Limitare le radiazioni ionizzanti nell'imaging CV? Si può e si deve secondo una consensus dell'ACC

Le procedure cardiovascolari (CV) che utilizzano radiazioni ionizzanti vengono eseguite con sempre maggiore frequenza. È questo il motivo che ha indotto l'American College of Cardiology (ACC), in collaborazione con diverse organizzazioni, a rilasciare un documento di consenso - pubblicato online sul "Journal of American College of Cardiology" - volto a promuovere un impiego sicuro ed efficace delle radiazioni ionizzanti.

Le procedure cardiovascolari (CV) che utilizzano radiazioni ionizzanti vengono eseguite con sempre maggiore frequenza. È questo il motivo che ha indotto l'American College of Cardiology (ACC), in collaborazione con diverse organizzazioni, a rilasciare un documento di consenso – pubblicato online sul “Journal of American College of Cardiology” – volto a promuovere un impiego sicuro ed efficace delle radiazioni ionizzanti.

A collaborare con l'ACC nella stesura del documento sono l'American Society of Nuclear Cardiology, l’Heart Rhythm Society, Mended Hearts (organizzazione non-profit nata per offrire aiuto e sostegno ai pazienti cardiopatici e ai loro familiari e caregiver) la North American Society for Cardiovascular Imaging, la Society for Cardiovascular Angiography and Interventions, la Society for Cardiovascular Computed Tomography e la Society of Nuclear Medicine and Molecular Imaging.

Il preambolo programmatico del documento
In un preambolo al documento di 69 pagine, James Januzzi Jr, presidente della task force ACC su “Expert Consensus Decisionways Pathways”, sottolinea che l'aumento delle procedure CV basate sulle radiazioni ionizzanti ha portato a una maggiore esposizione alle radiazioni stesse i pazienti e potenzialmente anche i medici.

«Sebbene il beneficio clinico di queste procedure sia notevole, c'è preoccupazione per le implicazioni dell'esposizione alle radiazioni mediche sia per i pazienti che per il personale medico» scrive Januzzi. «Il direttivo dell'ACC ha concluso che è importante fornire ai professionisti una risorsa educazionale che assembli e interpreti l'attuale base di conoscenza delle radiazioni relativa alle procedure di imaging CV che impiegano radiazioni ionizzanti».

«Applicando questa base di conoscenze, i professionisti CV saranno in grado di selezionare ed eseguire procedure ottimali e, di conseguenza, ridurre al minimo l'esposizione alle radiazioni dei pazienti e del personale» conclude Januzzi.

Focus su fluoroscopia, TC e scintigrafia con radionuclidi
La commissione di esperti, presieduta da John W. Hirshfeld Jr, dell'Università della Pennsylvania a Philadelphia, spiega che il documento intende essere una «risorsa accessibile» che raccoglie ciò che è attualmente noto sulla biologia e la sicurezza delle radiazioni in relazione all'imaging CV.

In particolare, specifica Hirshfield, nel testo si affrontano i problemi di sicurezza del paziente e del personale medico per le tre classi di procedure CV che utilizzano le radiazioni ionizzanti: due relative all’uso dei raggi X (fluoroscopia e tomografia computerizzata [TC]) e una relativa ai raggi gamma (scintigrafia con radionuclidi).

Il documento include discussioni su dosimetria delle radiazioni e suoi determinanti, danni da radiazioni, basi dell’utilizzo delle apparecchiature, strategie per ridurre al minimo la dose e problematiche relative a monitoraggio e tracciatura delle radiazioni.

«L'obiettivo del documento è di consentire ai professionisti CV di selezionare la tecnica di imaging ottimale per una determinata circostanza clinica, bilanciando i rischi e i benefici di una metodica e di applicare quest’ultima in modo ottimale per generare immagini diagnostiche di alta qualità che offrano il massimo valore clinico con la minima esposizione possibile alle radiazioni» scrive il comitato.

Il documento raccomanda che i pazienti partecipino con il proprio medico alla decisione di sottoporsi a procedure che richiedano radiazioni ionizzanti e fa notare che spetta al medico spiegare la componente della radiazione insieme agli altri aspetti di una determinata procedura di imaging CV.

Si sottolinea inoltre la necessità del controllo di qualità, che richiede la verifica delle prestazioni delle apparecchiature, la sua calibrazione, il monitoraggio delle metriche per l'esposizione dei pazienti e del personale, nonché una formazione adeguata per garantire che tutto il personale clinico abbia una buona conoscenza di fisica delle radiazioni, radiobiologia e radioprotezione.

Tale formazione, in ultima analisi, dovrebbe creare una «cultura del rispetto per il rischio di radiazioni e l’impegno a minimizzare l'esposizione e massimizzare la protezione» sostiene il comitato.

A.Z.

Riferimento bibliografico:
Hirshfeld JW Jr, Ferrari VA, Bengel FM, et al. 2018 ACC/HRS/NASCI/SCAI/SCCT Expert Consensus Document on Optimal Use of Ionizing Radiation in Cardiovascular Imaging: Best Practices for Safety and Effectiveness: A Report of the American College of Cardiology Task Force on Expert Consensus Decision Pathways. J Am Coll Cardiol. 2018 Apr 30. doi: 10.1016/j.jacc.2018.02.016. [Epub ahead of print]
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