Cardiologia ESC 2022

Colchicina e terapia antitrombotica intensificata bocciati nei pazienti ospedalizzati con COVID-19. Studio ACT INPATIENT #ESC22

Il trattamento con colchicina o con una combinazione di aspirina e rivaroxaban non produce effetti positivi in pazienti ospedalizzati con COVID-19. Lo evidenziano i risultati dello studio ACT INPATIENT, presentati al congresso ESC 2022 da Sanjit Jolly, Population Health Research Institute, Hamilton, Canada.

Il trattamento con colchicina o con una combinazione di aspirina e rivaroxaban non produce effetti positivi in pazienti ospedalizzati con COVID-19. Lo evidenziano i risultati dello studio ACT INPATIENT, presentati al congresso ESC 2022 da Sanjit Jolly, Population Health Research Institute, Hamilton, Canada.

Il razionale della ricerca
Il peggioramento della COVID-19 nei pazienti ospedalizzati è caratterizzato da una abnorme risposta infiammatoria e ipercoagulabilità che si ritiene contribuiscano alla disfunzione d'organo e alle complicanze tromboemboliche.

La colchicina agisce sull'inflammasoma NLRP3, attivato dal SARS-CoV-2, sopprimendo così l'infiammazione. La combinazione di terapia antipiastrinica e anticoagulante ha il potenziale di ridurre la trombosi vascolare.

Lo studio Anti-Coronavirus Therapies (ACT) INPATIENT ha testato in setting ospedaliero in pazienti con COVID-19 l’efficacia di due trattamenti: la colchicina per contrastare il processo infiammatorio e la combinazione di aspirina e rivaroxaban per inibire l’emostasi, con l'obiettivo di prevenire la necessità di un maggiore supporto respiratorio e la mortalità. Lo studio è stato condotto in 62 siti in 11 paesi.

Caratteristiche e obiettivi del trial
Il trial ha incluso 4730 pazienti ricoverati con COVID-19 che sono stati randomizzati in due gruppi di trattamento: il primo (n=2611)  è stato trattato con colchicina (dose di carico 1,2 mg, seguita da 0,6 mg due ore dopo, quindi 0,6 mg due volte al giorno) per 28 giorni e valutato rispetto ai controlli;  il secondo gruppo (n=2119) ha ricevuto per 28 giorni rivaroxaban (2,5 mg due volte al giorno) più aspirina (100 mg una volta al giorno) e confrontato  con i controlli.

Il disegno fattoriale del trial ha consentito la valutazione simultanea degli effetti indipendenti della colchicina e della combinazione farmacologica e dei loro possibili effetti additivi.

L'outcome principale per il confronto tra colchicina e controllo era la necessità di ossigeno ad alto flusso, ventilazione meccanica o morte e per il confronto tra aspirina più rivaroxaban rispetto al controllo era la trombosi maggiore, la necessità di ossigeno ad alto flusso e di ventilazione meccanica o morte.

I riscontri dello studio
Il trattamento con colchicina rispetto ai controlli non ha ridotto significativamente la necessità di ossigeno ad alto flusso, di ventilazione meccanica o la mortalità [368 eventi (28,2%) contro 356 eventi (27,2%); hazard ratio (HR): 1,04; IC al 95%: 0,90–1,28; p =0,578).

La combinazione di aspirina e rivaroxaban rispetto ai controlli non ha ridotto in modo significativo la trombosi maggiore, la necessità di ossigeno ad alto flusso, la ventilazione meccanica o il decesso [281eventi (26,4%) contro 300 eventi (28,4%); HR: 0,92; IC al 95%: 0,78–1,09; p=0,324).

Non è stato evidenziato un beneficio di entrambi i trattamenti in nessuno dei principali sottogruppi esaminati, tra cui la necessità di ossigeno al basale, il ricovero in unità di terapia intensiva al momento della randomizzazione, lo stato vaccinale anti-COVID-19 o il tempo dall'esordio dei sintomi alla randomizzazione.

Una metanalisi aggiornata di studi randomizzati sulla terapia antitrombotica intensificata rispetto ai controlli, condotta dai ricercatori, per un totale di 15.143 pazienti, ha riscontrato in 7503 pazienti una riduzione della tromboembolia venosa di circa la metà rispetto ai controlli, mentre in 7.640 pazienti l’approccio antitrombotico intensificato non ha ridotto la mortalità rispetto ai controlli.

 Le conclusioni
«I risultati dell'ACT INPATIENT Trial e della nostra metanalisi aggiornata non supportano l'uso né della colchicina né della terapia antitrombotica intensificata per il trattamento dei pazienti ricoverati con COVID-19», ha sostenuto Jolly.  «Sebbene gli studi sulla combinazione di rivaroxaban e aspirina abbiano dimostrato una riduzione della trombosi venosa, la mancanza di beneficio in termini di mortalità suggerisce che la tromboembolia venosa non contribuisce sostanzialmente al rischio di morte in questi pazienti».

Fonte
Jolly S. Anti-Coronavirus Therapies (ACT) trials. Colchicine and Rivaroxaban plus Aspirin in patients hospitalized with COVID-19. A factorial, randomized, open trial. Presented at: ESC 2022. August 29, 2022. Barcelona, Spain.