Ipertensione, prevenzione primaria dell'ictus. Possibili benefici da integrazione di acido folico

Gli adulti ipertesi con bassa conta piastrinica che hanno assunto giornalmente una pillola combinata di enalapril e acido folico hanno fatto registrare una riduzione del 73% del rischio di primo ictus rispetto ai pazienti che assumevano quotidianamente solo enalapril. ╚ quanto riporta uno studio condotto in Cina e pubblicato sul "Journal of the American College di Cardiology".

Gli adulti ipertesi con bassa conta piastrinica che hanno assunto giornalmente una pillola combinata di enalapril e acido folico hanno fatto registrare una riduzione del 73% del rischio di primo ictus rispetto ai pazienti che assumevano quotidianamente solo enalapril. È quanto riporta uno studio condotto in Cina e pubblicato sul “Journal of the American College di Cardiology”.

«L'ictus è la seconda causa di morte in tutto il mondo e la principale causa di morte in Cina. Circa il 77% degli ictus sono primi eventi, creando la necessità di migliori sforzi di prevenzione primaria» ricordano gli autori, coordinati da Yong Huo, direttore del Dipartimento di Cardiologia del Primo Ospedale Universitario di Pechino.

In un precedente rapporto pubblicato dal CSPPT (China Stroke Primary Prevention Trial) i ricercatori hanno scoperto che il trattamento con acido folico poteva ridurre il rischio di primo ictus in media del 21% negli adulti ipertesi, abbassando i livelli di omocisteina totale (i suoi livelli elevati sono infatti un fattore di rischio per malattia vascolare).

Studio condotto su oltre 10mila pazienti
L’attuale studio (1) è il primo e il più grande nel suo genere a esaminare l'associazione tra elevati livelli di omocisteina e conta piastrinica (entrambi fattori che giocano un ruolo significativo nello sviluppo delle malattie cardiovascolari) e primo ictus.

I ricercatori hanno analizzato 10.789 partecipanti dal CSPPT - uomini e donne di età compresa tra 45 e 75 anni che avevano ipertensione o erano in terapia antipertensiva. Lo studio ha escluso i pazienti con una storia di ictus o altre importanti malattie cardiovascolari.

I partecipanti sono stati assegnati in modo randomizzato in due gruppi. Nel primo 5.408 pazienti hanno ricevuto una dose orale giornaliera combinata di 10 mg di enalapril e 0,8 mg di acido folico, nel secondo 5.381 pazienti hanno ricevuto una dose giornaliera di solo enalapril.

Sul numero totale di partecipanti, sono occorsi 371 primi ictus su un follow-up mediano di 4,2 anni. Un totale di 210 primi ictus si sono verificati nel gruppo trattato con solo enalapril e 161 nel gruppo in trattamento con enalapril-acido folico.

Identificati i fattori di rischio da misurare e il sottogruppo di pazienti da trattare
«La nostra analisi ha dimostrato che una bassa conta piastrinica e un'elevata omocisteinemia basali possono aumentare congiuntamente il rischio di primo ictus» sottolineano Huo e collaboratori.

«Se i risultati saranno ulteriormente confermati da studi prospettici, potremmo aprire una prospettiva per cui si possono identificare pazienti ad alto rischio di sviluppare un primo ictus misurando sia le piastrine che l’omocisteina e ridurre notevolmente il rischio ictale in questo sottogruppo di pazienti mediante acido folico, un trattamento semplice, sicuro e poco costoso» aggiungono.

In effetti, i ricercatori hanno scoperto che il rischio di primo ictus è stato ridotto dal 5,6% all'1,8% tra i pazienti con basso numero di piastrine e alti livelli di omocisteina, conseguendo una riduzione del rischio del 73%. Peraltro, la somministrazione di acido folico non ha avuto alcun effetto tra quelli con alto numero di piastrine e bassi livelli di omocisteina.

«Se validati, questi risultati hanno enormi implicazioni sulla salute pubblica, dato l'alto tasso di incidenza di ictus in molti Paesi in via di sviluppo, oltre alla Cina» rilevano i ricercatori.

«Sulla base dei nostri risultati, possiamo individuare adulti ipertesi particolarmente a rischio di ictus e incorporare un integratore di acido folico su misura per le caratteristiche genetiche, nutrizionali e cliniche individuali» proseguono. «Siamo insomma sulla strada giusta per capire le strategie di prevenzione primaria economicamente convenienti per l'ictus in Cina e altri Paesi» concludono Huo e collaboratori.

La rilevanza preventiva delle vitamine del gruppo B
In un editoriale di commento (2), J. David Spence, direttore del Stroke Prevention and Atherosclerosis Research Center presso il Robarts Research Institute di London (Ontario, Canada), ha osservato che «i pazienti con conta piastrinica più bassa e livelli di omocisteina più elevati hanno maggiori probabilità di essere a più alto rischio perché hanno una carenza di vitamina B12».

«Tra i soggetti con normali livelli di folati, il principale determinante nutrizionale dei livelli elevati di omocisteina è la carenza di vitamina B12» ha ribadito. «La convinzione diffusa che le vitamine del gruppo B non riducano il rischio di ictus è errata: questo studio non ha solo invitato a confermare il beneficio di queste vitamine, ma apre le porte a domande più ampie» ha proseguito.

Ora dovrebbero essere valutate dosi più elevate di acido folico per verificare eventuali ulteriori effetti benefici. Ulteriori studi dovrebbero poi esaminare i parametri piastrinici durante il periodo di follow-up e l'utilità del 5-metiltetrafolato, un folato più naturale in termini metabolici rispetto all'acido folico.

G.O.

Riferimento bibliografico:
1) Kong X, Huang X, Zhao M, et al. Platelet Count Affects Efficacy of Folic Acid in Preventing First Stroke. J Am Coll Cardiol. 2018 May 15;71(19):2136-2146. doi: 10.1016/j.jacc.2018.02.072.
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2) Spence JD, Hachinski V. B Vitamins for Stroke Prevention: Interaction of Low Platelet Count and High Plasma Total Homocysteine. J Am Coll Cardiol. 2018 May 15;71(19):2147-2148. doi: 10.1016/j.jacc.2018.03.024.
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