Buone nuove per la combinazione ezetimibe/simvastatina dall’ultimo congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD), che si chiude oggi a Berlino. Un’analisi post-hoc di uno studio di fase III mostra che nei pazienti con diabete mellito il trattamento col farmaco è molto efficace nel ridurre i livelli di colesterolo sia negli obesi sia nei non obesi.


Inoltre, la ricerca mostra che passare alla combinazione ezetimibe/simvastatina 10/20 mg è una strategia più proficua per correggere la dislipidemia rispetto al raddoppiare la dose iniziale di statina (simvastatina o atorvastatina) o a cambiarla con una diversa, sempre a prescindere dal BMI.


La combinazione ha permesso al 52,2% dei pazienti obesi e al 57,4% di quelli non obesi di raggiungere i target di colesterolo LDL, e al 62,2% degli obesi e al 63,2% dei non obesi di raggiungere quelli di colesterolo non HDL e rispettivamente, al 45,8% e 50% di raggiungere quelli di apolipoproteina B.


Per questo lavoro, Jeffrey Rosen, dell'Università di Miami a Coral Gables, in Florida, e altri autori, hanno effettuato un'analisi post hoc di uno studio randomizzato e in doppio cieco in cui i pazienti diabetici ad alto rischio cardiovascolare che non avevano raggiunto i target terapeutici dopo 6 settimane di monoterapia con simvastatina 20 mg o atorvastatina 10 mg sono stati poi trattati con ezetimibe/simvastatina 10/20 mg oppure con una dose doppia della statina iniziale o sono stati autorizzati a passare a rosuvastatina10 mg.


"Indipendentemente dall’indice di massa corporea basale, i pazienti che hanno raggiunto i target specificati di LDL, non-HDL e apo B sono stati più numerosi nel gruppo trattato con la combinazione che non in quello in cui è stata raddoppiata la dose di statina 0 quello passato a al trattamento con rosuvastatina" ha detto Rosen presentando i dati.


L’autore ha comunque aggiunto che anche nel gruppo rosuvastatina e nel gruppo trattato con la dose doppia della satina iniziale gli outcome sono stati simili nel sottogruppo dei pazienti obesi e in quello dei non obesi.
Il passaggio a rosuvastatina si è dimostrato più efficace nel raggiungimento dei target rispetto al raddoppio della dose, ma il risultato migliore in assoluto da questo punto di vista, ha sottolineato più volte Rosen, si è osservato con la combinazione ezetimibe/simvastatina.


I profili di sicurezza e tollerabilità sono risultati generalmente simili nei diversi sottogruppi di trattamento.


Rosen ha riconosciuto che i dati presentati non consentono di rispondere alla domanda se il trattamento con la combinazione dei due anticolesterolo offra ai pazienti un beneficio clinico a livello cardiaco. Gli studi sugli outcome cardiaci sono in corso, ma i risultati non saranno disponibili a breve, ha detto l’autore.


La combinazione ezetimibe/simvastatina ha avuto un percorso un po’ tribolato. In passato, il farmaco era finito sotto i riflettori per un presunto aumento del rischio di tumori, poi smentito. Ed erano fioccate le polemiche anche dopo la presentazione dello studio ENHANCE, nel quale il prodotto non è riuscito a dimostrare una regressione della placca superiore rispetto ai controlli, trattati con la sola simvastatina, in un gruppo di pazienti con ipercolesterolemia familiare, anche se è risultato significativamente più efficace della monoterapia con la statina nel ridurre l’LDL.


Per questo c’è grande attesa per i risultati dello studio IMPROVE-IT, che dovrebbe chiarire se la superiorità della combinazione nel normalizzare il profilo lipidico rispetto alla monoterapia con una statina si traduca in un effettivo vantaggio clinico sul piano cardiovascolare.


Il trial sta valutando l'efficacia di ezetimibe/simvastatina verso la sola simvastatina nella prevenzione dell'infarto e dell'ictus in pazienti con LDL basse che hanno avuto di recente una sindrome coronarica acuta. I risultati dovrebbero essere disponibili nel 2014.


Ezetimibe/simvastatina e la sola ezetimibe (Zetia) rappresentano un business molto importante per Merck, anche a seguito della contrazione delle vendite seguita alla presentazione dei dati degli studi ENHANCE e SEAS, che avevano gettato ombre sull’effettiva efficacia dei due prodotti. Grazie all'ampiezza del campione, si spera ora che IMPROVE-IT possa dare una risposta definitiva sull'efficacia clinica di ezetimibe/simvastatina.


Un problema ulteriore, però, è rappresentato dal fatto che quando i dati dello studio saranno finalmente disponibili, atorvastatina sarà già diventata un farmaco generico da oltre 2 anni (il suo brevetto è scaduto nel novembre 2011 e quello di simvastatina lo è già da tempo) e rappresenterà il concorrente più temibile per la combinazione.


J. Rosen et al. Consistency of effect of ezetimibe/simvastatin compared with intensified lipid-lowering treatment strategies in obese and non-obese diabetic subjects. EASD 2012; abstract 1236
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Alessandra Terzaghi