In pazienti con fibrillazione atriale (AF), edoxaban, inibitore orale del fattore Xa, somministrato una volta al giorno è efficace quanto il warfarin nella prevenzione di tutti gli ictus, con riduzioni significative in vari sottotipi di sanguinamento intracranico. I tassi di eventi ischemici cerebrovascolari sono simili con edoxaban ad alto dosaggio e warfarin, laddove edoxaban a basso dosaggio risulta meno efficace di warfarin. Sono le conclusioni – apparse online su Stroke - di un’analisi condotta sui dati del trial ENGAGE AF-TIMI 48.

In quest’ultimo trial, il cui acronimo sta per “Effective Anticoagulant with Factor Xa Next Generation in Atrial Fibrillation Thrombolysis in Myocardial Infarction 48”, condotto su pazienti con AF a rischio moderato-alto di ictus e basato sul confronto tra 2 regimi posologici di edoxaban rispetto a warfarin, era stato dimostrato che «entrambi i regimi di edoxaban non erano inferiori nella prevenzione dell’ictus o eventi embolici sistemici» ricordano gli autori, guidati da Robert P. Giugliano, della Divisione di Medicina Cardiovascolare al Brigham and Women’s Hospital di Boston (Massachusetts, USA).

«In questa analisi» prosegue «abbiamo analizzato i sottotipi degli eventi cerebrovascolari nei 21.105 pazienti che hanno preso parte all’ENGAGE AF-TIMI 48, mettendo a confronto gli outcomes tra pazienti randomizzati al warfarin rispetto ai due regimi di edoxaban (dose elevata o bassa)» spiegano gli autori.

«L’endpoint primario per questa analisi predeterminata sugli eventi cerebrovascolari era costituito da tutti gli ictus (ischemici ed emorragici), definiti come insorgenza improvvisa di deficit neurologici focali dovuti a infarto o sanguinamento con sintomi di durata pari o superiore alle 24 ore oppure fatali in meno di 24 ore» proseguono Giugliano e collaboratori. «Neurologi vascolari non al corrente del trattamento hanno giudicato in modo indipendente tutti gli eventi cerebrovascolari».

Questi i risultati dell’analisi. «I pazienti randomizzati a edoxaban ad alte dosi hanno avuto minori ictus durante il trattamento ( hazard ratio [HR]: 0,80; 95% CI: 0,65-0,98) rispetto al warfarin (tempo mediano nel range terapeutico: 68,4%)» affermano gli autori. «I pazienti nel gruppo con dosaggio basso di edoxaban hanno mostrato tassi simili (HR: 1,10 vs warfarin; 95% CI: 0,91-1,32)».

«I tassi di ictus ischemico e attacco ischemico transitorio (TIA) sono risultati simili con edoxaban ad alto dosaggio (1,76% all’anno) e con warfarin (1,73% all’anno; P=0,81), ma più frequenti con edoxaban a basso dosaggio (2,48% all’anno; P<0,001)» specificano i ricercatori. «Entrambi i regimi di edoxaban hanno ridotto in modo significativo l’ictus emorragico e altri sottotipi di sanguinamento intracranico».

I principali risultati emersi da questa analisi specifica sugli eventi cerebrovascolari ricavata dai dati dell’ENGAGE AF-TIMI 48, a detta degli autori, sono i seguenti.
Durante il periodo di trattamento, edoxaban ad alte dosi ha ottenuto i più bassi tassi di ictus (emorragico più ischemico) – con valori simili conseguiti da edoxaban a basso dosaggio – rispetto a warfarin.

Entrambi i regimi di edoxaban risultano associati a tassi ridotti di vari sottotipi di emorragia intracranica, con marcata riduzione di ictus emorragico, TIA e i loro compositi. I pazienti nel gruppo edoxaban a basso dosaggio hanno mostrato tassi superiori di eventi cerebrovascolari ischemici rispetto a edoxaban.
Una serie di outcomes compositi (inclusivi di decesso, ictus non fatale e sanguinamento intracranico non fatale) hanno favorito edoxaban rispetto al warfarin.

Arturo Zenorini

Giugliano RP, Ruff CT, Rost NS, et al. Cerebrovascular Events in 21 105 Patients With Atrial Fibrillation Randomized to Edoxaban Versus Warfarin: Effective Anticoagulation With Factor Xa Next Generation in Atrial Fibrillation-Thrombolysis in Myocardial Infarction 48. Stroke, 2014 Jun 19. [Epub ahead of print]

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