DAPT con prasugrel, identificati prevalenza e predittori di reattività piastrinica ad alto rischio da ricercatori di Novara

Nei pazienti sottoposti a intervento coronarico percutaneo (PCI) per sindrome coronarica acuta (ACS) e poi trattati con doppia terapia antipiastrinica (DAPT) con prasugrel, si osserva una reattività piastrinica ad alto rischio (HRPR) in circa il 10% dei pazienti. Uno stato metabolico compromesso e livelli di emoglobina glicosilata (HbA1c) particolarmente elevati sono emersi come predittori indipendenti di efficacia subottimale per prasugrel. Lo rileva un recente studio italiano, apparso online sul "Journal of Cardiology".

Nei pazienti sottoposti a intervento coronarico percutaneo (PCI) per sindrome coronarica acuta (ACS) e poi trattati con doppia terapia antipiastrinica (DAPT) con prasugrel, si osserva una reattività piastrinica ad alto rischio (HRPR) in circa il 10% dei pazienti. Uno stato metabolico compromesso e livelli di emoglobina glicosilata (HbA1c) particolarmente elevati sono emersi come predittori indipendenti di efficacia subottimale per prasugrel. Lo rileva un recente studio italiano, apparso online sul “Journal of Cardiology”.

«Gli antagonisti dell'adenosin difosfato (ADP) come prasugrel hanno ridotto ma non hanno ancora superato il fenomeno dell’HRPR, che ha dimostrato di aumentare il tasso di eventi cardiovascolari (CV) maggiori dopo un’ACS o un PCI» premettono gli autori - guidati da Giuseppe De Luca, dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria “Maggiore della Carità”, Università del Piemonte orientale di Novara – a nome del Novara Atherosclerosis Study Group (NAS).

«Tuttavia» proseguono «la prevalenza esatta e i principali determinanti dell'inibizione piastrinica subottimale in pazienti trattati con DAPT con prasugrel non sono stati completamente chiariti e sono stati pertanto lo scopo del presente studio».

Reattività ad alto rischio rilevata nel 10% dei casi, stabile nei diversi sottogruppi
I ricercatori hanno incluso 190 pazienti di età inferiore a 75 anni e peso corporeo superiore ai 60 kg trattati con DAPT (acido acetilsalicilico [ASA] + prasugrel) dopo PCI, principalmente per una ACS.

La valutazione del test di funzionalità piastrinica è stata eseguita a 1-3 mesi dalla dimissione. L'HRPR è stata valutata mediante aggregometria a impedenza multipla e definita per risultati superiori al limite superiore della norma dopo la stimolazione con ADP, spiegano De Luca e colleghi. Una HRPR con prasugrel è stata osservata in 19 pazienti (10%).

La prevalenza di HRPR era stabile in diversi sottogruppi di pazienti ad alto rischio (di genere femminile, ipercolesterolemici o con malattia renale cronica) – scrivono gli autori - mentre era aumentata nei pazienti diabetici (p = 0,045), con una significativa interazione tra stato diabetico e HRPR (p = 0,04).

Tuttavia, aggiungono De Luca e colleghi, all'analisi multivariata uno stato metabolico compromesso, insieme a livelli più elevati di HbA1c e colesterolo delle lipoproteine a bassa densità (LDL-C) - ma non di diabete - sono emersi come predittori indipendenti di HRPR con prasugrel (OR = 2,1; IC al 95% 1,33-3,33; p = 0,002 e OR = 1,03; Ic al 95% CI 1,01-1,05; p = 0,003, rispettivamente], con una relazione lineare più forte tra aggregazione piastrinica mediata da ADP e livelli di emoglobina glicosilata (r = 0,24; p = 0,002), rispetto all’LDLD-C (r = 0,13; p = 0,09).

Informazioni di rilievo per una prescrizione più personalizzata
In conclusione, «nei pazienti post-ACS trattati con PCI e che ricevono una DAPT con prasugrel, l’HRPR non è infrequente, presentandosi in circa il 10% dei pazienti. Un ridotto stato metabolico e, soprattutto, elevati livelli di HbA1c, sono emersi come i soli predittori indipendenti di efficienza subottimale di prasugrel» affermano gli autori.

Di conseguenza, aggiungono, strategie antipiastriniche più aggressive, insieme a un più rigoroso controllo di altri fattori di rischio – come lo stato glicemico – possono certamente fornire i più ampi vantaggi ai pazienti con eventi CV acuti e, in modo particolare, nelle condizioni ad alto rischio come nel caso delle persone con diabete.

Giorgio Ottone

Verdoia M, Pergolini P, Nardin M, et al. Prevalence and predictors of high-on treatment platelet reactivity during prasugrel treatment in patients with acute coronary syndrome undergoing stent implantation. J Cardiol, 2018 Dec 3. doi:10.1016/j.jjcc.2018.10.005. [Epub ahead of print]
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