Fibrillazione atriale, incidenza ridotta nei giovani atleti ad alto livello, rischio maggiore nei più anziani

L'incidenza della fibrillazione atriale negli atleti relativamente giovani è estremamente bassa, e non supera lo 0,3% negli atleti ad alto livello, mentre è più probabile che insorga con l'avanzare dell'età in chi fa esercizio fisico di resistenza d'elite. Sono i risultati di un nuovo studio da poco pubblicato su JAMA Cardiology.

L'incidenza della fibrillazione atriale negli atleti relativamente giovani è estremamente bassa, e non supera lo 0,3% negli atleti ad alto livello, mentre è più probabile che insorga con l’avanzare dell’età in chi fa esercizio fisico di resistenza d’elite. Sono i risultati di un nuovo studio da poco pubblicato su JAMA Cardiology.

Condotta in Spagna, la ricerca ha preso in esame 6.813 individui, di cui quasi il 30% ha partecipato a eventi di resistenza come la corsa sulla lunga distanza e il triathlon, e ha portato alla diagnosi di fibrillazione atriale in 20 uomini e una donna. Diciotto di questi atleti avevano una fibrillazione atriale parossistica e tre avevano una fibrillazione persistente o di vecchia data. Erano cinque giocatori di basket, un trail runner, due giocatori di calcio, cinque corridori di media e lunga distanza e due triatleti, tra gli altri. Solo uno era sintomatico.

I ricercatori, guidati da Araceli Boraita della Spanish Sports Health Protection Agency, Madrid, Spagna, affermano che l'incidenza della fibrillazione atriale nei giovani atleti è bassa e in linea con gli studi precedenti. Quanti hanno sviluppato l'aritmia tendevano a essere più anziani (media, 38 anni vs 22 anni) e ad aver trascorso più tempo a fare sport ad alto livello (media, 21 vs 8 anni di competizione).

Il ricercatore senior Alejandro Lucia, della European University of Madrid, ha osservato sono anche stati identificati i cambiamenti a livello cardiaco che potrebbero innescare le future aritmie. L’esercizio determina una maggiore pressione arteriosa e l'allungamento della parete atriale, e un'esposizione a lungo termine potrebbe portare a «microtraumi, infiammazioni e fibrosi, che sono aritmogenici».

Lucia ha detto di aver scoperto che un allargamento del diametro antero-posteriore dell'atrio sinistro rispetto al diametro longitudinale, in sostanza l'atrio sinistro diventa più sferico, era associato a un aumento del rischio di fibrillazione atriale. «Gli atri diventano un po' troppo tondi», ha affermato. «Non possiamo prevedere con sicurezza se la fibrillazione atriale sta per verificarsi, ma la buona notizia è che se succede, può essere gestita molto bene», ha aggiunto.

L'aumento della dimensione dell'atrio sinistro negli atleti è solitamente considerato un adattamento cardiaco non patologico all'esercizio fisico, ma per tenere traccia dei cambiamenti delle dimensioni nel tempo potrebbe essere utile il follow-up ecocardiografico delle dimensioni dell'atrio sinistro, affermano i ricercatori.

«Nel complesso, il basso tasso di fibrillazione atriale è rassicurante, in particolare considerando alcune recenti preoccupazioni circa i rischi del "troppo" esercizio», ha detto Lucia. In ogni caso è improbabile che questi rischi si manifestino in atleti così giovani e competitivi, ma piuttosto in atleti più anziani, con una vita di attività fisica ad alta intensità alle spalle, ha osservato.

Nessun motivo di preoccupazione per le persone normali
Paul Thompson dell’Hartford Hospital, nel Connecticut, ha detto che la ricerca sul rischio a lungo termine dello sport di resistenza sta venendo alla luce solo ora. Il boom dello jogging è iniziato negli anni '60, quindi i ricercatori non hanno avuto l'opportunità di studiare gli atleti, in particolare gli atleti di resistenza, che hanno esercitato per 30, 40 o anche 50 anni.

Ha sottolineato che il problema è complesso, osservando che quando gli individui fanno più esercizio, diminuisce il rischio di fibrillazione atriale. È stato anche dimostrato che livelli più elevati di fitness cardiorespiratorio riducono la ricorrenza della fibrillazione atriale nei pazienti obesi con aritmia. Tuttavia, quando le persone si avvicinano ai livelli estremi dell'allenamento, almeno negli atleti più anziani, il rischio di fibrillazione atriale va nella direzione opposta.

Ha aggiunto che, nonostante questo, il troppo esercizio non deve essere motivo di preoccupazione per la maggior parte delle persone, né tantomeno per la maggior parte dei pazienti. A meno di non essere atleti per tutta la vita, non saranno a rischio di sviluppare la fibrillazione atriale a causa dell'esercizio fisico.

«Le persone ad alto rischio sono quelle che fanno tre gare di triathlon all'anno e finiscono tra i primi 10», ha detto David Peritz della Università dello Utah, Salt Lake City. «Più sei veloce e più ti alleni, c'è certamente una relazione dose-risposta nel rischio di sviluppare la fibrillazione atriale. Per noi o per gli sportivi della domenica che fanno una maratona o alcune mezze maratone all'anno, non ci sono problemi».

Lucia è d'accordo. Ha aggiunto che dire a qualcuno di smettere di allenarsi non può funzionare per la stragrande maggioranza degli atleti. E anche se un atleta più anziano sviluppa fibrillazione atriale, ci sono modi per gestirla senza rinunciare allo sport. Come ciclista ed ex maratoneta, ha ricordato che i benefici dell'esercizio fisico superano di gran lunga i rischi.

Bibliografia

Boraita A et al. Incidence of atrial fibrillation in elite athletes. JAMA Cardiol. 2018 Oct 31.
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