Ipertensione arteriosa, la scelta di non intensificare il trattamento č sempre inerzia terapeutica?

Cardio

La decisione di un medico di non intensificare il trattamento dell'ipertensione č spesso una scelta appropriata. Infatti, nei due terzi dei casi in cui i medici di famiglia non hanno modificato il trattamento dei propri assistiti ipertesi, la pressione arteriosa (PA) di questi ultimi č tornata alla normalitā nei rilevamenti di follow-up effettuati a casa. Č quanto dimostra un nuovo studio pubblicato sugli "Annals of Family Medicine".

La decisione di un medico di non intensificare il trattamento dell'ipertensione è spesso una scelta appropriata. Infatti, nei due terzi dei casi in cui i medici di famiglia non hanno modificato il trattamento dei propri assistiti ipertesi, la pressione arteriosa (PA) di questi ultimi è tornata alla normalità nei rilevamenti di follow-up effettuati a casa. È quanto dimostra un nuovo studio pubblicato sugli “Annals of Family Medicine”.

Questo studio - condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Sonal J. Patil, del Dipartimento di Medicina di Famiglia e di Comunità dell’Università del Missouri, a Columbia - è consistito nel monitoraggio di 90 pazienti con ipertensione arteriosa volto a comprendere il ruolo che le misure di controllo della PA a domicilio potevano svolgere nella distinzione dei casi di "inerzia terapeutica" da quelli di “inazione appropriata”.

Più precisamente, spiegano gli autori, «abbiamo inteso controllare le misurazioni della PA a casa dopo il rilievo di elevate misurazioni di PA in clinica convenzionale rispetto alle quali i medici non hanno intensificato il trattamento, al fine di differenziare l'inerzia terapeutica dall'inerzia appropriata».

Il 66% dei pazienti che avevano una lettura della PA pari o superiore a 140/90 quando erano in clinica specialistica e ai quali i medici di famiglia non avevano cambiato il trattamento, hanno fatto registrare letture medie inferiori a 140/90 quando i pazienti effettuavano la misurazione al proprio domicilio.

Secondo gli autori, ci sono implicazioni per le metriche di qualità dell'assistenza sanitaria. Attualmente, i tassi di successo dei medici di famiglia nel controllo dell'ipertensione si basano esclusivamente sui tassi di pressione arteriosa rilevati in clinica.

Misurazioni domiciliari come riferimento per la gestione dei valori pressori
Gli autori hanno estrapolato le metriche della PA domiciliare per dimostrare che, quando le misure domiciliari hanno sostituito quelle cliniche, i tassi di successo del controllo dell'ipertensione sono aumentati dal 58% all'86%.

«I valori di PA validati al domicilio nella maggior parte dei casi dovrebbero essere accettati e preferiti per le misure di performance medica nella gestione dell'ipertensione» sostengono gli autori.

«La PA domiciliare documentata in casi di incertezza clinica ha contribuito a differenziare l'inerzia terapeutica dall'inerzia appropriata e ha migliorato le metriche di ipertensione dei medici» aggiungono Patil e colleghi.

Da notare che un maggiore indice di massa corporea e un aumento del numero di farmaci antipertensivi sono risultati associati a una misurazione della PA domiciliare pari o superiore a 140/90 mm Hg.

Inoltre, quando sono stati intervistati dopo l'intervento di lettura della PA a casa, i partecipanti hanno affermato che il monitoraggio pressorio domiciliare della PA ha migliorato la loro comprensione del controllo della pressione stessa. L'83% dei partecipanti si è detto d’accordo sul fatto che avrebbero preso in considerazione l'acquisto di un misuratore della PA a domicilio nel caso fosse rimborsato.

Riferimento bibliografico:
Patil SJ, Wareg NK, Hodges KL, et al. Home Blood Pressure Monitoring in Cases of Clinical Uncertainty to Differentiate Appropriate Inaction From Therapeutic Inertia. Ann Fam Med, 2020; 18:50-58.
leggi