Stessa o superiore efficacia antitrombotica e analogo profilo di sicurezza di eparine e inibitori della vitamina K, ma maggiore flessibilità e maneggevolezza d’uso. Sono queste le caratteristiche chiave dei nuovi anticoagulanti orali, protagonisti indiscussi del Congresso dell’European Society of Cardiology – ESC 2011, tenutosi a Parigi (Francia) dal 27 al 31 agosto.

Tra le molecole di maggior interesse in dirittura d’arrivo, c’è l’inibitore diretto e specifico del Fattore Xa, edoxaban, approvato lo scorso 22 aprile in Giappone per la prevenzione del tromboembolismo venoso (VTE) dopo chirurgia ortopedica (artroplastica totale di anca e ginocchio e chirurgia per frattura dell’anca) sulla scorta dei risultati positivi degli studi STARS1,2 ed entrato ufficialmente sul mercato nipponico con questa indicazione lo scorso mese di luglio, come primo anticoagulante orale once a day in alternativa a enoxaparina o eparina frazionata.

In Europa, edoxaban potrebbe rendersi disponibile nell’arco di un paio di anni, dopo la conclusione dell’intenso programma di sviluppo clinico globale voluto da Daichii Sankyo, che ne sta valutando sicurezza ed efficacia, rispetto a warfarin, nella prevenzione dell’ictus e degli eventi tromboembolici sistemici nei pazienti con fibrillazione atriale (FA) parossistica, permanente o persistente (studio ENGAGE AF TIMI 483) e nel trattamento del tromboembolismo venoso ricorrente (studio HOUKOSAI VTE4). I risultati del primo trial, condotto su oltre 21mila pazienti arruolati in circa 1.400 centri a livello mondiale, sono attesi per l’estate del 2012. Lo studio HOUKOSAI VTE, avviato nel gennaio 2010, ha finora arruolato 7.500 pazienti in 450 centri clinici di 40 Paesi.

A distinguere ENGAGE AF TIMI 48 dai trial condotti finora sui nuovi anticoagulanti orali nella FA è la valutazione contestuale di due differenti dosaggi, 30 e 60 mg una volta al giorno, selezionati per i profili di sicurezza/efficacia ottimali nell’ambito di uno studio di dose finding preliminare5. Questa doppia valutazione permetterà di rendere disponibile un approccio anticoagulante flessibile, adattabile alle caratteristiche cliniche e al rischio individuale di ciascun paziente. «La terapia anticoagulante ottimale» ha sottolineato Robert Giugliano, docente di Medicina alla Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti), intervenuto all’ESC 2011 «richiede un delicato equilibrio tra outcome clinico desiderato, vale a dire la prevenzione del tromboembolismo, ed eventi indesiderati, in particolare sul fronte emorragico. Nonostante questa necessità di dosaggio flessibile per soddisfare i bisogni del più ampio spettro di pazienti, i nuovi farmaci sono spesso testati scegliendo un solo dosaggio, efficace e abbastanza tollerato. Edoxaban è l’unica molecola della nuova classe degli inibitori del Fattore Xa finora studiata per la FA a due differenti dosaggi nell’ambito di ENGAGE AF-TIMI 48».

«Le attuali Linee Guida ESC per la gestione dei pazienti con FA6» ha commentato José Luis Zamorano, direttore dell’Istituto Cardiovascolare di Madrid (Spagna) «lasciano ancora una serie di bisogni insoddisfatti nelle strategie correnti di terapia anticoagulante orale. Gli antagonisti della vitamina K e le eparine, attuali standard di cura, sono sotto-utilizzati per la prevenzione dell’ictus a causa di una serie di complessità legate alla somministrazione, quali la calibrazione della dose, la necessità di un monitoraggio continuo e il rischio di sanguinamento ed emorragie. La disponibilità di molecole come edoxaban, caratterizzate da una più ampia finestra terapeutica e con minori interazioni con alimenti o terapie concomitanti permetterà di rimuovere alcune importanti barriere alla prescrizione e di estendere così la terapia anticoagulante a tutti i pazienti che possono beneficiarne. La modalità di somministrazione orale once a day e il venir meno della necessità di monitoraggio periodico, inoltre, miglioreranno la qualità di vita e la compliance dei pazienti, facilitando quell’assunzione regolare a lungo termine indispensabile per una prevenzione realmente efficace degli eventi trombotici associati alla FA».

1. T. Fuji et al., Edoxaban versus enoxaparin for thromboprophylaxis after total knee replacement: The STARS E-3 trial 21st International Congress of Thrombosis, July 6-9 2010, Milano.
2. T. Fuji et al.,Efficacy and Safety of Edoxaban Versus Enoxaparin for the Prevention of Venous Thromboembolism Following Total Hip Arthroplasty: STARS J-V trial, December 4-7 2010, Orlando, Florida.
3. Ruff CT et al. Evaluation of the novel factor Xa inhibitor edoxaban compared with warfarin in patients with atrial fibrillation: design and rationale for the Effective aNticoaGulation with factor xA next GEneration in Atrial Fibrillation-Thrombolysis In Myocardial Infarction study 48 (ENGAGE AF-TIMI 48). Am Heart J, 2010;160(4):635-41.
4. Clinicaltrials.gov: NCT00986154. Last accessed: July 2011. Available at:
http://www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00986154?term=hokusai&rank=1
5. Giuliano RP et al. ISTH Congress, 11-16 July 2009, Boston
6. 
http://www.escardio.org/guidelines-surveys/esc-guidelines/Pages/atrial-fibrillation.aspx


Rosanna Feroldi