Un metodo per controbilanciare, e quindi evitare, gli sfavorevoli effetti emodinamici e metabolici dei diuretici tiazidici nelle donne ipertese in postmenopausa potrebbe fondarsi sull’impiego concomitante di una terapia estroprogestinica. È la tesi sostenuta da un team di quattro ricercatori polacchi, pubblicata online su Clinical Research in Cardiology.

«Nonostante l’elevata prevalenza di ipertensione nelle donne di mezza età, meno del 50% di queste riceve un adeguato trattamento, soprattutto nel gruppo più anziano quando il rischio di morbilità e mortalità è più elevato a causa della cardiopatia coronarica» sottolineano gli autori guidati da Anna Posadzy-Malaczynska, del Dipartimento di Medicina di Famiglia dell’Università di Scienze Mediche di Poznan (Polonia).

«La ragione dell’aumento dei livelli pressori in menopausa è multifattoriale e non completamente chiarito» aggiungono. «Vi sono svariate ipotesi che comprendono il ruolo degli ormoni sessuali, il sistema renina-angiotensina, l’aumento di peso e l’attivazione del sistema simpatico».

In particolare «il deficit di estrogeni nelle donne in postmenopausa sembra essere l’agente causale di una grave vasocostrizione dovuta alla iperespressione del recettore AT1 dell’angiotensina» proseguono. «L’attività plasmatica della renina si innalza dopo la menopausa e la sovraregolazione dei recettori AT2 dell’angiotensina contestuale alla sottoregolazione di quelli AT1 potrebbe influenzare la risposta alla terapia».

Peraltro, le più recenti dichiarazioni delle società europee e internazionali sulla menopausa ribadiscono che questa terapia è la più efficace per trattare i sintomi vasomotori, e non solo, della menopausa. Ma, fanno notare gli autori «gli effetti della terapia estroprogestinica sulle azioni emodinamiche e metaboliche degli ACEI e dei diuretici sono tuttora sconosciuti». Pertanto è stato disegnato uno studio per valutare questi aspetti.

Nello studio sono state coinvolte 140 donne in postmenopausa, delle quali 100 ipertese e 40 normotese. Le donne ipertese sono state assegnate in modo randomizzato a un trattamento con un ACE-inibitore (ACEI) [perindopril] o un diuretico tiazidico, l’idroclorotiazide (HCTZ) per 12 mesi. Le pazienti del gruppo ACEI e quelle del gruppo HCTZ, così come quelle normotese, sono state ulteriormente suddivise in due gruppi. Un sottogruppo era trattato con terapia estroprogestinica (EPT+), l’altro sottogruppo non è stato sottoposto a terapia ormonosostitutiva [HRT] (EPT-).

Per effettuare l’HRT sono stati utilizzati cerotti a rilascio transdermico di 17-beta-estradiolo e noretisterone. La misurazione ambulatoriale della pressione arteriosa e il suo monitoraggio nelle 24 ore sono state effettuate all’inizio dello studio e durante il follow-up. Il flusso plasmatico renale (RPF) è stato misurato attraverso la clearance dello iodohippuran radiomarcato con iodio-125. Il polso arterioso (PWV) è stato determinato con un dispositivo automatico.
Nell donne in postmenopausa normotese la terapia transdermica estroprogestinica ha determinato un aumento del RPF e della sensibilità all’insulina, una riduzione del PWV, una diminuzione del colesterolo LDL e totale così come dei livelli sierici di acido urico.

Perindopril (alla dose di 4 mg/die) e HCTZ (25 mg/die) sono stati egualmente efficaci nel ridurre la pressione arteriosa nelle pazienti ipertese in postmenopausa. Tra queste, perindopril ha aumentato l’RPF e ha ridotto il PWV e i livelli plasmatici di insulina. Questi effetti dell’ACEI non sono risultati alterati dalla terapia estroprogestinica.

L’HCTZ, invece, ha ridotto l’RPF e ha fatto aumentare le concentrazioni plasmatiche di insulina e acido urico nelle donne ipertese che non ricevevano la terapia ormonale. «Questi effetti sfavorevoli del diuretico» sottolineano i ricercatori «sono stati controbilanciati dalla terapia estroprogestinica».

Arturo Zenorini
Posadzy-Malaczynska A, Rajpold K, Woznicka-Leskiewicz L, Marcinkowska J. Hemodynamic and metabolic effects of estrogen plus progestin therapy in hypertensive postmenopausal women treated with an ACE-inhibitor or a diuretic. Clin Res Cardiol, 2014 Sep 13.
http://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00392-014-0755-6