Flusso lento coronarico in assenza di malattia ostruttiva alleviato dalla somministrazione di nicardipina

Il fenomeno del flusso lento coronarico, definito come flusso spontaneamente ritardato in assenza di malattia ostruttiva delle arterie coronariche, pu˛ essere efficacemente trattato con nicardipina. Lo rivela uno studio pubblicato online sul "Journal of Invasive Cardiology".

Il fenomeno del flusso lento coronarico, definito come flusso spontaneamente ritardato in assenza di malattia ostruttiva delle arterie coronariche, può essere efficacemente trattato con nicardipina. Lo rivela uno studio pubblicato online sul “Journal of Invasive Cardiology”.

Tra i pazienti con arterie coronarie angiograficamente normali o quasi normali ma con flusso TIMI anormale, un bolo intracoronarico da 200 mcg di nicardipina ha accelerato il riempimento coronarico e ha migliorato il flusso sanguigno coronarico in tutti i pazienti trattati, riportano i ricercatori.

Il gruppo, guidato da Michael Savage, del Thomas Jefferson University Hospital, Philadelphia, Pennsylvania, afferma di avere precedentemente dimostrato che la nicardipina, che ha effetti vasodilatatori selettivi, può migliorare il flusso coronarico e invertire le complicanze di no-reflow nell’intervento coronarico percutaneo (PCI).

Per questo motivo, hanno ipotizzato che la nicardipina potesse essere efficace nei pazienti con insufficienza di flusso ma senza evidenza di malattia coronarica epicardica ostruttiva.

«Ci ha colpito il fatto che il flusso lento fosse simile a quello che vediamo quando si effettua uno stent di una lesione aterosclerotica, ma abbiamo il fenomeno di no-reflow anche se l'arteria è completamente aperta» spiegano Savage e colleghi.

La complicazione no-reflow, che si ritiene derivi dalla microembolizzazione della placca o dei detriti trombotici, che poi porta allo spasmo microvascolare, viene trattata con un'iniezione intracoronarica di uno dei vari vasodilatatori, il più comune dei quali è un bloccante del canale del calcio.

Ipotizzato all’origine un fenomeno di vasospasmo
Lo studio retrospettivo ha incluso 30 pazienti con evidenza angiografica di flusso spontaneamente ritardato trattato con un calcio-antagonista. La maggior parte dei pazienti (n = 21) presentava angina a riposo.

Il flusso sanguigno coronarico prima e dopo la nicardipina è stato valutato mediante il grado di flusso TIMI e le valutazioni corrette del conteggio dei fotogrammi TIMI (con TIMI
Dopo aver somministrato il bolo intracoronarico di nicardipina, l'angiogramma ha mostrato un riempimento marcato delle arterie coronarie supportato dal miglioramento del flusso TIMI e dall'analisi del conteggio dei fotogrammi TIMI (con TIMI 28 considerati anormali).

Al basale, il flusso TIMI
Dopo la nicardipina, tutti i pazienti hanno avuto il flusso TIMI 3 e il numero di fotogrammi TIMI migliorato da 47 al basale a 15 (P < 0,001). Non sono stati osservati effetti collaterali avversi.

Per i ricercatori, data la somiglianza angiografica tra flusso coronarico lento e PCI non complicato, e il fatto che quest'ultimo fenomeno è associato a spasmo microvascolare ma è responsivo ai bloccanti dei canali del calcio, le scoperte attuali implicano «spasmo microvascolare nella patogenesi» del flusso lento coronarico spontaneo.

Si è peraltro fatto notare che un angiogramma che mostra arterie coronarie apparentemente normali non esclude completamente la malattia coronarica. Ulteriori immagini, come la tomografia a coerenza ottica o l'ecografia intravascolare, sarebbero necessarie per escludere definitivamente la malattia coronarica.

A.Z.

Mehta HH, Morris M, Fischman DL, et al. The Spontaneous Coronary Slow-Flow Phenomenon: Reversal by Intracoronary Nicardipine. J Invasive Cardiol. 2018 Dec 15. pii: JIC20181215-1. [Epub ahead of print]
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