le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

In uno studio tailandese monocentrico, randomizzato e controllato su 121 pazienti sottoposti a intervento chirurgico di bypass dell’arteria coronarica, la somministrazione orale di curcumina ha ridotto il rischio di infarto miocardico postoperatorio e le concentrazioni dei biomarcatori plasmatici di infiammazione, ossidazione e danno rispetto al placebo.

Uno studio con curcumina ad alte dosi
Partendo da queste premesse, i ricercatori hanno voluto studiare se l’impiego perioperatorio di curcumina per via orale fosse in grado di alterare i biomarcatori di danno e infiammazione o il rischio di complicanze postoperatorie dopo una riparazione elettiva dell'aneurisma dell'aorta addominale, una condizione in cui si verificano frequentemente danni renali.

Sono stati arruolati 606 pazienti da 10 ospedali canadesi in attesa di questo intervento chirurgico e sono stati randomizzati a ricevere alte dosi di curcumina o placebo. La dose di curcumina era di 4000 mg al giorno, divisa in due somministrazioni, nei 2 giorni prima dell'intervento chirurgico, seguita da 2000 mg il mattino dell’intervento, altri 2000 mg alla chiamata in sala operatoria, 2000 mg sei ore dopo l'intervento e 2000 mg il mattino seguente, per un totale di 8000 mg perioperatori.

Gli outcome primari erano le concentrazioni mediane di quattro biomarcatori per valutare diversi aspetti del danno e della risposta infiammatoria a livello renale e a carico di altri organi dopo l'intervento chirurgico:
• interleuchina (IL) -18 urinaria postoperatoria (media il danno renale da ischemia-riperfusione),
• aumento perioperatorio della creatinina sierica (usata nella pratica clinica per diagnosticare un danno renale acuto),
• peptide natriuretico NT-proBNP (rilasciato dal miocardio quando è infiammato o ischemico; un’alta concentrazione plasmatica postoperatoria dopo chirurgia non cardiaca è associata a un maggior rischio di mortalità a 30 giorni e a infarto del miocardio non fatale),
• proteina C-reattiva plasmatica ad alta sensibilità (hsCRP, un indicatore di infiammazione sistemica, la cui alta concentrazione postoperatoria è associata a un maggior danno chirurgico).

Nessun effetto della curcumina
Secondo quanto segnalato dai ricercatori, nei due gruppi combinati c'è stato un aumento del 202% della concentrazione plasmatica perioperatoria media del peptide NT-pro-BNP e un aumento del 1846% nella concentrazione plasmatica perioperatoria media della hsCRP.

Rispetto al placebo, la curcumina non ha alterato significativamente nessuna delle concentrazioni dei biomarcatori (p>0,05 per tutti i confronti), ma tra gli outcome secondari va evidenziato un rischio più elevato di danno renale acuto post-chirurgico con la curcumina rispetto al placebo (17% vs 10%, p=0,01). I ricercatori non hanno saputo fornire una spiegazione biologica per questo risultato, ma hanno fatto presente che dovrebbe essere tenuto in considerazione in eventuali studi futuri.

Non c'erano differenze neanche nella durata mediana della degenza ospedaliera o nel rischio di diversi eventi clinici, come morte, infarto miocardico e ictus, o nella sicurezza, come la variazione dell'emoglobina, emorragia clinicamente importante, ulcera peptica, ipoglicemia, diarrea o nausea.

«Abbiamo avviato questo studio pensando che la curcumina potesse comportare dei vantaggi, e alla luce di questi risultati possiamo dire che, almeno in queste condizioni e con la formulazione che abbiamo usato, non ci sono indicazioni che ne motivino ulteriori valutazioni», ha commentato Garg.

Una delusione, ma nessuna sorpresa
Due editori della rivista, Kirsten Patrick e Matthew Stanbrook, hanno scritto in un editoriale che «nessuno dovrebbe essere scioccato da questi risultati perché è così che funziona la scienza. È sempre una grossa delusione quando viene dimostrato che un composto promettente non vale nulla, ma succede tutti i giorni. Non sorprende infatti che lo studio non abbia supportato le tanto decantate potenti proprietà antinfiammatorie della curcumina».

«Quando si tratta dei benefici sulla salute dei prodotti naturali, il marketing spesso vanta proprietà sulla base di pochi piccoli studi, non randomizzati e non in cieco, e un buon approccio scientifico di solito non li conferma», hanno aggiunto. «Ma abbiamo bisogno di molti più studi come questo. Dobbiamo sapere quando una sostanza che promette risultati per colpa di una regolamentazione inadeguata e di un hype mediatico prematuro è in realtà inutile o addirittura dannosa», concludono.

Bibliografia
Amit X. Garg AX et al. Oral curcumin in elective abdominal aortic aneurysm repair: a multicentre randomized controlled trial. CMAJ October 29, 2018 190 (43) E1273-E1280
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