In seguito all’update delle linee guida sulla gestione della fibrillazione atriale (AF) effettuato dall’European Society of Cardiology nel 2012, si riscontrano nella pratica clinica europea significativi cambiamenti riguardo il trattamento dei pazienti con AF: sono già stati fatti molti miglioramenti in tal senso ma ulteriori cambiamenti sono necessari per affrontare le problematiche-chiave cliniche e le preoccupazioni dei pazienti.

È quanto rivelano i dati raccolti in un anno dal registro PREFER in AF (PREvention oF thromboembolic events – European Registry in Atrial Fibrillation), esposti all’ESC di Barcellona.

Il registro PREFER in AF – realizzato grazie al contributo incondizionato di Daiichi-Sankyo – è un registro di malattia internazionale e multicentrico, che ha arruolato 7.243 pazienti in 461 centri di 7 Paesi europei (Austria, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera e Regno Unito) e ha raccolto i dati di un anno di follow-up di 6.412 pazienti, fornendo una visione del “mondo reale” delle sfide chiave affrontate dai pazienti e dai loro medici.

PREFER in AF è stato progettato per esplorare la gestione dei pazienti con AF nella pratica clinica in termini di outcomes, soddisfazione del paziente e anche sotto una prospettiva economica. Il registro fornisce informazioni sugli outcomes dei pazienti sotto differenti regimi di trattamento così come altri dati di rilievo quali l’adesione alla terapia e la qualità di vita.

I dati presentati a Barcellona dimostrano che la maggior parte dei pazienti con AF sono trattati con anticoagulanti orali (l’82,3% riceve anticoagulanti orali [OAC] al basale e l’80% al follow-up di un anno). La quota di soggetti che è trattata con nuovi anticoagulanti orali (NOAC) è più che raddoppiata nell’ultimo anno (da 6,1% a 12,6%) e i pazienti trattati con antagonisti della vitamina K (VKA) sono diminuiti da 66,3% a 61,8%, evidenziando come i recenti updates delle linee guida ESC – che raccomandano i NOAC come ampiamente preferibili ai VKA nella maggior parte dei pazienti con AF non valvolare, siano implementate in modo crescente nella pratica clinica. Il registro osserva anche una riduzione di pazienti con AF che ricevono agenti antipiastrinici (AP), ancor più sottolineando l’adesione alle più recenti linee guida.

Il PREFER in AF, aiutando così i clinici a prendere in futuro decisioni terapeutiche informate e basate su dati della vita reale, rivela inoltre i fattori che possono influenzare la soddisfazione per il trattamento e le lamentele dei pazienti che contribuiscono allo switch verso i NOAC (213 pazienti) rispetto a chi rimane stabilmente in trattamento con VKA (2.102 pazienti). Tra questi fattori ci sono problemi di mobilità (13,3% vs 7,3%), lamentele per l’aggiustamento della dose (9,8% vs 5,4%) e fastidio per i lividi o il dolore (8,5% vs 5,1%). Anche ansia e tratti depressivi sembrano influire sulla scelta.

«I risultati di un anno del PREFER in AF giungono in un momento decisivo per la gestione dell’AF in Europa» ha commentato Raffaele De Caterina, professore di Cardiologia all’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti. «L’aumento dell’assunzione dei NOAC dimostra che le raccomandazioni sono state recepite nella pratica clinica. I NOAC possono offrire benefici potenziali rispetto ai tradizionali VKA, i quali sono associati a molti limiti come la necessità di test ematici regolari, frequenti aggiustamenti di dose, interazioni con una ampia varietà di alimenti e altri farmaci. Per tutti questi motivi i NOAC hanno le potenzialità di offrire ai pazienti una qualità di vita migliore».

L’AF è un importante motivo di preoccupazione in Europa in quanto colpisce circa 6 milioni di persone e si pensa che questo dato raddoppi nei prossimi 50 anni. Un recente aggiornamento delle linee guida europee sulla gestione dell’AF ha evidenziato l’alta incidenza di ictus in questi pazienti, e ha raccomandato la terapia anticoagulante in tutti i pazienti tranne per quelli a basso rischio. Raccogliendo dati su caratteristiche dei pazienti, pattern prescrittivi, outcome clinici, qualità di vita, soddisfazione per il trattamento e adesione alla terapia, PREFER in AF vuole aiutare a fornire un approfondimento sulla gestione dell’AF.

Per ottenere ulteriori informazioni sulla gestione dell’AF a lungo termine, Daiichi-Sankyo ha iniziato il registro Prolongation PREFER in AF che raccoglierà dati aggiornati dalla vita reale di circa 5.000 pazienti in circa 325 centri di 9 Paesi europei. Si aggiungono, infatti, ai 7 già coinvolti Belgio e Olanda. La raccolta di i dati durerà 24 mesi.

A.Z.