IL COSTO ECONOMICO E SOCIALE DELLA PATOLOGIA CARDIOVASCOLARE

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili del 35% delle morti totali. Fra le prime 5 cause di morte in Italia troviamo infatti ben 4 patologie cardiovascolari (malattie ischemiche del cuore; malattie cerebrovascolari; malattie ipertensive; altre malattie cardiovascolari). Non sorprende, dunque, che la morbilitÓ e la mortalitÓ associate a queste malattie comportino costi sanitari (diretti ed indiretti) considerevoli, stimati in circa 21 miliardi di euro/anno. In particolare i costi sanitari diretti, riconducibili per l'84% alle ospedalizzazioni, ammontano a 16 miliardi.

IL COSTO ECONOMICO E SOCIALE DELLA PATOLOGIA CARDIOVASCOLARE

Francesco Saverio Mennini, Professore di Economia Sanitaria, Direttore EEHTA, CEIS, Università degli Studi, Roma Tor Vergata

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili del 35% delle morti totali. Fra le prime 5 cause di morte in Italia troviamo infatti ben 4 patologie cardiovascolari (malattie ischemiche del cuore; malattie cerebrovascolari; malattie ipertensive; altre malattie cardiovascolari). Non sorprende, dunque, che la morbilità e la mortalità associate a queste malattie comportino costi sanitari (diretti ed indiretti) considerevoli, stimati in circa 21 miliardi di euro/anno. In particolare i costi sanitari diretti, riconducibili per l’84% alle ospedalizzazioni, ammontano a 16 miliardi.

Accanto ai costi sanitari diretti e a quelli indiretti, quali la perdita di produttività, un ruolo particolare e importante è relativo ai costi sociali e previdenziali. Nella media annua dei beneficiari di prestazioni per l’invalidità previdenziale erogate dall’INPS per gruppi di patologie relativamente al periodo fa il 2009 e il 2015, le malattie cardiocircolatorie rappresentano circa il 19%. Le malattie del sistema cardio-circolatorio costituiscono, inoltre, una voce importante in termini di beneficiari, con un valore medio di 87.000 beneficiari l’anno tra il 2009 e il 2015.
Annualmente si stima che i costi sostenuti dall’INPS per le malattie cardiovascolari ammontino a circa € 755 milioni.
In media, tra il 2009 e il 2015, il 94% dei beneficiari hanno ricevuto l’Assegno di Invalidità e si calcola che, sempre nello stesso periodo di analisi, siano stati spesi complessivamente €5,3 miliardi per le malattie cardiovascolari. Fra il 2009 e il 2015 i costi hanno inoltre presentato un andamento leggermente in crescita, con un incremento del 10% circa.

Numerosi studi hanno evidenziato il ruolo cruciale dell’ipercolesterolemia, nello sviluppo delle malattie cardiovascolari. In particolare, il colesterolo LDL (C-LDL) è riconosciuto universalmente quale fattore causale dell’aterosclerosi e del rischio di insorgenza di eventi cardiovascolari gravi e una correzione dell’ipercolesterolemia si riflette in una diminuzione del rischio cardiovascolare. In particolare, una riduzione di C-LDL pari a 39 mg/dL (1 mmol/L) comporta un calo del rischio relativo di eventi cardiovascolari del 10% al primo anno, del 16% al secondo anno e del 20% dopo tre anni di trattamento.
Un problema è però rappresentato dalla scarsa aderenza dei pazienti alla terapia.
Nonostante la diffusione delle terapie ipolipemizzanti tradizionali, rappresentate in primo luogo dalle statine, l’aderenza registrata presenta infatti valori molto bassi, che oscillano dal 45,9% nei pazienti a rischio molto alto al 30,2% nei pazienti a rischio cardiovascolare medio.

Uno studio recente (Mennini et al. 2018) sui livelli di LDL-C evidenzia come la quota di pazienti non a target sia molto alta, pari al 65,1% per gli utilizzatori di statine a bassa e moderata intensità e pari al 53,9% per gli utilizzatori di regimi ad elevata intensità. Ciò dipenderebbe anche dal fatto che una quota di questi pazienti risulterebbe trattata in maniera “subottimale”. Comunque anche nel caso di trattamento “ottimale”, più della metà dei soggetti non raggiunge i livelli target di LDL-C definiti dalle linee guida.