Ipertensione resistente e CKD, semaforo verde per spironolattone pi¨ patiromer

La combinazione della terapia con spironolattone con pu˛ consentire ai pazienti con malattia renale cronica (CKD) e ipertensione resistente di gestire in sicurezza la propria pressione arteriosa senza aumentare il rischio di sviluppare iperkaliemia. ╚ quanto emerge dai risultati della fase 2 dello studio AMBER, presentati a Boston durante i National Kidney Foundation Spring Clinical Meetings (NKF 2019).

La combinazione della terapia con spironolattone con può consentire ai pazienti con malattia renale cronica (CKD) e ipertensione resistente di gestire in sicurezza la propria pressione arteriosa senza aumentare il rischio di sviluppare iperkaliemia. È quanto emerge dai risultati della fase 2 dello studio AMBER, presentati a Boston durante i National Kidney Foundation Spring Clinical Meetings (NKF 2019).

«Sulla base dei risultati del trial PATHWAY-2, lo spironolattone è diventato il trattamento di prima linea per i pazienti con ipertensione resistente» ha detto Rajiv Agarwal, professore di medicina presso l'Università dell'Indiana.

Tuttavia, ha proseguito, «lo studio ha escluso i pazienti con insufficienza renale cronica e che, quindi, erano ad alto rischio di iperkaliemia. AMBER voleva consentire l'uso persistente di spironolattone in pazienti con insufficienza renale cronica e ipertensione avanzata, prevenendo l'iperkaliemia».

Nell’AMBER valutati quasi 300 pazienti 
Per valutare sia la sicurezza che l'efficacia dell'aggiunta di patiromer (farmaco di recente introduzione per il trattamento nell'adulto dell'iperkaliemia o iperpotassiemia) alla terapia con spironolattone, i ricercatori hanno condotto uno studio randomizzato, multicentrico, in doppio cieco, controllato con placebo su 295 pazienti con CKD (eGFR tra 25 ml/min/1,73 m2 e 45 ml/min/1,73 m2) e ipertensione resistente (sistolica ambulatoriale automatizzata, da 135 mm Hg a 160 mm Hg).

I pazienti sono stati randomizzati a spironolattone più placebo (n = 148, età media 69 anni, pressione sistolica media 145 mm Hg, 47% con anamnesi di insufficienza cardiaca, eGFR medio 36 ml/min/1,73 m2) o spironolattone più patiromer (n = 147, età media 68 anni, pressione sistolica media 143 mm Hg, 43% con storia di insufficienza cardiaca, eGFR medio 35 ml/min/1,73 m2).

L'endpoint primario dello studio era la differenza tra i gruppi nella proporzione di pazienti rimasti in trattamento con spironolattone alla settimana 12. La differenza tra i gruppi di cambiamento della pressione sistolica era l'endpoint secondario.

Sebbene i cambiamenti nella pressione sistolica tra i gruppi fossero simili, i ricercatori hanno scoperto che l'uso di spironolattone era associato a una riduzione pressoria complessiva compresa tra 11 mm Hg e 12 mm di Hg.

Alla settimana 12, il 66% dei pazienti nel gruppo placebo è rimasto in terapia con spironolattone rispetto all'86% dei pazienti del gruppo patiromer, con l'uso di patiromer che consentiva ai pazienti di usare 385 mg in più di spironolattone durante questo periodo.

Infine, mentre due pazienti su tre trattati con placebo hanno sviluppato iperkaliemia, i ricercatori hanno determinato che il patiromer ha ridotto questo rischio della metà.

«Lo spironolattone non è stato precedentemente studiato in questa popolazione di pazienti a causa del potenziale aumento del rischio di sviluppare iperkaliemia» ha detto Agarwal.

ll ‘take-home’ message della ricerca
«I risultati dello studio AMBER suggeriscono che i pazienti trattati con patiromer possono essere più propensi a rimanere sulla terapia con spironolattone, un farmaco salvavita per controllare la pressione arteriosa».

Durante lo studio, i pazienti sono stati intensamente monitorati, specifica Agarwal. «Non abbiamo messo in pericolo la vita dei nostri pazienti» ha aggiunto. «Sapevamo che sarebbe stato pericoloso fare il trial senza supervisione».

G.O.

Agarwal R, et al. Late-breaking research presentations: The CREDENCE Trial and the AMBER Study. Presented at: National Kidney Foundation Spring Clinical Meetings; May 8-12, 2019; Boston; abstract 442.
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