Colesterolo, ezetimibe non solo riduce l'assorbimento intestinale ma favorisce il trasporto inverso

Ezetimibe è in grado di prevenire l'aterosclerosi non solo inibendo l'assorbimento del colesterolo nell'intestino (il meccanismo finora noto), ma anche aumentando negli epatociti l'espressione dell'apolipoproteina A-II (Apo A-II) - presente soprattutto nelle lipoproteine ad alta densità (HDL) - migliorando così il trasporto inverso del colesterolo e la rimozione del colesterolo in eccesso dalla periferia. È quanto i risultati di uno studio condotto su modello animale e pubblicato online su "Atherosclerosis".

Ezetimibe è in grado di prevenire l'aterosclerosi non solo inibendo l'assorbimento del colesterolo nell'intestino (il meccanismo finora noto), ma anche aumentando negli epatociti l'espressione dell’apolipoproteina A-II (Apo A-II) – presente soprattutto nelle lipoproteine ad alta densità (HDL) - migliorando così il trasporto inverso del colesterolo e la rimozione del colesterolo in eccesso dalla periferia. È quanto i risultati di uno studio condotto su modello animale e pubblicato online su “Atherosclerosis”.

«È stato dimostrato che ezetimibe blocca l'assorbimento del colesterolo per prevenire, nell'aterosclerosi, gli effetti negativi di una dieta ricca di grassi» ricordano gli autori, coordinati da Wei Wu, della Prima Scuola di Medicina Clinica dell’Università Medica del Sud, a Guanzhou (Cina). «Tuttavia, il meccanismo esatto è sconosciuto».

In questo studio, gli scienziati hanno fatto uso di un pesce zebra transgenico (zebrafish), che esprime diverse proteine fluorescenti sulle cellule endoteliali come sui granulociti o i macrofagi, allo scopo di esplorare il meccanismo specifico di ezetimibe e il suo ruolo nel ridurre l'ipercolesterolemia correlata all'aterosclerosi.

Molti dati da una complessa sperimentazione
Larve di zebrafish sono state esposte a una dieta di controllo oppure a una dieta ricca di colesterolo (HCD) o ad HCD con trattamento con ezetimibe. «Sia la dieta di controllo che l’HCD sono state miscelate con un estere di colesterolo marcato con un fluoroforo [sostanza in grado di produrre fluorescenza] rosso o verde al fine di tracciare la distribuzione dei lipidi» spiegano gli autori.

Le “etichette isobariche” sono state utilizzate per la quantificazione relativa e assoluta utile a esaminare i profili di espressione proteica delle larve di zebrafish nei diversi gruppi di trattamento.

Per abbattere(knock-down) l’Apo A-II e indagare il ruolo di Apo A-II nella funzione anti-aterosclerotica di ezetimibe, i ricercatori hanno usato morfolini [famiglia di oligonucleotidi in grado di modificare l’espressione dei geni] per ‘colpire’ l’mRNA Apoa2 zebrafish.

Per confermare il ruolo di regolazione svolto da ezetimibe sull'espressione di Apo A-II, sono stati trasfettati - in cellule HepG2 [linee cellulari immortalizzate costituite da cellule di carcinoma epatico umano] – siRNA (short interfering RNA o RNA interferente breve) contro HNF4 (fattore nucleare 4 epatocitario, molecola regolatoria centrale della differenziazione e della funzione degli epatociti), PPAR-alfa (recettori attivati da proliferatori perossisomiali, in grado di aumentare le HDL e l’Apo A-II) e SREBP1 (Proteina 1 legante l’elemento regolatore gli steroli, attivatore trascrizionale richiesto per l’omeostasi dei lipidi).

I risultati, in sintesi
«I risultati mostrano che ezetimibe ha aumentato l'espressione di Apo A-II ma non è riuscito a ridurre l'accumulo di lipidi vascolari e il reclutamento dei macrofagi indotto dalla dieta HCD quando Apo A-II è stato abbattuto» scrivono Wu e colleghi. «Peraltro abbiamo scoperto che ezetimibe ha aumentato l'espressione di Apo A-II attraverso i fattori di trascrizione HNF4 e PPAR-alfa».

Dunque, i dati emersi da questa ricerca evidenziano tre nuovi concetti-chiave:
  • ezetimibe allevia le lesioni pro-aterosclerotiche [in modello animale] indotte da una dieta ricca di colesterolo aumentando l'espressione di Apo A-II;
  • ezetimibe aumenta l'espressione di Apo A-II attraverso i fattori di trascrizione HNF4 e PPAR-alfa nelle cellule HepG2;
  • l’aumento di Apo A-II benefico per il recupero dell'efflusso di colesterolo dei macrofagi, che potrebbe ridurre il rischio di aterosclerosi.
«In breve, abbiamo scoperto che ezetimibe previene l'aterosclerosi non solo tramite l’inibizione dell'assorbimento del colesterolo dall'intestino tenue, ma anche mediante l’attivazione del trasporto inverso del colesterolo, dal momento che la sua attivazione dell’espressione di apo A-II negli epatociti e il suo effetto ateroprotettivo erano Apo A-II dipendenti» commentano gli autori.

«Proponiamo che una combinazione di statine e trattamento con ezetimibe nella clinica possa avere un migliore effetto terapeutico» concludono Wu e colleghi.

Giorgio Ottone

Yan Y, He F, Li Z, et al. The important role of apolipoprotein A-II in ezetimibe driven reduction of high cholesterol diet-induced atherosclerosis. Atherosclerosis, 2018 Nov 8. doi:10.1016/j.atherosclerosis.2018.11.016. [Epub ahead of print]
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