Appena pubblicato sul New England Journal of Medicine lo studio di fase III CALISTO (Comparison of Arixtra in lower LImb Superficial vein Thrombosis with placebo), che dimostra efficacia e sicurezza di fondaparinux (Arixtra, GlaxoSmithKline) nella prevenzione di eventi trombotici più gravi in pazienti con trombosi venosa superficiale.

E' in base ai dati di CALISTO (Comparison of Arixtra in lower LImb Superficial vein Thrombosis with placebo), che lo scorso luglio il Chmp dell'Ema ha dato parere positivo all'estensione delle indicazioni di fondaparinux proprio per comprendere anche il trattamento dei pazienti adulti con trombosi venosa spontanea e superficiale delle estremità inferiori, senza concomitante trombosi venosa profonda.

La trombosi venosa superficiale, o flebite superficiale, è caratterizzata dalla formazione di coaguli nelle vene delle gambe in prossimità cute e può essere legata a diversi fattori, tra cui interventi chirurgici recenti, gravidanza e lunghi voli aerei. Anche se le complicanze gravi sono rare, questa condizione può estendersi alle vene profonde portando a una trombosi venosa profonde o a un'embolie polmonare, più gravi e potenzialmente fatali.
Nei pazienti a rischio, il trattamento più in uso a fini preventivi è rappresentato dalle eparine a basso peso molecolare.

In questo studio, sponsorizzato da Gsk e che vede tra i firmatari anche un italiano (Paolo Prandoni, dell'Università di Padova), gli autori hanno invece messo alla prova un altro anticoagulante, fondaparinux, paragonandone efficacia e sicurezza nella prevenzione e trattamento della trombosi venosa profonda agli arti inferiori o dell'embolia polmonare rispetto al placebo.

In tutto, i ricercatori hanno randomizzato 3.002 pazienti al trattamento con un'iniezione giornaliera di fondaparinux 2,5 mg o placebo per 45 giorni e li hanno poi monitorati per altri 32 giorni.
L'outcome primario di efficacia era rappresentato dall'insieme di morte per ogni causa o embolia polmonare sintomatica o trombosi venosa profonda sintomatica o estensione sintomatica alla giunzione safeno-femorale o recidiva sintomatica della trombosi venosa superficiale al giorno 47, mentre l'outcome principale di sicurezza era rappresentato dal sanguinamento.

Si è visto così che il trattamento con fondapararinux ha ridotto significativamente la probabilità di sviluppare trombosi venosa profonda o embolia polmonare rispetto al placebo (0,2% contro 1,3%), senza alcun aumento di sanguinamenti o altri aventi avversi gravi. Anzi, il rischio di eventi avversi seri è stato inferiore nel gruppo fondaparinux (0,7%) che nei controlli (1,1%).

Tuttavia, il rischio di mortalità è risultato identico nei due gruppi (0,1%); inoltre, i ricercatori hanno calcolato un NNT di 88 per prevenire un caso di trombosi venosa profonda o embolia polmonare.

Nell'editoriale di accompagnamento allo studio, firmato da Lee Goldman, della Columbia University di New York e dal canadese Jeffrey Ginsberg, della McMaster University, di Hamilton, i due commentatori avvertono che si impone un'attenta valutazione del suo rapporto costo-efficacia prima di poterne raccomandare l'uso allargato in questa indicazione.
H. Decousus, et al. Fondaparinux for the Treatment of Superficial-Vein Thrombosis in the Legs. N Engl J Med 2010; 363:1222-1232
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http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa0912072