L’acido acetilsalicilico (ASA) inibisce il rilascio trombossano(TX)-dipendente di sfingosina-1-fosfato (S1P) dai siti di immagazzinamento nelle piastrine. Dato che la S1P è un forte mediatore proinfiammatorio, l’inibizione del rilascio della S1P può contribuire a spiegare gli effetti antinfiammatori dell’ASA nell’infarto acuto del miocardio (IMA). Lo rivela una ricerca apparsa sull’International Journal of Cardiology.

La S1P è una molecola coinvolta nella regolazione di molti processi (come l’apoptosi, l’infiammazione, l’aterosclerosi) che è sintetizzata da numerose cellule vascolari, quali eritrociti, cellule endoteliali, monociti e piastrine.
«Queste ultime» spiega un team di ricercatori dell’Istituto di Farmacologia dell’Università Medica di Greifswald (Germania), guidato da Bernhard H. Rauch «sono prive di S1P liasi, cioè dell’enzima in grado di scindere la S1P». Ciò causa l’immagazzinamento di grandi quantità della molecola nelle piastrine che, quando sono attivate – soprattutto da forti stimoli come la trombina o il collagene – rilasciano l’S1P dal pool di storaggio».

Già in precedenza il gruppo di Rauch aveva dimostrato che il rilascio di S1P al momento dell’attivazione piastrinica è un processo TX-dipendente. Ciò ha suggerito che l’inibizione della formazione del TX da parte dell’ASA potesse anche influire sul rilascio di S1P dalle piastrine in situazioni di aumentata formazione endogena di trombina, per esempio in pazienti colpiti da IMA, come è stato osservato.

«Pertanto» spiegano gli autori «abbiamo studiato gli effetti dell’ASA, che è la colonna portante del trattamento antipiastrinico, sul rilascio della S1P dalle piastrine in pazienti con IMA». Tre gli obiettivi: confermare l’aumentata produzione di trombina in questa popolazione di pazienti, studiare il rilascio di S1P dalle piastrine e stabilire se tale rilascio fosse inibito dalla somministrazione endovenosa di ASA.

Nello studio sono stati coinvolti 10 soggetti con malattia coronarica (CAD) stabile (età media: 73 anni) e 26 pazienti con IMA (età media: 63 anni), prima e dopo la somministrazione di una singola dose da 500 mg di ASA. Tutti i partecipanti erano in terapia medica ottimale secondo le linee guida cliniche. In particolare, il 34% dei pazienti con IMA era stato pretrattato con 100 mg/die per os di ASA, l’8% era sotto doppia terapia antipiastrinica con ASA e 75 mg/die di clopidogrel, mentre il 58% era naive all’ASA. Tutti i pazienti con CAD stabile erano in terapia con 100 mg/die di ASA.

«È stata confermata un’aumentata formazione di trombina nei pazienti con IMA, rispetto a quelli con CAD stabile, mediante rilevamento di complessi trombina – antitrombina III (TAT) (p=0,002) e di frammenti di protrombina 1 e 2 (p=0,04)» affermano i ricercatori.
I livelli di S1P nel plasma ricco di piastrine (PRP) sono diminuiti nel gruppo IMA rispetto al gruppo CAD stabile (p=0,03). In particolare i valori di S1P nelle piastrine dei soggetti con CAD stabile sono risultati superiori a quelli delle piastrine dei soggetti colpiti da IMA prima della somministrazione di ASA (p<0,001).

«Il trattamento acuto con ASA nei pazienti affetti da IMA ha portato a un incremento dei livelli piastrinici di S1P superiore al 40% (p=0,02)» sottolinea il team di farmacologi. «In ogni caso, i livelli di S1P dopo somministrazione di ASA erano ancora inferiori in confronto a quelli rilevati nelle piastrine dei pazienti con CAD stabile (p=0,02). In modo corrispondente, i valori di S1P nel plasma povero di piastrine (PPP) sono diminuiti in modo significativo dopo somministrazione di ASA (p=0,03)».

L’efficacia degli effetti antipiastrinici dell’ASA sono stati dimostrati attraverso la misurazione dei livelli di trombossano B2 (TXB2). Il trattamento con ASA dei pazienti con IMA è stato infatti in grado di ridurre in modo soddisfacente la formazione di TXB2 da 23.593 ng/mL a 1.207 ng/mL (p=0,01).
«Nel complesso» concludono gli autori «questi dati descrivono un nuovo meccanismo d’azione “a valle” per l’ASA nei pazienti con IMA».

Arturo Zenorini
Polzin A, Rassaf T, Böhm A, et al. Aspirin inhibits release of platelet-derived sphingosine-1-phosphate in acute myocardial infarction. Int J Cardiol, 2013 Oct 16. [Epub ahead of print]
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