La terapia con vitamina D non riduce le dimensioni del ventricolo sinistro e non migliora la disfunzione diastolica dei pazienti con malattia renale cronica. E’ quanto emerso da uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association. Come spiegato dagli esperti, i pazienti con malattia renale cronica presentano spesso un deficit di vitamina D e secondo alcuni studi questo fatto potrebbe aumentare il rischio cardiovascolare.

Nello studio gli esperti hanno randomizzato 227 pazienti con malattia renale cronica e ipertrofia del ventricolo sinistro, a ricevere paracalcitolo, la forma attiva della vitamina D, o placebo per un periodo di 48 settimane. La maggior parte dei partecipanti erano uomini di razza caucasica e l’età media era di 65 anni. Quasi tutti i pazienti presentavano ipertensione, anche se adeguatamente controllata, e i livelli dell’ormone paratiroideo erano elevati al basale.

Dopo 48 settimane di terapia, il cambiamento della massa del ventricolo sinistro era simile tra i pazienti trattati con paracalcitolo e i controlli (0,34 g/m2,7 vs  -0,07 g/m2,7, P=0,06). Inoltre, durante lo studio non sono state osservate differenze tra i due gruppi nella velocità di rilasciamento tissutale precoce protodiastolico (onda E') (−0,01 cm/secondo nel gruppo assegnato alla vitamina D e −0,30 cm/secondo nei controlli (P=0,93).

Come per la massa del ventricolo sinistro, non è stata osservata alcuna differenza nel volume ventricolare sinistro durante la diastole (P=0,19) o la sistole (P=0,94), nella frazione di eiezione ventricolare sinistra (P=0,27), nel volume della placca aortica (P=0,15) e della parte aortica (P=0,13). Inoltre, non sono state osservate differenze nel rapporto tra velocità di riempimento ventricolare sinistra protodiastolico (onda E)  P=0,58).

Durante lo studio, un numero simile di pazienti in entrambi i gruppi è stato ricoverato in ospedale per qualunque causa, ma meno pazienti appartenenti al gruppo assegnato alla vitamina D è stato ricoverato per cause cardiovascolari (1 vs 7, P=0,03).

Al basale, il tasso di filtrazione glomerulare nel gruppo assegnato alla vitamina D era inferiore rispetto ai controlli (31 mL/min/1,73 m2 vs 36 mL/min/1,73 m2) ma è diventato superiore durante lo studio (−4,1 vs −0,1, P<0,001).

Un numero superiore di pazienti assegnati alla vitamina D ha iniziato la dialisi (6 vs1), anche se la differenza non era significativa  (P=0,12).

L’80% dei pazienti assegnati alla vitamina D ha riportato eventi avversi, rispetto al 78% dei controlli (P=0,75). Il 21% dei partecipanti che avevano ricevuto la vitamina D hanno presentato ipercalcemia, rispetto al 5% dei controlli (P<0,001). Eventi avversi gravi sono stati osservati in più del 17% dei pazienti di entrambi i gruppi ma nessuno era dovuto alla terapia.

Thadhani R, et al "Vitamin D therapy and cardiac structure and function in patients with chronic kidney disease: the PRIMO randomized controlled trial" JAMA 2012; 307: 674-684
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