Fattori predittivi dell'uso di statine nei soggetti di età più avanzata. Studio australiano

Le statine costituiscono una strategia-chiave per la prevenzione e il trattamento della malattia cardiovascolare arteriosclerotica, ma la prescrizione rimane subottimale. Sul "Journal of Clinical Lipidology" sono stati di recente pubblicati online i risultati di uno studio - condotto in Australia - il cui obiettivo era quello di caratterizzare i predittori di uso di statine tra i soggetti adulti di età =/> 65 anni.

Le statine costituiscono una strategia-chiave per la prevenzione e il trattamento della malattia cardiovascolare arteriosclerotica, ma la prescrizione rimane subottimale. Sul “Journal of Clinical Lipidology” sono stati di recente pubblicati online i risultati di uno studio – condotto in Australia - il cui obiettivo era quello di caratterizzare i predittori di uso di statine tra i soggetti adulti di età =/> 65 anni.

«È stato condotto uno studio trasversale utilizzando i dati del PBS (Pharmaceutical Benefits Scheme) relativo alle prescrizioni rimborsate su un campione casuale del 10% della popolazione australiana nel 2016» spiegano gli autori, coordinati da Danny Liew, del Dipartimento di Epidemiologia e Medicina Preventiva presso la Monash University di Melbourne.

I predittori di uso di statine sono stati identificati tramite regressione logistica multivariata. Le analisi sono state eseguite separatamente per le persone che erano beneficiarie agevolate (con un copayment basso e limitato) e le altre ("generali").

Il picco tra 75 e 84 anni, prima e dopo diminuiscono le dispensazioni
Su 351.471 adulti anziani (295.875 agevolati e 55.596 generali), al 44,2% erano state erogate statine (a tasso agevolato = 46,4%; generale = 32,2%). Tra i beneficiari della agevolazione, le persone di età compresa tra 75 e 84 anni avevano maggiori probabilità di usare le statine (OR 1,08; IC al 95% 1,06-1,10) mentre quelle di età =/> 85 anni avevano minori probabilità di usare statine (OR 0,71; IC al 95% 0,69-0,72), rispetto alle persone di età compresa tra 65 e 74 anni.

Elementi in favore della prescrizione: sesso maschile, diabete, patologie cardiovascolari
Gli uomini avevano maggiori probabilità di usare statine rispetto alle donne (OR 1,14; IC al 95% 1,12-1,16). Il diabete era associato a una maggiore probabilità di uso di statine di oltre 2 volte (OR 2,48; IC al 95% 2,43-2,53).

Le persone con patologie cardiovascolari, tra cui ipertensione, angina e insufficienza cardiaca congestizia, hanno evidenziato una maggiore probabilità di uso di statine, in quanto venivano loro dispensati farmaci anticoagulanti o antipiastrinici. Il fatto di avere patologie maligne, malattie psicotiche o dolore era invece associato a una minore probabilità di uso di statine. Predittori simili di uso di statine sono stati notati per la popolazione generale.

Il dato inaspettato dei pazienti aritmici
Inoltre, riportano gli autori, «abbiamo notato che i pazienti con aritmia (inclusa la fibrillazione atriale) avevano il 50% in meno delle probabilità di ricevere statine. Questo riscontro è inatteso poiché le aritmie sono spesso associate con altre forme di malattie cardiache che aumentano il rischio di malattia cardiovascolare ed è stato anche proposto che le statine possiedano proprietà antiaritmiche che riducono la comparsa di aritmie ventricolari».

«A parte questo» proseguono i ricercatori «i nostri risultati evidenziano una più alta probabilità di uso di statine tra le persone in terapia anticoagulante che probabilmente hanno fibrillazione atriale. Occorrerà capire quali fattori sono coinvolti nel ridurre la prescrizione di statine in questi soggetti in età anziana».

Le conclusioni tratte dagli autori, con spunti per la ricerca
«Più del 40% degli anziani in Australia ha utilizzato statine nel 2016 con un’assunzione dipendente da fattori a livello individuale di ordine demografico o correlato a comorbilità» osservano Liew e colleghi.

«La ricerca in futuro dovrebbe esaminare la misura in cui i fattori a livello del fornitore di cura e/o del sistema sanitario contribuiscono alla distribuzione variabile della terapia con statine nella popolazione. Questo favorirà un targeting ottimale del trattamento con statine tra gli adulti più anziani» concludono.

Giorgio Ottone

Ofori-Asenso R, Ilomäki J, Tacey M, et al. Predictors of statin use among older adults: A nationwide cross-sectional study. J Clin Lipidol, 2018 Oct 16. doi: 10.1016/j.jacl.2018.10.002. [Epub ahead of print]
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