Evolocumab, pari efficacia in due dosi settimanali da 140 mg o monodose mensile da 420 mg

L'inibitore PCSK9 evolocumab, impiegato per ridurre il colesterolo di lipoproteine a bassa densitÓ (LDL-C) e il rischio di eventi cardiovascolari (CV) ha dimostrato di ottenere una riduzione simile di LDL-C sia alla dose di 140 mg due volte alla settimana (Q2W) sia a 420 mg mensili (QM). Sono questi i risultati fondamentali di uno studio pubblicato online sul "Journal fo Cardiovascular Pharmacology and Therapeutics" dal quale discendono utili conseguenze per la pratica clinica.

L'inibitore PCSK9 evolocumab, impiegato per ridurre il colesterolo di lipoproteine a bassa densità (LDL-C) e il rischio di eventi cardiovascolari (CV) ha dimostrato di ottenere una riduzione simile di LDL-C sia alla dose di 140 mg due volte alla settimana (Q2W) sia a 420 mg mensili (QM). Sono questi i risultati fondamentali di uno studio pubblicato online sul “Journal fo Cardiovascular Pharmacology and Therapeutics” dal quale discendono utili conseguenze per la pratica clinica.

Queste dosi, sottolineano gli autori, sostengono la massima riduzione di LDL-C, con conseguente maggiore stabilità nella riduzione dell’LDL-C nell'intervallo tra le somministrazioni rispetto a dosi più basse (70 mg Q2W o 280 mg QM).

Data la relazione tra PCSK9 non legata e LDL-C e l'effetto, a sua volta, tra riduzione assoluta di LDL-C e riduzione del rischio cardiovascolare, è fondamentale selezionare la dose appropriata di un anticorpo monoclonale anti-PCSK9 per diversi intervalli di dosaggio.

Due studi di farmacodinamica raggruppati
In questa analisi, affermano i ricercatori, abbiamo esaminato la farmacodinamica di evolocumab in 2 studi di fase 2 raggruppati per determinare i regimi di dosaggio ottimali per conseguire una riduzione costante di LDL-C con una variabilità minima, con possibili implicazioni per la riduzione del rischio cardiovascolare nella pratica clinica.

L’obiettivo dello studio era confrontare la riduzione di LDL-C usando evolocumab 140 mg Q2W o 420 mg QM rispetto a dosi inferiori (70 mg Q2W o 280 mg QM) o placebo.

A tale scopo i pazienti hanno ricevuto evolocumab a 70 o a 140 mg Q2W, oppure a 280 o a 420 mg QM, o un placebo Q2W o QM in due studi di fase 2 di 12 settimane: uno con e uno senza statine. I cambiamenti rispetto al basale in termini di LDL-C sono stati confrontati tra le dosi Q2W e tra le dosi QM.

L'analisi ha incluso 741 pazienti. La riduzione media (intervallo di confidenza al 95% [CI]) di LDL-C lungo le visite Q2W alla settimana 12 è stata del 63,0% (60,3%-65,7%) per evolocumab 140 mg Q2W rispetto a 41,3% (38,6% -44,0%) con evolocumab 70 mg Q2W e 1,9% (riduzione del 4,6%-0,8%) per il placebo Q2W (ogni P <0,001 vs 140 mg Q2W).

Riguardo alla riduzione media di LDL-C lungo le visite QM nello stesso arco di tempo, è stata di 62,7% (60,1%-65,3%) per 420 mg QM, rispetto a 55,5% (52,9%-58,0%) con 280 mg QM e 2,5% (riduzione da 5,1% a incremento 0,1%) con placebo QM (ogni P <0,001 vs 420 mg QM).

Risultati simili sono stati osservati alla media delle settimane 10 e 12. In un sottogruppo (n = 151) con valutazioni settimanali dalla settimana 8 alla 12, l'effetto di picco medio (95% CI) sulla riduzione di LDL-C è stato del 72,8% (67,7%-77,9%) per 140 mg Q2W e 69,0% (63,6%-74,3%) per 420 mg QM.

La variabilità mediana picco/valle è stata del 20,5%, 21,1%, 31,9% e 35,1% per evolocumab 140 mg Q2W, 420 mg QM, 70 mg Q2W e 280 mg QM, rispettivamente.

Le conseguenze sulla pratica clinica
«Lo studio FOURIER ha dimostrato che l'abbassamento del colesterolo LDL in media del 59% a 48 settimane, utilizzando dosi di evolocumab di 140 mg Q2W o 420 mg QM, ha ridotto significativamente il rischio di eventi cardiovascolari» ricordano gli autori.

«Non vi era alcuna soglia inferiore di LDL-C per il beneficio cardiovascolare di evolocumab, compresi i pazienti che hanno raggiunto un LDL-C. Pertanto, la somministrazione ottimale di evolocumab è importante per ottenere le riduzioni più grandi e più stabili possibile di LDL-C» aggiungono.

«Sebbene questa analisi non abbia esaminato la sicurezza, evolocumab è stato ben tollerato in ciascuno degli studi inclusi nell'analisi aggregata e nei vari livelli raggiunti di LDL-C nello studio FOURIER su 27.564 pazienti».

Le evidenze della nostra analisi, concludono gli autori, supportano l’uso di dosi di evolocumab da 140 mg di Q2W o 420 mg di QM in grado di ottenere la massima riduzione di LDL-C con minore variabilità tra pazienti rispetto a dose inferiori.

Inoltre, aggiungono, indicano che la terapia può iniziare sia con la dose da 140 mg Q2W sia con la dose da 480 mg QM a seconda delle preferenze del paziente e del prescrittore, senza la necessità di un aggiustamento della dose nel tempo.

Arturo Zenorini

Riferimento bibliografico:
Wasserman SM, Sabatine MS, Koren MJ, et al. Comparison of LDL-C Reduction Using Different Evolocumab Doses and Intervals: Biological Insights and Treatment Implications. J Cardiovasc Pharmacol Ther. 2018 Jan 1:1074248418774043. doi: 10.1177/1074248418774043. [Epub ahead of print]
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