I pazienti che assumono alte dosi di una statina efficace hanno i livelli più bassi di sintesi di colesterolo e i livelli maggiori di assorbimento al basale; quando assumono ezetimibe, questi pazienti hanno la maggior riduzione nell’assorbimento e il minor incremento nella sintesi di colesterolo. Sono questi i risultati principali di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Atherosclerosis, che suggeriscono come ezetimibe sia utile in pazienti che già assumono alte dosi di una statina efficace nel caso sia necessaria una ulteriore riduzione dei valori di LDL.


In questo studio sono stati arruolati 874 pazienti dislipidemici che ricevevano statine, e a questi è stato somministrato ezetimibe 10 mg die. Sono stati misurati al basale e in trattamento con ezetimibe i valori di lipidi plasmatici, di lathosterolo e di beta-sitosterolo. I pazienti sono stati divisi in base alla statina che assumevano in bassa (n = 133), media (n = 582), e alta (n = 159) potenza della statina stessa, cioè della predetta riduzione delle LDL di questa (riduzione del ~20-30%, ~31-45%, o ~46-55%, rispettivamente).

Il gruppo in statine ad alta potenza aveva livelli significativamente minori di lathosterolo (indice di produzione) (1.93 vs. 2.58 vs. 3.17 μmol/l; p < 0.001) e maggiori di beta-sitosterolo (indice di assorbimento) (6.21 vs. 4.58 vs. 4.51 μmol/l, p < 0.001) rispetto ai gruppi a media e bassa potenza. L’aggiunta di ezetimibe nel gruppo ad alta potenza ha mostrato una maggior riduzione dei livelli di LDL rispetto ai gruppi a media e bassa potenza (-29.1% vs. -25.0% vs. -22.7%; p < 0.001) nella statistica non aggiustata. Questo dato era legato a una maggior riduzione del beta-sitosterolo e a un minor incremento del lathosterolo.


Questo studio mostra quindi un dato interessante. L’ezetimibe come noto agisce su una via diversa rispetto alle statine, riducendo l’assorbimento del colesterolo invece della produzione. Le statine più efficaci hanno una maggior capacità di inibire la produzione di colesterolo, ma un possibile meccanismo di escape è dato dall’aumento del riassorbimento intestinale, dato confermato in questo studio. L’aggiunta di ezetimibe in questi pazienti ha però permesso di inibire significativamente il riassorbimento, indicando come questo farmaco possa essere associato alle statine anche ad alte dosi per ottenere una ancor più significativa riduzione dei valori di LDL. Questa possibilità espande ancor di più lo spettro di utilizzo dell’ezetimibe.
Thongtang N, Lin J, Schaefer EJ, Lowe RS, Tomassini JE, Shah AK, Tershakovec AM. Effects of ezetimibe added to statin therapy on markers of cholesterol absorption and synthesis and LDL-C lowering in hyperlipidemic patients. Atherosclerosis. 2012 Dec;225(2):388-96. Epub 2012 Sep 13.
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Dott. Alessandro Durante
IRCCS Ospedale San Raffaele
Università Vita-Salute San Raffaele, Milano
durante.alessandro@gmail.com