La ricerca potrebbe essere più vicina all’aver trovato un modo per bloccare gli effetti del nuovo anticoagulante orale apixaban, stando ai dati presentati da un gruppo spagnolo in occasione di un webinar dell’Emerging Science Series dell’American Heart Association.

Secondo quanto riferito da Gines Escolar, dell’Università di Barcellona, utilizzando il sangue di donatori sani, i ricercatori hanno visto che i concentrati del complesso protrombinico (PCC,50 IU/kg) e i concentrati del complesso protrombinico attivati (aPCC, 75 IU/kg) sembrano essere più efficaci nel ripristinare la produzione di trombina (enzima importante per la coagulazione del sangue) rispetto al fattore VII ricombinante (rFVIIa, 270 mcg/kg).

Tuttavia, l’rFVIIa si è dimostrato superiore nel migliorare il tempo di coagulazione e la compattezza del coagulo. Questo fattore della coagulazione si è dimostrato più efficace anche in studi effettuati su sangue circolante in un vaso sanguigno danneggiato, seguito dai PCC e dai PCC, ha riferito Escolar.

Apixaban (già approvato in Europa ma non ancora negli Stati Uniti), così come l’altro inibitore del fattore Xa rivaroxaban e l’inibitore diretto della trombina dabigatran, è più comodo da usare rispetto a warfarin perché non richiede il monitoraggio di routine necessario con il ‘vecchio’ anticoagulante. Tuttavia, l’effetto di warfarin può essere bloccato se un paziente deve essere sottoposto a un intervento in urgenza, cosa che non è possibile fare, invece, con i nuovi anticoagulanti orali.

In uno studio su 12 uomini sani, uscito nel 2011 su Circulation, un gruppo olandese ha evidenziato che il PCC ha bloccato l’effetto di rivaroxaban, ma non quello di dabigatran (Circ 2011; 124: 1573-1579). E in un altro studio recentissimo, pubblicato quest’anno su Anesthesiology), i ricercatori hanno scoperto che i PCC e il fattore VII ricombinante hanno migliorato parzialmente la valutazione in vitro della coagulazione e dell’emostasi, ma nessuno dei due si è dimostrato in grado di ridurre il sanguinamento indotto da rivaroxaban in un modello animale (Anesthesiol 2012; 116: 94-102).

"Nonostante l’utilizzo crescente e gli apparenti vantaggi degli anticoagulanti orali, attualmente non ci sono antagonisti disponibili di questi farmaci" scrivono Escolar e gli altri autori.

In questo contesto, i ricercatori catalani hanno cercato di stabilire quali fattori reagissero meglio con apixaban. Per scoprilo hanno mescolato il sangue intero di volontari sani con l’anticoagulante orale (200 ng/ml) e poi testato come antidoti 50 UI/kg di PCC, 75 UI/kg di aPCC e 270 mg/kg di fattore VII ricombinante, valutando la reattività piastrinica, la produzione di trombina, la tromboelastometria e i cambiamenti dell’adesività e dell'aggregazione delle piastrine.

Il team iberico ha visto così che la reattività piastrinica non era influenzata da apixaban, tuttavia, il farmaco ha mostrato di ridurre i parametri della produzione della trombina, di prolungare il tempo di coagulazione e di ridurre la stabilità del coagulo.

I fattori della coagulazione hanno mostrato di influire sulla coagulazione o addirittura di bloccarla, ma con effetti diversi dall’uno all’altro. Ad esempio, la produzione di trombina è risultata più efficace con i PCC e gli aPCC ma è variata a seconda dei reagenti utilizzati per ottenere la reazione chimica desiderata.

Riguardo ai possibili effetti collaterali e all'aumento del rischio trombotico conseguente alla produzione di trombina (perplessità sollevate da alcuni dei presenti al seminario, tra cui Robert Bonow, della Northwestern University di Chicago, past-president dell’AHA e Elliott Antman, del Brigham and Women 's Hospital di Boston) Escolar ha detto che i suoi risultati "ci dicono che siamo un passo più vicini al poter utilizzare concentrazioni più basse", che teoricamente dovrebbero ridurre tali rischi.

Nel marzo scorso, la Fda ha rinviato di 3 mesi, posticipandola al 28 giugno, la sua decisione in merito all’approvazione di apixaban per la prevenzione dell’ictus e dell’embolia sistemica nei pazienti con fibrillazione atriale..

G. Escolar, et al. Reversal of apixaban-induced alterations of hemostasis by different coagulation factor concentrates: Studies in vitro with circulating human blood. AHA Emerging Science 2012. Circulation 2012; doi: 10.1161/CIR.0b013e3182611cc2
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