Cardio

COVID-19, uso di antinfiammatori cardiovascolari per esiti migliori in pazienti con problemi cardiaci

Nel trattamento di pazienti affetti da COVID-19 che sono a rischio di sviluppare (o hanno sviluppato) problemi cardiovascolari (CV) devono essere utilizzate comprovate terapie antinfiammatorie CV. È quanto raccomandano - in un articolo apparso online su "Frontiers in Cardiovascular Medicine" - alcuni tra i maggiori cardiologi di Pechino i quali hanno fatto ricorso alla loro esperienza in questo settore per dettagliare le opzioni di trattamento in questa popolazione.

Nel trattamento di pazienti affetti da COVID-19 che sono a rischio di sviluppare (o hanno sviluppato) problemi cardiovascolari (CV) devono essere utilizzate comprovate terapie antinfiammatorie CV. È quanto raccomandano – in un articolo apparso online su “Frontiers in Cardiovascular Medicine” – alcuni tra i maggiori cardiologi di Pechino i quali hanno fatto ricorso alla loro esperienza in questo settore per dettagliare le opzioni di trattamento in questa popolazione.

In particolare, i ricercatori – guidati da Shuyang Zhang, dell’Ospedale del Peking Union Medical College di Pechino- descrivono i diversi modi con i quali il COVID-19 può innescare gravi problemi CV infiammatori e offrono ai medici una guida per il trattamento di tali problemi, evidenziando anche potenziali interferenze con i farmaci attualmente somministrati per combattere il virus SARS-Cov-2.

«Siamo i primi a discutere in modo esaustivo l'applicazione di trattamenti antinfiammatori CV per i pazienti gravemente colpiti da COVID-19» sottolineano gli autori.

«Il nostro studio delinea una guida per la selezione di terapie antinfiammatorie CV specifiche per i pazienti affetti da COVID-19, a seconda della gravità della malattia e della risposta del paziente alla terapia. Inoltre, sottolineiamo i rischi noti per il sistema CV legati ai trattamenti attualmente in fase di test su pazienti affetti da questa malattia» specificano Zhang e colleghi.

Come agisce il SARS-Cov-2 sui tessuti del cuore?
Il rischio di polmonite e difficoltà respiratorie nei pazienti con COVID-19 è ben noto, ma ci sono sempre più evidenze di gravi problemi CV associati alla malattia. «L'infiammazione svolge un ruolo importante nello sviluppo e nelle complicazioni delle malattie CV e abbiamo visto che i pazienti con COVID-19 e con maggiori segni di una risposta infiammatoria hanno maggiori probabilità di soffrire di gravi eventi CV e sono maggiormente a rischio di decesso» spiegano gli autori.

«Abbiamo identificato una serie di modi in cui il COVID-19 può innescare problemi CV. Il virus può infettare e causare direttamente l'infiammazione dei tessuti del cuore, aggravare i problemi CV esistenti o innescare una risposta immunitaria eccessiva nel corpo, spesso definita come "tempesta di citochine", che porta il l’organismo ad “auto-attaccarsi”» proseguono.

Esaminando gli attuali trattamenti promettenti contro il COVID-19 così come le terapie antinfiammatorie CV che sono state verificate in studi clinici con risultati positivi, Zhang e colleghi evidenziano trattamenti potenzialmente efficaci e suggeriscono un trattamento antinfiammatorio in corso per favorire il recupero.

Molti studi clinici sono stati condotti nel corso dell'ultimo decennio per testare direttamente la fattibilità dell'utilizzo di diversi agenti antinfiammatori per la protezione CV in varie condizioni. Prove sempre maggiori supportano la loro capacità di migliorare gli esiti CV, aggiungono.

«L'utilizzo delle conoscenze attuali delle terapie antinfiammatorie CV potrebbe essere di grande valore nella gestione del COVID-19 e si consiglia di fare riferimento a questa conoscenza ed esperienza nella pratica clinica e condurre studi clinici correlati al COVID-19» dichiarano.

I due cardini: il principio di  cautela e le strategie di protezione
I ricercatori mettono in guardia contro l'uso di nuovi farmaci in fase preclinica per il trattamento di COVID-19 a causa della loro efficacia sconosciuta e dei rischi per la sicurezza. Inoltre, a loro avviso, l'uso di alcuni farmaci antivirali, alcuni attualmente in fase di valutazione clinica per il trattamento di COVID-19, dovrebbe essere utilizzato con cautela.

«Alcuni farmaci attualmente in uso per pazienti affetti da COVID-19, come lopinavir/ritonavir, interferone-alfa, ribavirina,  azitromicina e idrossichlorochina possono effettivamente aumentare il rischio di compromissione cardiovascolare», spiegano.

«Considerando che questi farmaci possono essere essenziali nella gestione clinica dei pazienti con COVID-19, in particolare gli agenti anti-virali, sono urgentemente necessarie strategie di protezione cardiovascolare per migliorare la prognosi generale».

I ricercatori ritengono che condividere le loro conoscenze ed esperienze attraverso questo studio farà la differenza per i pazienti gravemente colpiti da questa malattia. «Speriamo che il nostro studio fornisca informazioni utili alla comunità globale sperando di migliorare la gestione clinica del COVID-19 durante questa pandemia» è il loro auspicio.

Riferimento bibliografico:
Wang L, Zhang Y, Zhang S. Cardiovascular Impairment in COVID-19: Learning From Current Options for Cardiovascular Anti-Inflammatory Therapy. Front Cardiovasc Med 2020 Apr 30. [Epub ahead of print] doi: 10.3389/fcvm.2020.00078
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