Curare insonnia porterebbe benefici anche al cuore

I sintomi dell'insonnia, quali la difficoltÓ ad addormentarsi, a mantenere il sonno e ad avere un sonno ristoratore, sono stati associati ad un aumentato rischio di eventi cardio e cerebrovascolari. Lo affermano gli autori di una meta-analisi da poco pubblicata su European Journal of Preventive Cardiology.

I sintomi dell’insonnia, quali la difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno e ad avere un sonno ristoratore, sono stati associati ad un aumentato rischio di eventi cardio e cerebrovascolari. Lo affermano gli autori di una meta-analisi da poco pubblicata su European Journal of Preventive Cardiology.
 
Il sonno è di vitale importanza non solo per il nostro cervello ma anche per tutto il nostro organismo. Questo periodo di riposo, che occupa circa un terzo della nostra vita, è fondamentale; è una necessità istintiva, una grande riserva di energia dalla quale attingere per poter affrontare la vita quotidiana. 


“Nella società moderna sempre più persone lamentano di soffrire di insonnia", ha detto la dottoressa Qiao He della China Medical University, Shenyang, China, e primo autore della meta-analisi condotta "ad esempio, è riportato che circa un terzo della popolazione generale in Germania è affetto da sintomi di insonnia."


Insonnia e stato di salute
L’insonnia fa parte di un gruppo di disturbi del sonno dovuti ad alterazioni di ritmo, quantità e qualità del sonno. Infatti lo stato di insonnia viene percepito dalla persona come sonno insoddisfacente o insufficiente in quanto dorme poco e/o male.


L'insonnia è considerato un problema sostanziale tra gli adulti nella società moderna tanto da attirare l’attenzione degli scienziati che cercano di studiarne le cause, le conseguenze e i trattamenti per poter vivere meglio.


Molti ricercatori hanno trovato diverse associazioni tra insonnia e condizioni di salute problematiche, suggerendo che i disturbi del sonno possono portare ad anomalie metaboliche, marcatori di infiammazione elevati e depressione, oltre ad aumentare l'incidenza di alcune malattie croniche come l'ipertensione e le malattie cardiovascolari.
Tuttavia, i risultati degli studi riguardanti l'associazione tra insonnia ed eventi cardiovascolari o cerebrovascolari sono stati contraddittori: alcuni hanno trovato che le persone con insonnia presentano un rischio maggiore di insufficienza cardiaca, infarto miocardico acuto, ictus e mortalità cardiovascolare, mentre in altri studi non è stata trovata alcuna associazione.


“Considerando che la definizione di stato di insonnia era differente nei singoli studi e che la diagnosi di insonnia si basava prevalentemente sui sintomi riportati, l’obiettivo della meta-analisi da noi condotta è stato quello di esaminare se ci fossero delle associazioni tra gli eventi cardio e cerebrovascolari e i sintomi di insonnia” ha fatto sapere la dottoressa He specificando che i sintomi dell’insonnia includevano la difficoltà ad addormentarsi (Dis, difficulty initiating sleep), la difficoltà a mantenere il sonno (Dms, difficulty maintaining sleep), i risvegli mattutini precoci (Ema, early-morning awakening) e/o il sonno non ristoratore (Nrs, non-restorative sleep)”.


Gli eventi cardio-cerebrovascolari comprendevano l’incidenza delle malattie cardiovascolari (infarto miocardico acuto, coronaropatia, insufficienza cardiaca), ictus o una combinazione di eventi, e morte.


Attraverso una ricerca bibliografica approfondita effettuata su PubMed, Web of Science e the Cochrane Library, gli autori hanno analizzato 15 studi di coorte (23) prospettici per un totale di 160.867 partecipanti. Durante un follow-up mediano da 3 a 29,6 anni, ci sono stati 11.702 eventi avversi.
 
È rischioso per la salute soffrire di disturbi del sonno
Dall’analisi dei dati sono state osservate associazioni positive tra la difficoltà ad iniziare il sonno (Dis), la difficoltà a mantenere il sonno (Dms) e il sonno non ristoratore (Nrs) con il rischio di eventi cardio-cerebrovascolari. I rischi relativi e gli intervalli di confidenza al 95% erano 1,27 (1,15-1,40) per la Dis, 1,11 (1,04-1,19) per la Dms e 1,18 (1,05-1,33) per il Nrs. 
 
Non è stata osservata alcuna associazione tra il risveglio al mattino presto (Ema) e gli eventi avversi.
I ricercatori hanno anche notato che le donne con sintomi di insonnia, soprattutto per il sonno non ristoratore, avevano un rischio leggermente più elevato di eventi cardiovascolari e di ictus rispetto agli uomini, ma tale differenza non ha raggiunto la significatività statistica.


"Abbiamo scoperto che coloro che presentano difficoltà ad iniziare il sonno, a mantenerlo, o ad avere un sonno non ristoratore hanno un rischio di eventi cardiovascolari e di ictus più alto di 27%, 11%, e il 18% rispettivamente" ha affermato la dottoressa He evidenziando che i meccanismi alla base di queste associazioni non sono del tutto chiari pur sapendo, da studi precedenti, che l'insonnia può cambiare il metabolismo e la funzione endocrina, aumentare l'attivazione simpatica, la pressione sanguigna, i livelli delle citochine infiammatorie, tutti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e l’ictus.


Gli autori dello studio hanno concluso dicendo che è necessario educare la popolazione ad individuare i sintomi dell’insonnia e a conoscere i potenziali rischi a cui potrebbero andare incontro in modo da incoraggiare le persone che soffrono di disturbi del sonno a chiedere aiuto.
 
Qiao He et al. The association between insomnia symptoms and risk of cardio-cerebral vascular events: A meta-analysis of prospective cohort studies. Eur J Prev Cardiol. 2017 Jan 1:2047487317702043. doi: 10.1177/2047487317702043. [Epub ahead of print]
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