Le formulazioni effervescenti o facilmente solubili di farmaci comuni, come antidolorifici e integratori vitaminici, contengono alte quantità di sodio "nascosto" (cioè non indicate nel bugiardino), e uno studio osservazionale inglese appena pubblicato online sul British Medical Journal evidenzia una correlazione tra consumo di queste formulazioni ad alto contenuto di sodio e aumento del rischio di eventi cardiovascolari.

In particolare, lo studio, durato circa 7 anni, mostra un aumento del 22% del rischio di ictus e di oltre 7 volte del rischio di ipertensione tra i pazienti che hanno fatto uso di queste formulazioni rispetto a quelli che hanno preso le formulazioni standard.

In genere, queste formulazioni vengono prescritte a pazienti che hanno difficoltà di deglutizione o che necessitano di un farmaco ad azione rapida (come accade, ad esempio, per l'emicrania).

Tuttavia, secondo gli autori (guidati da Jacob George, dell’Università di Dundee, in Scozia), lo studio suggerisce che le formulazioni contenenti sodio dovrebbero essere prescritte con cautela, e solo se i benefici percepiti superano i rischi evidenziati dalla ricerca. Inoltre, i pazienti che assumono questi farmaci dovrebbero essere tenuti sotto controllo per verificare l’eventuale comparsa di ipertensione.

In più, scrivono i ricercatori, i cittadini dovrebbero essere messi in guardia circa i possibili rischi insisti nel consumo di farmaci su prescrizione medica ad alto contenuto di sodio, i quali dovrebbero indicare nel foglietto illustrativo il contenuto di quest’elemento, come già accade per gli alimenti. I risultati ottenuti, aggiungono, probabilmente possono essere estrapolati anche alle formulazioni effervescenti o solubili di farmaci da banco, non considerate nella ricerca appena pubblicata.

L’impatto negativo sulla salute del consumo di quantità elevate di sodio è cosa nota. Tuttavia, "curiosamente, a differenza di ciò che accade per gli alimenti, le aziende farmaceutiche non hanno alcun obbligo di indicare il contenuto di sodio nel bugiardino del prodotto" scrivono George e i colleghi.

I ricercatori scozzesi hanno invece ipotizzato che il consumo di formulazioni di farmaci contenenti sodio possa portare a un aumento di eventi cardiovascolari e, per verificarlo, hanno eseguito uno studio caso-controllo ‘nested’ in un ampio gruppo di pazienti al di sopra dei 18 anni inseriti nel Clinical Practice Research Datalink (CPRD), ai quali erano state fatte dal proprio medico di base almeno due prescrizioni di una qualsiasi delle 24 formulazioni contenenti sodio di farmaci o integratori di vitamine o minerali disponibili in commercio nel Regno Unito oppure delle 116 formulazioni standard di tali prodotti ne periodo compreso tra il gennaio 1987 e il dicembre 2010.

I farmaci presi in esame comprendevano paracetamolo, aspirina effervescente e ibuprofene solubile tra gli analgesici, carbonato di calcio (Alka-Seltzer ) per l’acidità di stomaco e metoclopramide più aspirina per l'emicrania, mentre gli integratori di vitamine e minerali comprendevano l'acido ascorbico e il solfato di zinco.

Nella coorte sono stati inclusi 1.292.337 pazienti, di cui 61.072 (i casi) hanno avuto un problema cardiovascolare durante i 7 anni circa di follow-up e sono stati abbinati con altrettanti controlli.

Dopo aver aggiustato i dati in base a svariate variabili, gli autori hanno calcolato nei pazienti che avevano preso formulazioni effervescenti contenenti sodio una probabilità 1,16 volte maggiore di decesso legato a cause vascolari, infarto miocardico non fatale o ictus non fatale (la combinazione dei tre eventi rappresentava l’endpoint primario dello studio) rispetto ai controlli (IC al 95% 1,12–1,21).

Inoltre, nel primo gruppo, hanno trovato una probabilità 1,22 maggiore di ictus non fatale (IC al 95% 1,16-1,29), 7,18 volte maggiore di ipertensione (IC al 95% 6,74-7,65) e 1,28 maggiore di decesso dovuto a una causa qualsiasi (IC al 95% 1,23-1,33).

Il consumo medio di sodio contenuto in queste formulazioni è risultato di 106,7 mmol/die, che è un quantitativo superiore all’introito alimentare giornaliero raccomandato sia nel Regno Unito (104 mmol/die) sia negli Stati Uniti (circa 100 mmol/die). Ad esempio, una compressa di paracetamolo solubile da 500 mg contiene 18,6 mmol di sodio e la dose massima giornaliera consentita di questo farmaco ne contiene 148,8 mmol.

Pertanto, gli autori si augurano che in futuro si avvii un dialogo tra le agenzie regolatorie e le aziende farmaceutiche sul tema del contenuto di sodio dei farmaci e che, nel contempo, si mettano a punto nuove formulazioni che permettano di riduzione il contenuto di sodio di questi farmaci.

J. George, et al. Association between cardiovascular events and sodium-containing effervescent, dispersible, and soluble drugs: nested case-control study. BMJ 2013;347:f6954. Doi:10.1136/bmj.f6954
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